Congregazione mariana

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Jean Leunis, fondatore delle Congregazioni mariane

Le Congregazioni mariane sono associazioni nate a partire dal XVI secolo nei Collegi della Compagnia di Gesù. Come madre di tutte le Congregazioni mariane si considera quella sorta nel Collegio Romano ad opera di padre Jean Leunis nel 1563 e che sarà eretta canonicamente nel 1584 da Gregorio XIII come "Prima primaria" e arricchita di indulgenze e di privilegi.

Gli inizi

Fin dagli inizi dell'attività apostolica della Compagnia di Gesù, i gesuiti avevano l'abitudine di fondare associazioni che consentissero di dare continuità alla loro opera pastorale. Con questo principio anche nel Collegio Romano i professori prendevano in cura piccoli gruppi di studenti per aiutarli spiritualmente. In questo contesto nacque la prima Congregazione mariana che riuniva un gruppo di studenti attorno al p. Jean Leunis. La prima notizia di questa associazione risale ad una lettera del 30 giugno 1563 ed è riportata dal De Polanco:

« Dirò ancora un'altra cosa, ed è che alcuni scolari esterni delle sei classi inferiori, dalla retorica in giù, i più portati alla pietà e devozione, hanno intrapreso un modo di vivere cristiano di molta edificazione e a loro molto utile; essi, quando gli altri sono usciti, rimangono in una delle classi, dov’è un altare ben adorno e lì fanno orazione per un po'; poi uno legge un qualche libro devoto; e tutte le domeniche e feste lì cantano i Vespri con molta devozione. »
(In Ricardo García Villoslada, Storia del Collegio Romano dal suo inizio (1551) alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773), Roma 1954, 127)

Il De Polanco riferisce, poi, che già l'anno dopo si tratta di una associazione stabile e organizzata:

« Si obbligano, secondo i loro statuti, a confessarsi ogni settimana e a ricevere la Santa Eucarestia la prima domenica di ciascun mese; a udir messa quotidianamente e a recitare il rosario o l'ufficio di Nostra Signora; a meditare tutti i pomeriggi, finite le lezioni, per mezz'ora, cominciando in ginocchio, in una cappella loro del Collegio; e a esporre (al confessore o direttore spirituale) quanto han fatto nella giornata e informarsi di ciò che debbono fare e meditare il giorno seguente. (..) E perché tutto riesca, con la grazia di Dio, felicemente, sebbene uno dei Padri del Collegio diriga tutta la Congregazione (..), i più grandicelli e saggi di loro nominano un Prefetto, il cui compito principale è di eleggere 12 capi di sezione, e di porre sotto la loro responsabilità altrettanti gruppi della Congregazione, al fine di evitare possibilmente ogni atto non conveniente nella condotta e qualsiasi negligenza negli studi. »
(In Ricardo García Villoslada, Storia del Collegio Romano dal suo inizio (1551) alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773), Roma 1954, 128)

Lo sviluppo

Già nel 1564 padre Jean Leunis lasciò il Collegio romano e si dedicò alla fondazione di altre Congregazioni lasciando a padre Ettore Leonello la direzione della Congregazione mariana del Collegio romano. Lo sviluppo delle Congregazioni non si fece attendere: nel 1567 il Collegio germanico aveva cinque Congregazioni; il Seminario romano quattro; nel 1581 il Collegio inglese fondato da Gregorio XIII nel 1578 e affidato alla Compagnia di Gesù organizzò una sua Congregazione con dodici studenti scelti. Ben presto le Congregazioni si diffusero in altri paesi grazie alla promozione che ne facevano gli studenti stranieri presenti nei Collegi dei Gesuiti a Roma:

« Tutte erano come accampamenti di guerra nell’ampio campo della Restaurazione cattolica. »
(Ricardo García Villoslada, Storia del Collegio romano dal suo inizio (1551) alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773), Roma 1954, 131)

L’erezione canonica

Il Padre Claudio Acquaviva che era stato direttore della Congregazione del Collegio romano, divenuto Generale della Compagnia chiese a Gregorio XIII una forma canonica a queste associazioni. Gregorio XIII con la bolla Omnipotentis Dei del 5 dicembre 1584 istituì la Congregazione primaria sotto il titolo dell’Annunciazione della Santissima Vergine nel Collegio romano arricchendola di indulgenze e privilegi. Sisto V con la bolla Superna dispositione del 5 gennaio 1587 autorizzava le altre Congregazioni già sorte o che fossero sorte in qualsiasi luogo legandole alla Prima primaria di Roma nel caso volessero godere delle stesse indulgenze e degli stessi privilegi. La facoltà di aggregarle, su domanda di ciascuna, era lasciata al Preposito Generale della Compagnia.

Le crisi e il rinnovamento

Durante la loro storia le Congregazioni mariane hanno vissuto delle crisi dovute paradossalmente al loro successo[1] Nel XVIII sec. i membri erano circa 80.000 ma l’appartenenza alla Congregazione era diventato un affare di prestigio; l’apostolato caritativo, oltretutto, era stato molto ridimensionato lasciando spazio ad un eccesso di devozioni. La soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773 contribuì, infine, alla perdita d’identità delle Congregazioni. Pur non essendo mai mancati interventi e incoraggiamenti da parte dei Pontefici[2] decisi tentativi di rinnovamento si ebbero col Preposito Generale Wladimir Ladochowski il quale convocò a congresso nel 1922 tutti i gesuiti che operavano nelle Congregazioni mariane. In quell'occasione fu creato un Segretariato centrale che coordinasse il rinnovamento e la diffusione delle Congregazioni.

Il 27 settembre 1948 Pio XII con la Costituzione apostolica Bis saeculari descrisse per le Congregazioni una missione ed una identità chiare, indicando la strada per una riforma interna.

La risposta a queste indicazioni fu il secondo congresso internazionale di gesuiti che operavano nelle Congregazioni mariane tenuto nel 1950. Furono rinnovati gli statuti ricentrando il movimento sulla spiritualità ignaziana, la preghiera personale, le riunioni di gruppo e l’impegno apostolico. Nel 1952, poi, fu fondata la Federazione Mondiale delle Congregazioni Mariane. La strada della riforma fu poi spianata dal Concilio Vaticano II che incoraggiò i laici ad occupare un posto centrale nella vita e nella missione della Chiesa.

Comunità di Vita Cristiana

Nel 1968, le Congregazioni Mariane, unite alla Federazione Mondiale, chiesero a Paolo VI l’approvazione dei nuovi Principi Generali e degli Statuti della Federazione e nel 1971 il nome della Congregazione fu trasformato in Federazione Mondiale delle Comunità di Vita Cristiana. Il 3 dicembre 1990 il Pontificio Consiglio per i Laici decreta con l'approvazione dei Principi Generali e delle Norme l’erezione della Comunità di Vita Cristiana (CVX) come associazione internazionale di fedeli di diritto pontificio. Nei Principi generali così è scritto:

« La Comunità di Vita Cristiana è un’associazione pubblica internazionale il cui centro esecutivo è attualmente a Roma. Essa è la continuazione delle Congregazioni Mariane a cui diede avvio Jean Leunis s.j. e che furono approvate ufficialmente per la prima volta dalla bolla "Onnipotentis Dei" di Papa Gregorio XIII il 5 dicembre 1584. Ancora prima delle Congregazioni Mariane noi riconosciamo la nostra origine in quei gruppi di laici che sorsero dopo il 1540 in varie parti del mondo per iniziativa di S. Ignazio di Loyola e dei suoi compagni. Noi pratichiamo questa forma di vita cristiana in gioiosa comunione con tutti coloro che ci hanno preceduto, grati per i loro sforzi e per le loro opere apostoliche. Nell’amore e nella preghiera ci uniamo ai tanti uomini e donne che hanno vissuto la nostra stessa tradizione spirituale e che la Chiesa ci propone come amici e validi intercessori perché ci aiutino a compiere la nostra missione. »
(Principi generali delle Comunità di Vita Cristiana, numero 3)

Identità

Fonte e strumento della spiritualità delle Comunità di Vita Cristiana sono gli Esercizi di sant’Ignazio di Loyola. Un posto centrale nella vita della Comunità occupa la figura della Vergine Maria, la cui cooperazione all’opera della Redenzione è per i suoi membri modello supremo cui improntare la propria collaborazione alla missione di Cristo.

Struttura

Organo di governo delle Comunità di Vita Cristiana è l’Assemblea generale, costituita dal Consiglio esecutivo e dai delegati delle comunità nazionali. Il Consiglio esecutivo, che ha l’incarico di mettere in atto le decisioni e le politiche dell’Assemblea generale, è composto dal Presidente, dal Vicepresidente, dal Segretario, dal Tesoriere, dall’Assistente ecclesiastico, dal Vice-Assistente ecclesiastico e da tre Consiglieri. Organi analoghi esistono a livello nazionale. Alle Comunità di Vita Cristiana possono essere affiliate altre associazioni di persone desiderose di condividerne lo stile di vita senza divenirne membri.

Diffusione

La Comunità di Vita Cristiana conta circa 123.000 membri presenti in 52 Paesi, così distribuiti: Africa (9), Asia (12), Europa (16), Nordamerica (2), Sudamerica (13). I membri partecipano alle attività promosse nel mondo dalla Compagnia di Gesù, gestiscono scuole in Cile e a Hong Kong; case per ritiri spirituali in Francia; istituzioni di vario tipo nelle Filippine e in Cile. L’associazione pubblica una rivista semestrale dal titolo Progressio ed un bollettino trimestrale dal titolo Projects.

Personalità appartenenti alle Congregazioni mariane

Bibliografia
  • C. Goretti Miniati, Manuale ad uso delle Congregazioni Mariane, Roma 1910
  • Ricardo García Villoslada, Storia del Collegio romano dal suo inizio (1551) alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773), Roma 1954
  • Elder Mullan, The Sodality of Our Lady. Study in the Documents, New York 1912
  • Louis Châtellier, L'Europa dei devoti, Garzanti, Milano 1988.
Documenti
Note
  1. Cfr. Louis Châtellier, A l'origine d'une société catholique. Le rôle des congrégations mariales aux XVIème - XVIIIème siècles, Histoire, économie, et société 2 (1984) 203-220.
  2. Cfr. alcuni degli interventi pontifici che hanno riguardato le Congregazioni mariane: il Breve Cum sicut nobis di Clemente VIII del 30 agosto 1602; la Bolla Alias pro Parte di Gregorio XV del 15 aprile 1621; il Breve Praeclaris Romanorum Pontificum del 24 aprile 1748 e la Bolla Gloriosae Dominae del 27 settembre 1748 e poi i Brevi Quemadmodum Presbyteri del 15 luglio 1749, Quo Tibi dell’8 settembre 1751, Laudabile Romanorum del 15 febbraio 1758 di Benedetto XIV; la Bolla Apostolicum del 7 gennaio 1765 di Clemente XIII; i Decreta del 2 maggio e del 9 dicembre 1775 e del 20 marzo 1776 di Pio VI; il Breve Cum multa del 17 maggio 1824 di Leone XII; il Decreta dell’8 luglio 1848 e il Breve Exponendum del 10 febbraio 1863 di Pio IX; il Breve Frugiferas del 27 Maggio 1884 e il Breve Nihil adeo dell'8 gennaio 1886 di Leone XIII; i Decreta del 10 maggio e del 21 luglio 1919 di Pio X; l'allocuzione del 19 dicembre 1915 di Benedetto XV e le allocuzioni del 30 marzo 1930 e del 29 agosto 1935 di Pio XI.
Voci correlate
Collegamenti esterni

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