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Sede titolare di Gisipa

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Sede titolare di Gisipa
Sede vescovile titolare
Dioecesis Gisipensis
Chiesa latina
Sede vacante
Stato bandiera Tunisia
Località: Gisipa
Diocesi soppressa di Gisipa
Suffraganea Arcidiocesi di Cartagine
Eretta: ?
Soppressa: ?
Collegamenti esterni
Dati online (gc ch)
Collegamenti interni
Sedi titolari in Cathopedia

La Sede titolare di Gisipa (in latino: Dioecesis Gisipensis) è una diocesi soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Al pari delle altre diocesi cattoliche dell'allora fiorente territorio nordafricano, non è sopravvissuta all'invasione islamica del VII secolo.

Storia

Gisipa, località non ancora identificata in Tunisia, è un'antica sede episcopale della provincia romana dell'Africa Proconsolare,[1] il cui primate era il vescovo di Cartagine.

Le fonti menzionano quattro vescovi. Il cattolico Ianuario intervenne al Concilio di Cartagine (411), che vide riuniti assieme i vescovi cattolici e donatisti dell'Africa romana; in quell'occasione la sede non aveva vescovi donatisti. Negli atti della conferenza, Ianuario è indicato come vescovo di Gisipa maior, benché non sia attestata da alcuna fonte coeva l'esistenza di una Gisipa minor.[1] Probabilmente questo vescovo è da identificare con l'omonimo, il cui nome, senza indicazione della sede di appartenenza, si trova in calce alla lettera sinodale del Concilio di Cartagine (416). Inoltre nel Concilio di Cartagine (425) fu presente un vescovo di nome Ianuario; non è certo che si tratti del vescovo di Gisipa, poiché nello stesso periodo è documentata l'esistenza di altri due vescovi con lo stesso nome.[2]

Il nome di Carissimo appare al 24º posto nella lista dei vescovi della Proconsolare convocati al Concilio di Cartagine (484) dal re vandalo Unnerico; Carissimo era già in esilio al momento della convocazione.[3]

Redento prese parte al Concilio di Cartagine (525) convocato da Bonifaco il 5-6 febbraio 525.[4]

Melloso fu tra i presenti all'antimonotelita Concilio di Cartagine (646) e sottoscrisse la lettera sinodale indirizzata a Paolo II di Costantinopoli, che poi fu letta durante il concilio lateranense del 649.[5]

Dal 1933 Gisipa è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica.

Cronotassi

Vescovi

  • Gennaro (menzionato nel 411)
  • Carissimo (menzionato nel 484)
  • Redento (menzionato nel 525)
  • Melloso (menzionato nel 646)

Vescovi titolari

Note
  1. 1,0 1,1 (FR) Serge Lancel, Actes de la Conférence de Carthage en 411, vol. IV, Paris, 1991, pp. 1386-1387.
  2. (FR) Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), pp. 586-587 (Ianuarius 12).
  3. (FR) Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 193.
  4. (FR) Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 956 (Redemptus 2).
  5. (FR) Toulotte, Proconsulaire, p. 179.
Bibliografia
Collegamenti esterni

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