Sogno di san Giuseppe (Georges de La Tour)

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FRA Nantes MuBeauxArts G.deLaTour SognoS.Giuseppe 1640ca.jpg
Georges de La Tour, Sogno di san Giuseppe (1640 ca.), olio su tela
Sogno di san Giuseppe
Opera d'Arte
Stato

bandiera Francia

Regione Paesi della Loira
Regione ecclesiastica [[|]]
Dipartimento Loira Atlantica
Comune

Nantes

Località
Diocesi Nantes
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Musée des Beaux Arts
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Sogno di san Giuseppe
Datazione 1640 ca.
Datazione
Datazione Fine del {{{fine del}}}
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Ambito culturale
Autore

Georges de La Tour

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tela
Misure h. 93 cm; l. 82,2 cm
Iscrizioni GS. De la Tour f
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
opera firmata
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo....
21Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati». 22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Virgolette chiuse.png

Il Sogno di san Giuseppe è un dipinto, realizzato nel 1640 circa, ad olio su tela, dal pittore francese Georges de La Tour (1593 - 1652), conservato nel Musée des Beaux Arts di Nantes (Francia).

Descrizione

Soggetto

Il dipinto è ambientato nella casa di san Giuseppe, completamente immersa nell'oscurità, dove compaiono:

  • San Giuseppe è un uomo anziano addormentatosi, mentre legge rischiarato da un lume di candela. L'età avanzata, che nell'iconografia del santo serve in particolare ad escludere l'effettiva paternità fisica di Gesù, qui ha ulteriore scopo, mostrare san Giuseppe come il rappresentate di un'antica tradizione, un "figlio di Davide" in cui tutta la storia del popolo eletto confluisce. Tutto questo è poi confermato anche dal volume sui suoi ginocchi, alludendo alle Sacre Scritture, che l'uomo giusto consultò per trovare, alla luce della tradizione, una risposta ai propri dubbi, richiamando in questo un passo del libro d'Isaia (Is 7,10-14).
  • Angelo raffigurato, con il volto raggiante, è sprovvisto d'ali, ma il suo corpo è speciale, poiché essendo immateriale, non produce ombra né sul tavolo, né sul corpo di san Giuseppe. La mano sinistra, che tende verso l'alto, indica che il suo messaggio viene da [[Dio, mentre la destra è tesa verso il sognatore, non solo per incoraggiarlo ed assicurarlo, ma anche per destarlo dal sonno, facendone così al risveglio esempio di "obbedienza alla fede" di cui parlerà san Paolo (Rm 1,5).

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

  • Nel dipinto si respira un netto realismo dove i volumi, che sono fatti ruotare con grande capacità in un tocco pieno e deciso che esprime un cromatismo a prugna, definiscono con chiarezza un determinato periodo nello stile dell'artista.
  • Nell'ambito dell'iconografia medievale è raro che fosse data rilevanza alla figura di san Giuseppe, relegato spesso nelle rappresentazioni, al ruolo di semplice spettatore. Progressivamente, solo grazie all'azione d'importanti predicatori e figure spirituali, come san Vincenzo Ferrer, san Bernardino da Siena e santa Teresa d'Avila, la devozione e l'arte riabilitano la figura di questo santo; infatti, dalla Riforma cattolica in poi, il genitore terreno di Gesù diventa un modello esemplare di virtù, per la sua silenziosa fatica e le continue rinunce.

Iscrizione

Nel dipinto si trova un'iscrizione, dove si legge la firma del pittore:

« GS. De la Tour f. »
Bibliografia
  • Dominique Breme, Georges de La Tour, Parigi 1997, pp. 102 – 105
  • Rosa Giorgi, Santi, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 190 ISBN 9788843596744
  • Pierre Rosenberg, Bruno Ferté, Georges de La Tour, col. "I maestri", Editore Mondadori-Electa, Milano 1998 ISBN 9788843564095
  • Jacques Thuillier, Georges de La Tour, col. "Classici arte", Editore Rizzoli, Milano 1998
  • Timothy Verdon, La bellezza nella Parola. L'arte a commento delle letture festive. Anno A, Editore San Paolo, Milano 2008, pp. 40 - 43 ISBN 9788821563904
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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