Menologio

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Il menologio è in origine un libro liturgico della tradizione cristiana orientale. È una raccolta di testi liturgici e agiografici usata nella Chiesa ortodossa. Contiene le vite e gli uffici propri dei santi.

Origine

Simeone Metafraste, un alto funzionario della corte bizantina del X secolo, è considerato il padre del grande menologio orientale. Su richiesta dell'imperatore Basilio II raccolse le vite dei santi e testi biografici sparsi, per riscriverle (meta-phraser da cui il suo nome) in una lingua greca più elegante adatta ai gusti raffinati della corte imperiale; l'intento era di edificare spiritualmente in uno stile piacevole alla lettura. Il suo lavoro fu realizzato seguendo il calendario liturgico, producendo un opera monumentale di 10 volumi.

Il menologio è in oriente un libro essenzialmente liturgico: ogni pagina corrispondeva al santo commemorato in quel giorno. Il menologio di Simeone ebbe un grande successo e restò un punto di riferimento per molti secoli nella Chiesa Orientale.

Evoluzione in occidente

Nella liturgia occidentale si parlava, a quei tempi, piuttosto, di martirologi: ogni chiesa locale ne possedeva uno proprio.

Già nel IX secolo, nei monasteri, durante l'ufficio dell'ora prima si annunciava il santo che sarebbe stato celebrato il giorno dopo. Si sviluppò così un martirologio storico, a cui ai santi locali venivano aggiunti i santi delle chiese vicine e della Chiesa universale. Vennero aggiunte anche delle notizie biografiche, per rendere più gradevole la monotona elencazione dei nomi dei santi.

Il primo martirologio ufficiale della Chiesa cattolica venne pubblicato nel XVI secolo; in esso non si elencavano solo i nomi di chi aveva donato la vita per Cristo (i martiri), ma anche gli altri testimoni della fede come i confessori, le vergini, i fondatori di ordini ecc.[1].

I menologi delle famiglie religiose

Esistono da molti secoli delle Vitae patrum che circolavano nei monasteri e conventi, con notizie edificanti sulle vite dei padri. Questi testi erano riservati alla devozione personale e non avevano carattere liturgico.

A partire dal XVI secolo le congregazioni religiose iniziarono i loro menologi, per commemorare fondatori, santi e personaggi importanti per la loro storia. Dal seicento la Compagnia di Gesù possedeva un suo menologio, letto ogni giorno alla fine del pranzo.

I menologi privati si svilupparono rapidamente a fianco del martirologio ufficiale della Chiesa. Papa Urbano VIII, nel 1617, intervenne, proibendo severamente di utilizzare il nome "santo" o "martire" per persone che non erano state ufficialmente canonizzate.

Il menologio benedettino del 1655 conteneva 44022 nomi, molti dei quali erano elencati anche in quelli dei certosini, domenicani o carmelitani.

Progressivamente il menologio si evolse: da semplice liste liturgiche di nomi di santi divenne proclamazione pubblica di brevi vite di santi, il cui ricordo è legato a un calendario liturgico.

Tra i menologi più famosi:

  • Catalogo d'alcuni martiri ed altri uomini più illustri in santità della Compagnia di Gesù, Roma, 1619
  • Menologium carmelitarum, di Saraceno, Bologna, 1627
  • Menologium cisterciense, di Henríquez, Anversa, 1630
  • Martyrologium franciscanum, di Arthur du Moustier, Parigi, 1638
  • Menologium benedictinum, di Bucelin, Feldkirch, 1655
  • Annus dierum memorabilium Societatis Iesu, di Nadasi, Anversa, 1665
Note
  1. In questo contesto il termine "martire" deve essere preso nel suo senso originale della lingua greca di "testimone" della fede.
Bibliografia
  • Hippolyte Delehaye, Les ménologes grecs, in Analecta Bollandiana 1897
  • Henri Quentin, Les martyrologes historiques, Parigi 1908
  • Jacques Noret, Ménologes, synaxaires, ménées. Essai de clarification d’une terminologie, in Analecta Bollandiana, vol.86, 1968, pp. 21-24
  • Georges Bottereau, Ménologe, in Dictionnaire de Spiritualité, vol.10, coll. 1024-1027
Voci correlate
Collegamenti esterni

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