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Battistero degli Ariani

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Battistero degli Ariani
Baptistery.Arians02.jpg
Esterno
Dedicazione {{{Dedicazione}}}
Comune Ravenna
Regione ecclesiastica Regione ecclesiastica Emilia Romagna
Regione Stemma Emilia-Romagna
Stato bandiera Italia
Religione Arianesimo
Diocesi Arcidiocesi di Ravenna-Cervia
Vescovo {{{Vescovo}}}
Anno di consacrazione
Architetto
Stile architettonico Paleocristiano
Inizio della costruzione
Completamento Prima metà VI secolo
Distruzione {{{Distruzione}}}
Soppressione {{{Soppressione}}}
Sito web Sito ufficiale
Altezza Massima {{{AltezzaMassima}}}
Altezza Navata {{{AltezzaNavata}}}
Larghezza Navata {{{LarghezzaNavata}}}
Note
bandiera Italia
44°25′07″N 12°12′09″E / 44.418611, 12.2025
Battistero degli Ariani è posizionata in Italia
Etimasia nei Mosaici della cupola del Battistero degli Ariani

Il Battistero degli Ariani si trova a Ravenna e fu fatto costruire all'epoca di Teodorico, nella prima metà del VI secolo.

Sotto Teodorico, di religione ariana, le comunità di fede cattolica ed ariana convissero nella città pacificamente, i goti ariani e i latini cattolici vissero separatamente con quartieri separati e doppi edifici di culto in città.

Vicino al Palazzo di Teodorico il re fece costruire una basilica ariana (l'attuale chiesa di Santo Spirito, della quale rimane poco dell'epoca di Teodorico), e un battistero, oggi detto degli Ariani per distinguerlo dal più antico di circa un secolo Battistero Neoniano (degli Ortodossi).

Esternamente il battistero si presenta come un edificio in laterizi a pianta ottagonale, con alcune absidiole e aperture ad arco nel registro superiore. Lungo il perimetro esterno correva un deambulatorio che si interrompeva soltanto in corrispondenza dell'abside orientale. I restauri hanno chiarito che l'edificio faceva parte di un complesso più ampio.

L'interno si presenta vuoto, tranne che per il fonte battesimale, ma la cupola è completamente decorata a mosaico; la superficie musiva è più piccola rispetto a quella del battistero Neoniano: al centro si trova una rappresentazione del Battesimo di Cristo con San Giovanni Battista, la personificazione del Giordano e la colomba dello Spirito Santo; nell'anello immediatamente sotto, il trono vuoto dell'etimasia e i dodici apostoli in atto di offrire corone e stoffe divisi da palme[1].

La rappresentazione è semplificata, con figure piuttosto statiche e ripetitive nell'aspetto, con abiti semplici (solo la toga bianca), i volumi appiattiti e calligrafici (le pieghe sembrano solo disegnate). Spicca inoltre l'affermazione ormai dominante del fondo oro, che si stava imponendo in tutto il mondo Mediterraneo come veicolo per rappresentazioni più astratte e simboliche, inondate da una luce ultraterrena.

L'affinità di questi mosaici con quelli neoniani e la mancanza di temi legati all'arianesimo, ha fatto pensare che i mosaicisti del battistero fossero cristiani ortodossi, essendo le popolazioni ostrogote dedite prevalentemente alla oreficeria come forma artistica.


Note
  1. Anche la palma aveva una simbologia legata ai Salmi, dove si dice che come fiorirà la palma così farà il giusto, cioè la pianta fiorisce quando sembra ormai morta, come i martiri che avranno la loro ricompensa in paradiso.
Bibliografia
  • Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999
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