Patriarcato di Babilonia dei Caldei

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Patriarcato di Babilonia dei Caldei
Patriarchatus Babylonensis Chaldaeorum
Chiesa caldea

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patriarca Louis Raphaël I Sako
Sede Baghdad

sede vacante
Baghdad

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Suffraganea
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Nazione bandiera Iraq
diocesi suffraganee
coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari Shlemon Warduni

Patriarchi emeriti:

Parrocchie
Sacerdoti


Eretta
Rito caldeo
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Santi patroni

Dati dall'annuario pontificio 2005 Scheda
Chiesa cattolica in Iraq
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

Il Patriarcato di Babilonia dei Caldei (in latino: Patriarchatus Babylonensis Chaldaeorum) è la guida della Chiesa cattolica caldea.

Territorio

Il patriarcato estende la sua giurisdizione su tutti i fedeli cattolici caldei ovunque essi abitino.

A partire dalla metà circa del XX secolo i patriarchi caldei hanno trasferito la loro sede da Mossul a Baghdad. Diocesi propria del patriarcato è l'arcieparchia di Baghdad dei Caldei, dove si trova la cattedrale patriarcale di Nostra Signora dei Sette Dolori.

In particolare, dipendono direttamente dal patriarca di Babilonia dei Caldei: [1]

  • Gerusalemme, territorio non costituito in circoscrizione ecclesiastica; nel 2010 protosincello (ossia vicario generale) è monsignor Paul Collin, la cui sede è a Gerusalemme;
  • Giordania, altro territorio non costituito in circoscrizione ecclesiastica; nel 2010 protosincello è il sacerdote Raymond Moussalli, la cui sede è a Amman; sono censiti 7.000 cattolici in una sola parrocchia.

Il patriarca cattolico caldeo è membro di diritto del Consiglio dei Patriarchi cattolici d'Oriente.

Storia

Il patriarcato, che trae origine dalla diocesi di Seleucia-Ctesifonte eretta nel secolo III è stato istituito il 20 aprile 1553.

Il Patriarcato cattolico caldeo tra origine da una scissione all'interno della Chiesa assira, verificatasi nel XV secolo, quando dell'allora patriarca Mar Shimun IV (c. 1437-1497) venne emanato un decreto per il quale il titolo di Patriarca assiro poteva essere assegnato solo ai familiari. Ciò scatenò l'opposizione di gran parte della gerarchia ecclesiastica e nel 1552 venne eletto un patriarca antagonista nella persona di Yochanan Sulaqa. Quest'ultimo si recò a Roma, accompagnato da alcuni missionari francescani, per incontrarsi con papa Giulio III. Ristabilì la comunione con il papa e nel 1553 il papa creò il «Patriarcato della Chiesa cattolica di rito caldeo».

La Chiesa assira ebbe allora due capi antagonisti:

  • Shimun VII, patriarca ereditario con sede ad Alqosh (nell'odierno Iraq settentrionale);
  • Yochanan Sulaqa VIII, patriarca nominato dal Papa, con sede a Diyarbakir (oggi nel Kurdistan turco). Nel 1555, due anni dopo la nomina a patriarca, Yochanan Sulaqa fu ucciso dai musulmani, dietro istigazione di Shimun VII.

Il contrasto ebbe fine nel 1662 quando l'allora patriarca di Diyarbakir, Mar Shimun XIII Denha, interruppe le relazioni con Roma, riprese i contatti con il suo pari ad Alqosh, e trasferì la sua sede nel villaggio di Qochanis (nell'odierna Turchia).
Il Pontefice rispose eleggendo un nuovo patriarca di Diyarbakir per governare sui fedeli assiri ancora fedeli a Roma. Quest'ultimo gruppo divenne allora la Chiesa cattolica caldea. Nel 1804 la linea ereditaria di Alqosh cessò di esistere e la gerarchia ecclesiastica dell'epoca decise di riconoscere l'autorità dei patriarchi cattolici caldei, mentre i patriarchi di Qochanis rimasero indipendenti.

Collegio di Babilonia

Il Pontificio Collegio di Babilonia per la Filosofia e la Teologia è la massima istituzione teologica del Patriarcato caldeo di Babilonia. Fondato nel 1991 per decreto di Raphaël I Bidawid, dal 1997 è riconosciuto dalla Pontificia Università Urbaniana, con la quale è associato dal 2000. Nel 2003 il Collegio si è trasferito a Erbil per motivi di sicurezza. La sede centrale è in corso di restauro e dovrebbe riaprire entro il 2010. Attualmente vi studiano 50 seminaristi in formazione e quasi 400 studenti laici[2].

Cronotassi dei patriarchi

Sua Beatitudine Louis Raphaël I Sako,Patriarca dal 31 gennaio 2013

Statistiche

Note
  1. Cfr. Annuario pontificio 2011, pagine 6-7.
  2. Avvenire, 13 marzo 2009.
  3. Eletto patriarca nel 1551; il 28 aprile 1553 è il giorno in cui, confermato dalla Santa Sede, riceve il pallio dal papa.
  4. Eletto nel 1555 alla morte di Sulaqa; il 17 aprile 1562 è la data del breve in cui Audishu IV viene confermato patriarca dalla Santa Sede.
  5. Eletto nel 1580, fu confermato a Roma il 16 giugno 1581 e ricevette la lettera di conferma dell'elezione patriarcale solamente nell'aprile 1585.
  6. Sottoscrisse una professione di fede cattolica solo il 28 luglio 1619, essendo la precedente non gradita a Roma.
  7. Eletto vescovo di Diyarbakır nel 1667, prima della sua conversione al cattolicesimo, istituito da papa Innocenzo XI patriarca dei Caldei l'8 gennaio o il 20 maggio 1681; muore nel 1707.
  8. Eletto patriarca nel 1895, fu confermato dalla Santa Sede il 21 maggio o 18 giugno 1896.
  9. Eletto nel corso del 1713, fu confermato patriarca con bolla del 18 marzo 1714. Altra data della sua morte: 11 gennaio 1759.
  10. Consacrato vescovo l'8 febbraio 1757, eletto nello stesso anno o nel 1759, confermato da Roma il 24 marzo o 5 aprile 1759. Muore a Roma, dove si era ritirato, nel 1791.
  11. Augustin Hindi, che si fregiò del titolo di patriarca con il nome di Yosep V, non fu mai confermato dalla Santa Sede, che lo riconobbe invece come amministratore patriarcale, dapprima come semplice prete, e poi, dopo l'8 settembre 1804, come vescovo di Diyarbakır.
  12. Sito Santa Sede
Fonti
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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