Risurrezione di Gesù Cristo (Rembrandt)

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GER Monaco AltePinakothek Rembrandt ResurrezioneCristo 1635-39.jpg
Rembrandt, Risurrezione di Gesù Cristo (1635 - 1639), olio su tela applicata su tavola
Risurrezione di Gesù Cristo
Opera d'Arte
Stato

bandiera Germania

Regione Baviera
Regione ecclesiastica [[|]]
Provincia Alta Baviera
Comune

Monaco di Baviera

Località
Diocesi Monaco e Frisinga
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Alte Pinakothek
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Risurrezione di Gesù Cristo
Datazione 1635-1639
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Rembrandt (Rembrandt Harmenszoon Van Rijn)
detto Rembrandt

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tela applicata su tavola
Misure h. 91,9; l. 67
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
1Dopo il sabato, verso l'alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria andarono a vedere il sepolcro. 2Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra. 3Il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve. 4E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte.
Virgolette chiuse.png

La Risurrezione di Gesù Cristo è un dipinto, realizzato tra il 1635 ed 1639, ad olio su tela applicata su tavola, dal pittore olandese Rembrandt Harmenszoon Van Rijn noto come Rembrandt (1606 - 1669), conservato nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera (Germania).

Descrizione

Soggetto

Nel dipinto, su un fondo scuro, compaiono:

  • Angelo solleva facilmente la pesante pietra del sepolcro, travolgendo le guardie addormentate accanto. La sua figura, che rivela un'attenta lettura del testo evangelico, è presentata con un'aspetto come di folgore e la sua veste bianca come neve.
  • Gesù Cristo, al contrario di quanto avviene in altre raffigurazioni del brano evangelico, ha un ruolo apparentemente quasi marginale: emerge dal sepolcro scoperchiato dall'angelo, ancora avvolto nelle bende mortuarie. Il Figlio di Dio, dunque, è colto nel momento della sua risurrezione, quando con un grande boato la volontà divina sconfigge quella dell’uomo, il tutto sottolineato da una luce potente che contrasta il buio terreno, non solo del notturno, ma soprattutto dell’uomo che cieco non ha saputo comprendere la venuta di Dio.
  • Soldati sono travolti dall'apertura del sepolcro, violenta come un terremoto: uno di loro, addirittura, cade rotolando giù dal coperchio.
  • nell'angolo a destra, in basso: Santa Maria Maddalena, seguendo il Vangelo di Matteo, il pittore la include nella scena, che insieme all'altra Maria (ossia santa Maria di Cleofa) si reca al sepolcro.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

  • Rembrandt dipinge la resurrezione di Gesù in modo vittorioso, dove la vera protagonista è la luce opposta alla profondità oscura delle tenebre. Siamo nel XVII secolo, nel periodo successivo al Concilio di Trento (1545 - 1563) che aveva ridefinito l’iconografia sacra in modo più conforme al testo biblico, in un clima di ritorno ad una rigorosa lettura delle Scritture contro quella Riforma protestante che stava sconvolgendo l’Europa. Perciò, non era più accolta un’ambigua rappresentazione di Cristo sia risorto che assunto: Gesù verrà assunto in Cielo quaranta giorni dopo la sua morte, per questo i due momenti non vanno confusi e le rappresentazioni artistiche devono seguire un codice che non prevede più la sua immagine raffigurata tra Cielo e Terra.
  • Tradizionalmente la risurrezione, infatti, era rappresentata con la figura di Cristo al centro dell'azione, che ascendente verso il cielo, mentre in questo dipinto il momento scelto è un altro - quando l'angelo, che occupa quindi il centro della composizione, appare improvvisamente nel mezzo della luce divina. La reazione dei soldati, di fronte al miracolo, è di timore e soggezione. Accompagnando il dramma della luce, i loro corpi formano un insieme dinamico con gesti di orrore e paura. La fuga dei soldati avviene in mezzo alle ombre che si estendono nell'oscurità più profonda che si possa immaginare. Inoltre, l'artista, facendo cadere un soldato dalla lastra del sepolcro, crea un'azione diagonale che conferisce una particolare dinamica alla scena. Allo stesso tempo, crea una tensione tra questo movimento e il lento apparire di Gesù. Nella continuità della luce centrale esplosiva, Cristo è in un piano illuminato con dolcezza. Il manto bianco, che lo circonda, emana una tale luminosità che evidenzia la sua figura.
  • Il dipinto mostra come il pittore nell’uso “esasperato” dei chiaroscuri e nella sua predilezione a far emergere il soggetto dalle tenebre aveva appreso pienamente la lezione di Caravaggio. Inoltre, si nota come per la sua Resurrezione ha utilizzo come modello iconografico l'Assunzione di Maria Vergine (1516 - 1518), realizzato da Tiziano per la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia: anche qui, infatti, sono gli angeli a intervenire come tramite per liberare il corpo terreno del suo peso, aiutandolo a innalzarsi verso il Cielo.
  • La particolare resa della luce nella pittura, introdotta nel manierismo da Tintoretto e diffusa nello stile barocco, è presente in questa opera, ma senza coprire le reazioni e i sentimenti espressi dai personaggi. La figura dell'angelo, infatti, è serena e trasmette un senso di pace e serenità in contrasto con l'atteggiamento dei soldati, che invece mostrano il contenuto drammatico dell’evento, come la paura e lo smarrimento, quale inevitabile conseguenza della scena miracolosa. La luce soprannaturale di Rembrandt evidenzia i personaggi principali e porta l’osservatore all’apice del momento rappresentato. Le sue raffigurazioni di Cristo mirano alla sua centralità come fonte del mistero della fede, attraverso la carica mistica ed espressiva che ha il suo linguaggio.

Notizie storico-critiche

L'opera è uno dei cinque dipinti che formano il ciclo della Passione di Gesù Cristo, commissionata a Rembrandt nel 1630 dal principe Federico Enrico di Orange (15841647).

Nel 1806, il dipinto dalla Galleria di Dusseldorf venne trasferito nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, dove è attualmente esposto.

Bibliografia
  • Roberta D'Adda, Rembrandt, Editore Skira, Milano 2006
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori Electa, Milano 2002, p. 341 ISBN 9788843582594
Voci correlate
Collegamenti esterni

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