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Chiesa di San Silvestro in Capite (Roma)

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Chiesa di San Silvestro in Capite

Facciata e campanile
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio
Regione ecclesiastica
Regione ecclesiastica Lazio
Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Diocesi Roma
Religione Cattolica
Indirizzo Piazza di San Silvestro, 17a
00187 Roma (RM)
Telefono +39 06 6977121
Sito web Sito ufficiale
Oggetto tipo Chiesa
Dedicazione San Silvestro
Sigla Ordine qualificante S.A.C.
Data fondazione VIII secolo, fine
Inizio della costruzione XI secolo, fine
Completamento 1844
Strutture preesistenti Tempio dedicato al sole
Pianta irregolare
Coordinate geografiche
41°54′11″N 12°28′51″E / 41.902917, 12.480694 Stemma Roma
Mappa di localizzazione New: Roma
Chiesa di San Silvestro in Capite
Chiesa di San Silvestro in Capite
Basilica di S. Pietro
Basilica di S. Pietro
Basilica di S. Giovanni in Laterano
Basilica di S. Giovanni in Laterano

La chiesa di San Silvestro in Capite è un luogo di culto cattolico di Roma, situato in Piazza di San Silvestro, nel rione Colonna.

Storia

La chiesa e l'annesso monastero basiliano furono fondati nell'VIII secolo da papa Stefano II o dal suo successore e fratello, papa Paolo I, nel palazzo familiare, sulle rovine di un tempio circolare dedicato al sole, fatto innalzare dall'imperatore Aureliano.[1] Il luogo di culto venne inizialmente intitolato ai santi Silvestro e Stefano.

Nel XII secolo papa Innocenzo II vi spostò la reliquia della testa di san Giovanni Battista e la denominazione mutò in San Giovanni in capite. Sempre nel XII secolo il monastero passò all'ordine benedettino. Tra il 1198 e il 1216 la chiesa venne rimaneggiata e venne costruito il campanile romanico. Nel 1285 il monastero passò alle monache clarisse.

L'edificio del monastero venne rimaneggiato nel 1588-1591 e la chiesa nel 1593-1601 (a spese del cardinale Francesco Dietrichstein): dal 1595 i lavori furono affidati a Carlo Maderno. La decorazione interna venne terminata nel 1696 e nel 1703 Domenico De Rossi ne realizzò la facciata[2].

Dal 1855 la chiesa fu ufficiata dai padri pallottini inglesi, i quali crearono nel quadriportico antistante, una raccolta di iscrizioni.

Il convento venne espropriato dallo Stato italiano nel 1876 e fu trasformato nella sede della Posta centrale da Giovanni Domenico Malvezzi nel 1878.

È considerata la chiesa nazionale inglese a Roma ed è uno dei punti di riferimento della comunità degli immigrati filippini a Roma.

Descrizione

L'interno

Della prima chiesa, a tre navate si conservano tracce delle fondamenta, nella moderna confessione sotto l'altare.

La facciata esterna, settecentesca, presenta un unico ordine di quattro lesene con capitelli ionici. Sull'attico sono presenti le statue di

Sul portale un rilievo con l'Immagine edessena e sull'attico uno con la testa di san Giovanni Battista. Un quadriportico precede la facciata interna.

L'interno si presenta a navata unica, coperta da una volta a botte, con un endonartece (nartece interno) all'ingresso, sopra il quale si trovano il coro delle monache e la cassa barocca in legno dorato dell'organo a canne, risalente al 1680, che ospita uno strumento degli inizi del XX secolo costruito da Jules Anneessens.

La volta della navata venne affrescata nel 1683-1684 da Giacinto Brandi con La Vergine assunta in gloria con i santi Silvestro e Giovanni Battista.[3] Mattia de Rossi progettò la decorazione a stucco, realizzata da Camillo Rusconi e da Michel Maille tra il 1689 e il 1691, mentre gli affreschi alle pareti sono di Ludovico Gimignani tra il 1688 e 1690.

Sono presenti inoltre sei cappelle laterali che si aprono sulla navata, realizzate da Ludovico Gimignani, con la collaborazione di diversi pittori. La chiesa conserva opere di Francesco Trevisani nella cappella del Crocifisso, la prima sul lato sinistro (la Crocifissione all'altare e L'agonia dell'orto, la Flagellazione, Cristo deriso e la Salita al Calvario ai lati), di Camillo Rusconi, Giuseppe Bartolomeo Chiari, Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone e una tela con San Francesco riceve le stimmate, 1716 circa, di Orazio Gentileschi, nella cappella di San Francesco, la seconda sul lato destro. Sempre nella cappella di San Francesco sono conservati dipinti di Luigi Garzi: San Francesco rinuncia ai suoi averi e Predica di San Francesco ai lati, mentre nella volta vi è San Francesco in gloria, tutte opere realizzate tra il 1695 e il 1696. La cappella dello Spirito Santo, la terza sul lato destro, è stata interamente dipinta da Giuseppe Ghezzi. Vi sono conservati: la Pentecoste all'altare, San Giovanni battezza le folle, a destra, il Battesimo di Cristo, a sinistra, San Gregorio Magno e Paolo I riceve da un angelo l'ispirazione di costruire la chiesa di San Silvestro nelle lunette, tutte opere realizzate tra il 1695 e il 1696.

Galleria d'immagini

Note
  1. ↑ Tina Squadrilli,Vicende e monumenti di Roma, Roma, Staderini Editore, 1961, p. 337
  2. ↑ Ancora nella Nuova Topografia di Roma del Nolli (1748) l'insieme chiesa-convento indicato al n. 361 viene denominato Ch. di S. Gio. E Ospiz. de' PP. della Mercede Scalzi Spagnuoli
  3. ↑ Guendalina Serafinelli, Giacinto Brandi (1621-1691), Allemandi, Torino 2015, vol. 2, p. 133.
Bibliografia
  • Giuseppe Carletti, Memorie istorico-critiche della chiesa e monastero di San Silvestro in capite di Roma, Roma, 1795.
  • Juan-Santos Gaynor, Ilaria Toesca, San Silvestro in Capite, Roma, 1963.
  • Carlo La Bella, San Silvestro in Capite (Le chiese di Roma. Cenni religiosi, storici, artistici 132), Istituto nazionale di studi romani, Roma, 2004.
  • Eileen M. C. Kane, The church of San Silvestro in Capite in Rome, B.N.Marconi editore, 2005.
Voci correlate


Collegamenti esterni

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