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  • Lettura - Ap 7,2-4.9-14: Vidi una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.
    Con la fantasmagorica propria delle apocalissi il libro vuol dare soprattutto speranza. La Chiesa vive in una storia segnata dalle potenze del male, ma resta sempre sotto la signoria di Dio e dell'Agnello immolato e risorto. In questa pagine ricca di simboli si vede la Chiesa terrena e celeste, formata da ebrei e molte altre genti, tutte in candide vesti (segno di immortalità) e gridanti la loro comune fede. Vi spiccano i perseguitati, partecipi in modo speciale della vittoria e della vita dell'Agnello (sangue, simbolo della vita).
  • Salmo - Sal 89[88],2.6.8-9.12.16 - Rit.: Benedetto il Signore in eterno.
  • Epistola - Rm 8,28-39: Li ha predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo.
    Il capitolo 8 della Lettera ai Romani è come un inno alla speranza. Paolo ne indica vari motivi, ma quello principale è Dio stesso, deciso a portare a compimento il suo disegno di salvezza chiamato anche "predestinazione"; esso però suppone che l'uomo, pur peccatore, "ami Dio", come risposta e collaborazione al Suo amore, di cui Gesù è il segno più splendido.
  • Vangelo - Mt 5,1-12: Le beatitudini.
    Tramite i suoi immediati discepoli Gesù apre alle folle le vie della beatitudine, della felicità. Superando i limiti di razza, di classe, di sesso, di religione e di logiche umane, Gesù dichiara: sono "beati" tutti coloro che, sulla base dell'umiltà e della fiducia dei "poveri in spirito", cercano con "cuore puro", ossia sincero, la giustizia, la misericordia, la pace, disposti anche a pagare di persona e ad affrontare le croci della vita. Come Gesù stesso.


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