Trisaghion

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Il Trisaghion ("tre volte Santo") (chiamato anche Trisaghion angelico) è un inno usato in maniera comune nella liturgia delle Chiese orientali, cattolica e ortodosse ed è presente anche nella Chiesa latina.

Testo

Il testo greco con la traslitterazione:

Άγιος ο Θεός, άγιος ισχυρός, άγιος αθάνατος ελέησον ημάς. (τρίς)
Agios o Theos, agios ischyros, agios athanatos, eleison imas. (tris)

Testo latino:

Sanctus Deus, Sanctus fortis, Sanctus immortalis miserere nobis (ter).

Testo arabo:

قدوس الله، قدوس القوي، قدوس الذي لا يموت ارحمنا
Quddusun Allah! Quddusun al-qawi! Quddusun al-adhi, la yamut irhamna.

Traduzione italiana (testo del Venerdì Santo):

Santo Dio, Santo forte, Santo immortale, abbi pietà di noi. (tre volte)

Traduzione italiana (testo in uso ai Trinitari):

Dio santo, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi. (tre volte)

Uso

È cantato durante la liturgia immediatamente prima del Prokeimenon e della lettura dell'Epistola nelle Chiese maronita cattolica e greca cattolica melchita. Viene cantato in aramaico (dialetto siriaco), in arabo o in greco.

Nel rito bizantino è cantato nella Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo, sempre prima del Prokeimenon.

Nella Chiesa latina, il Trisaghion compare nella liturgia del Venerdì Santo, che deriva dall'antica Liturgia dei presantificati comune anche al rito bizantino. Inoltre è usato nella Coroncina alla Divina Misericordia, propagata da Santa Faustina Kowalska, e nel Piccolo ufficio della Beata Vergine Maria.

Il Trisaghion è anche la preghiera ufficiale dell'ordine dei trinitari. La traduzione in italiano del Trisaghion usata dai trinitari è però diversa da quella usata nella liturgia del Venerdì Santo e sembra voler accentuarne un'interpretazione trinitaria secondo cui Dio Santo sarebbe il Padre, Dio forte il Figlio e Dio immortale lo Spirito Santo.

Origine

Il Trisaghion è un'estensione della lode a YHWH che troviamo in Isaia 6,3 e in Apocalisse 4,8.

La frase Dio Santo, Dio potente, Dio immortale, abbi pietà di noi appare per la prima volta in uno scritto del patriarca Proclo (434-446): erano gli anni in cui cominciavano ad apparire le eresie. L'inno nacque quindi in funzione anti-ariana.

San Giovanni Damasceno riferisce che il Trisaghion fu insegnato dagli angeli a un bambino che si trovava in estasi.

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