Chiesa cattolica in Paraguay

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Chiesa cattolica in Paraguay
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Anno 2005
Cristiani
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Cattolici 5 milioni
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Popolazione 5,5 milioni
Dati su Catholic hierarchy
Categoria:Chiesa cattolica in Paraguay

La Chiesa Cattolica in Paraguay conta circa 5 milioni di fedeli pari a circa il 91% della popolazione del paese.

L'evangelizzazione del territorio dell'attuale Paraguay[1] cominciò agli inizi del XVI secolo contemporaneamente al processo di conquista coloniale da parte della Spagna.

Attualmente (2012) la Chiesa Cattolica è presente in Paraguay con 1 sede metropolitana, 11 diocesi suffraganee e 2 vicariati apostolici; nel Paese è presente anche l'ordinariato militare.

Storia

Dal XVI al XVIII secolo

Il francescano spagnolo Luis de Bolaños (1549 ca.-1629), missionario dapprima nella regione del Plata, poi nel Paraguay, dove dal 1580 iniziò il sistema delle "riduzioni".
Il francescano spagnolo Luis de Bolaños (1549 ca.-1629), missionario dapprima nella regione del Plata, poi nel Paraguay, dove dal 1580 iniziò il sistema delle "riduzioni".
 
Il gesuita paraguayano Roque González de Santa Cruz (1576-1628) martire, insieme ai compagni Alfonso Rodríguez e Juan de Castillo.  L'evangelizzazione del Paraguay avvenne soprattutto grazie a due linee pastorali complementari: quella francescana e quella gesuitica.  La prima, iniziata già dal 1540 circa, si estese da Asunción fino alla destra del fiume Tebicuary, la zona che fu la più popolata del Paraguay coloniale. La spiritualità francescana, popolare e radicata nella dimensione affettiva, austera e sobria, si radicò fortemente nell'anima religiosa paraguayana. La seconda linea pastorale, quella gesuitica, si caratterizzò per una marcata dimensione sociale che si espresse in particolare con il deciso sviluppo del sistema delle riduzioni.  Queste due linee pastorali continuarono ad essere presenti nella storia ed oggi riescono a descrivere il carattere e la specificità della Chiesa paraguayana.
Il gesuita paraguayano Roque González de Santa Cruz (1576-1628) martire, insieme ai compagni Alfonso Rodríguez e Juan de Castillo.

L'evangelizzazione del Paraguay avvenne soprattutto grazie a due linee pastorali complementari: quella francescana e quella gesuitica.

La prima, iniziata già dal 1540 circa, si estese da Asunción fino alla destra del fiume Tebicuary, la zona che fu la più popolata del Paraguay coloniale. La spiritualità francescana, popolare e radicata nella dimensione affettiva, austera e sobria, si radicò fortemente nell'anima religiosa paraguayana. La seconda linea pastorale, quella gesuitica, si caratterizzò per una marcata dimensione sociale che si espresse in particolare con il deciso sviluppo del sistema delle riduzioni.

Queste due linee pastorali continuarono ad essere presenti nella storia ed oggi riescono a descrivere il carattere e la specificità della Chiesa paraguayana.

La "terra buona" dei guaraní
Dettaglio del pulpito della chiesa della missione gesuitica Santísima Trinidad del Paraná

Dettaglio del pulpito della chiesa della missione gesuitica Santísima Trinidad del Paraná, patrimonio dell'umanità

« Il Signore volle che i popoli guaraní fossero la "terra buona" per la "semente" della parola divina. Fin dall'inizio della fondazione di Nuestra Señora de la Asunción, nel 1537, i missionari poterono realizzare un intenso e ampio lavoro grazie alla buona disponibilità dei nativi ad apprendere le cose divine ed umane. Il Paraguay divenne un centro importante di evangelizzazione e di civiltà, che guadagnò meritatamente per la vostra città il titolo di Madre de ciudades. Prima che fosse trascorso un secolo da quella fondazione i criollos e i guaraní di Asunción avevano portato la fede e lo sviluppo dai lontani fiumi dell'Amazzonia fino alle Ande. In quei primi secoli, sacerdoti, religiose e catechisti mostrarono al mondo il potere del Vangelo quando la sua semenza cade in "terra buona". La vostra fede crebbe e si irrobustì come i vostri "tayis e ibirápytás", e diede frutti di santità come san Roque Gonzàlez de Santa Cruz, mantenendosi salda nonostante le avversità che il vostro popolo dovette affrontare. »

Il Cristianesimo giunse nei territori dell'odierno Paraguay nel 1536 con l'arrivo nel Río de la Plata di alcuni mercedari che erano al seguito della spedizione dell'Adelantado Pedro de Mendoza. L'anno seguente questi stessi religiosi raggiunsero le terre dei Carijós-Guaraní con la spedizione del Capitano Juan de Salazar y Espinosa e altri conquistatori i quali, in occasione della festa della Madonna dell'Assunta del 1537 fondarono un forte, detto "dell'Assunta" (Fuerte de Asunción), sulle rive del fiume Paraguay.

I religiosi non riuscirono a compiere nessuna opera di evangelizzazione a favore dei nativi a causa della impossibilità di comunicare con gli indigeni.

Nel 1538 raggiunsero la costa atlantica del Paraguay i primi francescani tra i quali si ricordano in particolare Bernardo de Armenta e Alonso Lebrón. Questi religiosi furono i primi a conoscere seguaci di Pai Sumé, una figura mitologica delle religioni indigene.

Dopo aver trascorso un anno con i Guaraní della costa atlantica, Armenta e Lebrón si diressero nel 1541 fino ad Asunción al seguito della spedizione dell'Adelantado Alvar Núñez Cabeza de Vaca. Ad Asunción gli abusi di autorità e i maltrattamenti nei confronti degli indigeni ai quali assistettero i religiosi, spinsero Armenta a supplicare il re di concedere un Vescovo per Asunción: la presenza di un Vescovo, infatti, sarebbe stata una difesa per gli indigeni in quanto con il suo esempio sarebbe stato protettore dei nativi da tutti i soprusi che venivano loro perpetrati.

Grazie a questa supplica, nel 1547, dieci anni dopo la fondazione di Fuerte de Asunción, fu eretta la diocesi di Río de la Plata, con sede ad Asunción e come suffraganea dell'Arcidiocesi di Lima. La diocesi, tuttavia, restò vacante fino al 1556. Nel 1609, poi, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Charcas.

Con l'arrivo nel 1575 dei francescani Luis de Bolaños e Alonso de San Buenaventura in Paraguay, iniziò l'evangelizzazione sistematica degli indigeni. Bolaños riuscì ad apprendere la lingua guaraní con l'aiuto dei novizi Gabriel de Guzmán, nipote del Governatore Domingo Martínez de Irala, e Juan Bernardo, che sarà il primo martire paraguayano del quale esistano documentazioni scritte. A Bolaños si deve la creazione della grafia guaraní, la traduzione in guaraní del catechismo voluto dal Terzo concilio di Lima (1582-1583), e la fondazione a partire dal 1580 delle prime reducciones guaraní[2]. Le riduzioni francescane iniziarono con la fondazione di Los Altos (1580), e proseguirono con Ita (1585), Yaguarón (1586), e San José de Caazapá (1607).

I gesuiti arrivarono in Paraguay nel 1588 ma si stabilirono formalmente ad Asunción solo agli inizi del XVII secolo. Tra i primi missionari gesuiti ricordati in particolare per la fondazione di importanti riduzioni nella zona di Guairá e poi ai margini del Paraná e dell'Uruguay, sono passati alla storia Tomás Fields, Simón Mascetta, Manuel Ortega, José Cataldino e Marcial de Lorenzana.

L'ultimo ordine ad arrivare in Paraguay fu quello dei Domenicani, i quali non fondarono riduzioni di indios, anche se, dall'espulsione dei Gesuiti (1767) in poi, assunsero la cura delle riduzione insieme ai francescani e ai mercedari.

Il clero secolare ebbe anch'esso parte attiva nell'evangelizzazione degli indios, degli schiavi, dei meticci oltre che degli spagnoli.

Dall'indipendenza al 1929

Il Paraguay dichiarò l'indipendenza dopo avere rovesciato la gestione spagnola locale il 14 maggio 1811.

Dopo l'indipendenza la Chiesa dovette subire, come in tutti gli altri Paesi dell'America latina, la pretesa che il nuovo Stato indipendente rivendicava sulla continuità del Patronato regio.

Durante la dittatura di José Gaspar Rodriguez de Francia (1766-1840), dal 1814 al 1840, la Chiesa subì una lunga e costante persecuzione: domenicani, francescani e mercedari furono espulsi e i loro conventi furono trasformati in caserme; fu soppresso anche il capitolo, chiuso il seminario e il Vescovo fu praticamente esautorato. Nel 1840 solo quarantatre sacerdoti servivano le ottantatre parrocchie della diocesi di Asuncion.

Il governo di Carlos Antonio López (1792-1862), dal 1841 al 1862, pur non permettendo la ricostituzione delle case religiose e pur controllando la vita ecclesiale fino al punto da scrivere egli stesso le lettere pastorali, fu in un certo qual modo più favorevole alla Chiesa: ottenne, dopo una lunga sede vacante, dal Papa Gregorio XVI i due vescovi di Asunción, Basilio Antonio López, suo fratello, e Marco Antonio Maiz, ausiliare; stabilì, inoltre, rapporti con la Santa Sede, favorì la costruzione di nuove chiese e non permise la tolleranza religiosa nel Paese[3].

Il vescovo di Asuncion Manuel Antonio Palacios (1824-1868) fu giustiziato, incriminato di cospirazione, durante la Presidenza di Francisco Solano López

Francisco Solano López (1826-1870) continuó la politica di controllo che suo padre ebbe nei confronti della Chiesa. Fu sotto il suo governo che il Vescovo Manuel Antonio Palacios, nominato nel 1865, fu giustiziato nel 1868 con l'accusa di cospirazione contro il Presidente. López aveva comunque l'appoggiò di una parte del clero: i sacerdoti Fidel Maíz e Justo Román, ad esempio, furono nella giuria che sentenziò la morte di Palacios[4].

Nel 1865 la diocesi di Asunción divenne suffraganea dell'Arcidiocesi di Buenos Aires.

La guerra della Triplice Alleanza (1865-1870)[5] nonostante il fatto che avesse avuto conseguenze disastrose per la Chiesa a causa della decimazione del clero, non intaccò le strutture familiari nè la pratica religiosa del popolo[6]. I problemi per la Chiesa vennero soprattutto dalle divisioni interne tra il clero che durante la guerra aveva sostenuto la causa di López e quello, invece, che si era posto dalla parte filobrasiliana. Nel 1870 fu nominato Fidelis de Avola vicario apostolico foraneo del Paraguay[7]: quando iniziò il suo mandato poteva contare solo su diciassette sacerdoti da distribuire in tutto il Paese. Nonostante la penuria di sacerdoti e la situazione caotica nella quale aveva trovato l'organizzazione ecclesiastica, in poco tempo ristabilì più di cinquanta parrocchie delle centotre che formavano la diocesi, riaprì il Seminario e fondò un Collegio Nazionale ben strutturato[8]. Il ruolo che aveva la Chiesa nella società dell'epoca, poi, è testimoniato anche dal fatto che alle elezioni del 1870 per la formazione dell'Assemblea costituente che avrebbe dovuto redigere la nuova costituzione furono eletti ben sette sacerdoti: Claudio Arrúa, Pedro Juan Aponte, J. del C. Arzamendia, Miguel Pintos, Policarpo Páez, Jerónimo Ortiz e José Ignacio Acosta. La stessa Costituzione del 1870 stabilì la religione cattolica come religione di Stato[9]. Tra il 1871 e il 1873 le perduranti divisioni tra il clero portarono ad un conflitto di giurisdizione tra il sacerdote paraguayano Manuel Vicente Moreno nominato nel 1871 amministratore della diocesi e il cappuccino Fidelis de Avola che di fatto reggeva la diocesi. La situazione migliorò dopo che con l'intervento della Santa Sede il 1° settembre 1873 fu confermato Moreno come amministratore della diocesi. Moreno riorganizzò le parrocchie nominado i vicari foranei e dettando precise istruzioni giuridiche e pastorali. La prematura morte dell'amministratore, avvenuta il 30 maggio 1874, aprì un difficile periodo per la Chiesa del Paraguay: Moreno, infatti, prima di morire aveva designato come amministratore ad interim Fidel Maíz: il governo accettò, ma la nomina fu avversata dalla Santa Sede soprattutto per il fatto che Maíz era stato tra coloro che avevano decretato l'esecuzione del vescovo Palacios. Maíz si difese in ogni modo e la situazione di incertezza durò fino al 1877 quando Maíz presentò le sue dimissioni succedendogli come Amministratore apostolico Claudio Arrúa. Nel 1878 fu eletto Amministratore apostolico "con carattere episcopale" Dionisio Riveros il quale in seguito alla convocazione del clero nazionale propose alla Santa Sede una terna per la nomina di un vescovo. Leone XIII nominò finalmente nel 1879 Vescovo del Paraguay Pedro Juan Aponte facendo uscire così la Chiesa di quel Paese dal caos nel quale era immersa da un intero decennio.

Il vescovo Aponte diede alla Chiesa del Paraguay grandi speranze: sotto il suo episcopato furono ricostruite numerose chiese e soprattutto fu rifondato nell'aprile del 1880 il Seminario conciliare sotto la direzione dei Padri Lazzaristi e con l'assistenza delle Figlie della Carità le quali furono le prime religiose ad essere presenti nella Chiesa del Paraguay dall'inizio della sua storia.

Juan Sinforiano Bogarín (1863-1949) fu prima vescovo e poi arcivescovo di Asuncion per cinquantacinque anni, dal 1894 al 1949

Alla morte, nel 1891, del vescovo Aponte, Claudio Arrúa fu Amministratore apostolico fino al 21 settembre 1894; in quella data Leone XIII nominò vescovo Juan Sinforiano Bogarín il quale rimase alla guida della Chiesa del Paraguay fino al 1949 diventando nel 1929 il primo Arcivescovo metropolitano del Paese.

Un missionario francescano in un villaggio guaraní agli inizi del XX secolo

Il Vescovo Bogarín riuscì durante il suo lungo episcopato a rivitalizzare la Chiesa paraguayana: affrontò con fermezza le irregolarità canoniche nelle quali versavano molti sacerdoti a causa della confusione generata dalle vicende postbelliche; ordinò durante il suo episcopato quasi cento sacerdoti riuscendo così a coprire le necessità pastorali di quasi tutte le parrocchie del Paese; favorì l'entrata in Paraguay di molte congregazioni religiose missionarie per poter dare impulso all'evangelizzazione; promosse con decisione le organizzazioni di apostolato laicale come l'Acción Católica, la Liga de Damas Católicas e la Federación de Juventud Católica; lottò contro le organizzazioni liberali che proponevano progetti politici favorevoli al matrimonio civile, al divorzio e alla educazione laicista conducendo una decisa campagna contro la massoneria, le idee anarchiche e contro i fanatismi di matrice politica. Di fronte ai numerosi colpi di stato e rivolgimenti politici che successero in Paraguay durante il suo episcopato, Bogarín intervenne soprattutto attraverso le sue lettere pastorali nelle quali raccomandava accoratamente la pace e ripudiava con energia l'uso della tortura. Il suo stile pastorale, infine, lo portò a percorrere quasi cinquantamila kilometri in viaggi per il Paese durante i quali predicava il Vangelo e sollecitava soprattutto i campesinos all'organizzazione sociale per la difesa delle loro terre e dei loro diritti.

Dal 1929 ad oggi

Nel 1929 fu eretta la Provincia Ecclesiastica del Paraguay con la creazione della Arcidiocesi di Asunción e delle diocesi di Villarrica del Espíritu Santo e Concepción e Chaco.

La "Carta Pastoral Colectiva del Episcopado Paraguayo", del 1932, fu il primo documento collegiale della Chiesa paraguayana dopo la nomina dei Vescovi, fatta nel 1931, delle due nuove diocesi. Il documento si concentrava soprattutto sulla necessità della predicazione del Vangelo e dell'insegnamento della dottrina cristiana agli adulti e ai fanciulli. In quello stesso anno, allo scoppio della guerra con la Bolivia, i tre Vescovi del Paese organizzarono anche un corpo di cappellani castrensi. Poco prima della guerra i vescovi paraguayani avevano invitato gli organizzatori dell'Azione Cattolica dell'Argentina per porre le basi della stessa organizzazione in Paraguay. L'organizzazione, appena fondata, fu convertita, a causa della guerra, in una istituzione con finalità assistenziali e caritative. Nel 1935, però, finita la guerra, l'Azione Cattolica recuperò, grazie soprattutto all'opera di Monsignor Anibal Mena Porta, le sue proprie finalità e continuò il suo processo di organizzazione.

Nel 1937 fu organizzato il Primo Congresso Eucaristico Nazionale in un momento in cui il Paese attraversava una grave crisi. Il 25 ottobre di quello stesso anno i vescovi si riunirono per trattare i temi più urgenti.

Negli anni seguenti, fino al 1955, vari avvenimenti sottolinearono la presenza attiva della Chiesa nella vita del Paese; lo sviluppo dell'Azione Cattolica, l'impulso dato alla catechesi, la nascita della stazione radio cattolica "Cáritas" fondata dal francescano Luis Lavorel, l'incremento dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole ed altre iniziative, poi, furono il segno dell'impegno di evangelizzazione della Chiesa.

La Costituzione del 1940 ripeteva per quanto riguarda i rapporti dello Stato con la Chiesa quasi le stesse espressioni di quella del 1870[10]. L'episcopato esercitava il suo magistero per mezzo di lettere e di decreti pastorali. I più importanti facevano riferimento alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica, ai doveri civili dei cattolici, alla cristianità politica del Paese. Collaboravano con i Vescovi anche sacerdoti designati per specifiche missioni, così come membri dell'Azione Cattolica. Anche il laicato partecipava alla missione della Chiesa e tra le sue fila ci furono gli iniziatori del Movimiento Social Cristiano, che diventerà Movimiento Social Demócrata Cristiano e che oggi si chiama Partido Demócrata Cristiano.

Giovanni Paolo II con il dittatore Alfredo Stroessner Matiauda durante il viaggio pastorale in Paraguay nel 1988

Di particolare delicatezza fu il ruolo della Chiesa durante la dittatura di Alfredo Stroessner Matiauda (19122006) che governò il Paraguay dal 1954 al 1989. Negli della dittatura, infatti, durante i quali non c'era libertà politica nè sindacale nè di informazione, l'unico punto di riferimento alternativo al potere violento di Stroessner fu proprio la Chiesa. I motivi del dissenso della Chiesa dal governo furono molteplici: sul ruolo dello Stato nel sistema di corruzione che invadeva il Paese, ad esempio, e poi sulla violazione sistematica da parte del governo dei diritti umani, sulle divergenze sulle competenze circa l'assistenza sociale e l'attività educativa, sulle sovvenzioni economiche che lo Stato avrebbe dovuto dare alla Chiesa ecc. Conseguenza di queste divergenze fu l'espulsione di molti sacerdoti dal Paese (padre Ramón Talavera, monsignor Aníbal Maricevich, il gesuita Francisco de Paula Oliva, ad esempio furono tra i sacerdoti avversati dal regime e poi espulsi per le loro denunce delle torture che la polizia praticava abitualmente nei confronti dei dissidenti e per la violazione dei diritti umani). Nonostante questo clima di censura da parte del governo, la Chiesa riuscì a sostenere i dissidenti soprattutto negli Istituti educativi e di formazione: l'Universidad Católica de Asunción, ad esempio, diventò un centro di riflessione per gli oppositori al regime. Il controllo del regime nei confronti degli intellettuali cattolici fu per questo motivo notevole e arrivò alla clamorosa chiusura della rivista Comunidad. Negli ambienti rurali, poi, la Chiesa attraverso le Ligas Agrarias si dedicò all'alfabetizzazione e alla formazione dei campesinos.

L'attuale (2011) Presidente del Paraguay, Fernando Lugo, già vescovo di San Pedro Apostol. Il 15 agosto 1988, nel discorso d'investitura a Presidente così si espresse: "In questo momento mi pare importante richiamare il paesaggio sociale che un giorno m'ispirò a diventare sacerdote negli albori di una Chiesa nuova impegnata a calzare i sandali che camminano con le tribolazioni e le gioie della gente. Mentre sceglievo l'attività pastorale optai in via preferenziale per coloro che la storia aveva gettato nell'esclusione e nella miseria. Quando incontrai la parola di Boff e Gutièrrez, tra gli altri, percepii chiaramente che era quella la Chiesa destinata a nutrire di speranza attiva esseri umani fratelli immersi nell'oppressione di tante dittature che hanno segnato la storia della nostra patria americana. Perciò ho fatto quanto ho fatto, per loro sono qui e per questo, come laico eternamente grato alla sua madre Chiesa, resterò aggrappato alla mia fede solidale fino alla fine della mia umile storia"[11].

Anche queste attività furono viste da Stroessner come un tentativo di diffondere il comunismo fatto dai curas bolches, dai "preti bolscevichi". Per questo motivo le repressioni nei confronti dei campesinos che si riunivano nelle chiese e negli ambienti ecclesiali furono sistematiche e violente.

Anche i Vescovi del Paraguay intervenirono spesso per manifestare il proprio disaccordo nei confronti del governo. La scomunica del ministro degli Interni Sabino Montanaro e del capo della polizia Francisco Britez fu un chiaro segnale della decisione con la quale anche la gerarchia ecclesiastica del Paese affrontò il regime. In particolare nel 1967, poi, in occasione della riforma costituzionale, i Vescovi si opposero all'aumento dei poteri all'esecutivo, sostenendo invece una decisa riforma agraria e manovre economiche che si ponevano in evidente contrasto con gli interessi del regime.

Nonostante la notevole opposizione che la Chiesa operò nei confronti di Stroessner, nella Costituzione del 1967 in buona sostanza si rinnovò l'atteggiamento teoricamente positivo dello Stato nei confronti della Chiesa superando anche, finalmente, le pretese del Patronato nazionale[12].

La Chiesa fu praticamente l'unica seria opposizione al regime di Stroessner durante tutti i suoi trentacinque anni di dittatura e la visita di Giovanni Paolo II, nel maggio del 1988, segnò il culmine di questa opposizione;

« La forza simultanea e solidale di valori come la pace, la libertà, la giustizia e la partecipazione sono requisiti essenziali per poter parlare di una autentica società democratica, fondata sul libero consenso dei cittadini. Non sarà possibile pertanto, parlare di vera libertà e ancor meno di democrazia laddove non esista la partecipazione reale di tutti i cittadini alle grandi decisioni che riguardano la vita e il futuro della nazione. In un atteggiamento di concordia e di dialogo si tratta di cercare le forme di partecipazione più adeguate all’espressione delle aspirazioni profonde di tutti i cittadini. L'ordine e la pace sono l'impegno comune e presuppongono l'effettivo rispetto dei diritti inalienabili della persona. La pace non è compatibile con una forma di organizzazione sociale nella quale solamente alcuni individui instaurano, a loro esclusivo profitto, un principio di discriminazione secondo il quale i diritti e la stessa esistenza altrui vengono a dipendere dall'arbitrio dei più forti »

Lo spodestamento subito da Stroessner da parte di un golpe militare capeggiato da Andrés Rodriguez Pedrotti nel febbraio del 1989 fu ovviamente valutato dalla Chiesa in modo positivo.

L'ultima Costituzione del Paraguay, del 1992, redatta proprio durante la presidenza di Rodriguez Pedrotti, pur facendo riferimento ai particolari rapporti con la Chiesa cattolica, riconobbe la libertà religiosa e di culto senza attribuire ad alcuna confessione il carattere ufficiale; nello stesso tempo ricordò il ruolo da "protagonista" della Chiesa cattolica nella formazione della coscienza nazionale[14]

Nel 2006 la Chiesa si trovò al centro degli eventi della vita politica del Paraguay per la scelta del vescovo di San Pedro Apostol Fernando Lugo Méndez, già molto attivo nella vita sociale del Paese, di candidarsi alla Presidenza della Repubblica. Lugo, sospeso a divinis e poi ridotto allo stato laicale, divenne in effetti Presidente nel 2008.

Organizzazione ecclesiastica

Mappa politica del Paraguay

La Chiesa cattolica è presente in Paraguay con una sede metropolitana, undici diocesi suffraganee, due vicariati apostolici e un ordinariato militare:

Testimoni della storia della Chiesa paraguayana

Luoghi dello spirito

Note
  1. Il territorio dell'attuale República del Paraguay ha fatto parte dell'impero spagnolo prima nella Gobernación del Río de la Plata y del Paraguay dal 1534 al 1617, poi della Gobernación del Guayrá (chiamata successivamente Gobernación del Paraguay) dal 1617 al 1782 e infine, come parte del Virreinato del Río de la Plata, della Provincia o Intendencia de Asunción del Paraguay, (chiamata anche Intendencia del Paraguay o Intendencia de Asunción) dal 1782 al 1813, quando, due anni dopo l'indipendenza, il territorio assunse il nome di República del Paraguay.
  2. Cfr. Julián Heras, Fray Luis de Bolaños. Iniciador de las "reducciones" de Paraguay, in Romeo Ballán, Misioneros de la primera hora. Grandes evangelizadores del Nuevo Mundo, Lima 1991, 203-206.
  3. Cfr. Heyn Schupp, Iglesia y Estado en el Paraguay durante el gobierno de Carlos Antonio López (1841-1862). Estudio jurídico-canónico, Asunción 1987.
  4. Cfr. Bartomeu Meliá, El Fusilamiento del Obispo Palacios. Documentos Vaticanos, in Estudios Paraguayos 1(1983)25-50.
  5. La guerra della Triplice Alleanza, nota anche come Guerra paraguaiana, fu il più sanguinoso conflitto della storia dell'America latina. Venne combattuta dal Paraguay contro le tre nazioni alleate di Argentina, Brasile ed Uruguay.
  6. É la tesi di Ignacio Telesca, Curas, pueblo y Vaticano. La reorganización de la Iglesia paraguaya después de la guerra contra la Triple Alianza (1870-1880), Asunción 2006.
  7. Normalmente il vicario apostolico foraneo era designato dal vescovo come suo rappresentante per un gruppo di parrocchie. In questo caso fu rappresentante dell'Internunzio con l'attribuzione di alcuni poteri episcopali.
  8. C'è da dire che nè il Seminario nè il Collegio superarono l'anno di vita.
  9. «Artículo 3.- La Religión del Estado es la Católica, Apostólica, Romana; debiendo ser paraguayo el Jefe de la Iglesia; sin embargo, el Congreso no podrá prohibir el libre ejercicio de cualquiera otra religión en todo el territorio de la República»; l'articolo 102, poi, riferendosi ai poteri del Presidente, stabiliva che questi «ejerce los derechos del Patronato Nacional de la República en la presentación de Obispos para la Diócesis de la Nación, a propuesta in terna [o "interna", secondo alcuni commentatori] del Senado, de acuerdo con el Senado Eclesiástico, o en su defecto, del Clero Nacional reunido» Convención Nacional Constituyente de 1870.
  10. «Artículo 3.- La religión del Estado es la Católica Apostólica Romana, pero se toleran los demás cultos que no se opongan a la moral y al orden público. El Jefe de la Iglesia Paraguaya y los Obispos deben ser ciudadanos naturales. (...) Artículo 51.- El Presidente de la República (...) ejerce los derechos del Patronato Nacional de la República en la presentación de Arzobispos y Obispos, a propuesta en terna del Consejo de Estado, de acuerdo con el Senado Eclesiástico o el Clero Nacional reunido; concede el pase o retiene los decretos de los Concilios, y las bulas, breves y rescriptos del Sumo Pontífice, con acuerdo del Consejo de Estado y de la Cámara de Representantes»; in questa Costituzione, poi, l'Arcivescovo di Asunción fu designato tra i componenti di diritto del Consiglio di Stato (cfr. art. 62): Constitución Nacional del Paraguay de 1940
  11. Mauro Castagnaro, Paraguay - Mons. Lugo: Laico e presidente, in Regno-attualità 16 (2008) 510.
  12. «Artículo 6.- La religión oficial es la Católica, Apostólica, Romana, sin perjuicio de la libertad religiosa que queda garantizada con arreglo a los preceptos de esta Constitución. Las relaciones oficiales de la República con la Santa Sede se regirán por concordatos u otros acuerdos bilaterales. (...) Artículo 189.- Integraran el Consejo de Estado: (...) el Arzobispo de Asunción»: Constitución Nacional del Paraguay de 1967.
  13. «La vigencia simultánea y solidaria de valores como la paz, la libertad, la justicia y la participación, son requisitos esenciales para poder hablar de una auténtica sociedad democrática, basada en el libre consenso de los ciudadanos. No será posible, por tanto, hablar de verdadera libertad, y menos aún de democracia, donde no exista la participación real de todos los ciudadanos en poder tomar las grandes decisiones que afectan a la vida y al futuro de la nación. En actitud de concordia y diálogo, hay que tratar de buscar las formas de participación más conformes a la expresión de las aspiraciones profundas de todos los ciudadanos. El orden y la paz son un empeño común y suponen el respeto efectivo de los derechos inalienables de la persona. La paz no es compaginable con una forma de organización social en la que “solamente algunos individuos instauran, a su exclusivo provecho, un principio de discriminación, según el cual los derechos y la misma existencia de los otros vienen a depender del arbitrio de los más fuertes»: Juan Pablo II, Encuentro con los "Constructores de la sociedad", 17 de mayo de 1988.
  14. «Artículo 24. - De la libertad religiosa y de la ideologica. Quedan reconocidas la libertad religiosa, la de culto y la ideológica, sin más limitaciones que las establecidas en esta Constitución y en la ley. Ninguna confesión tendrá carácter oficial. Las relaciones del Estado con la iglesia católica se basan en la independencia, cooperación y autonomía. Se garantizan la independencia y la autonomía de las iglesias y confesiones religiosas, sin más limitaciones que las impuestas en esta Constitución y las leyes. Nadie puede ser molestado, indagado u obligado a declarar por causa de sus creencias o de su ideología. Artículo 82. - Del reconocimiento a la Iglesia católica. Se reconoce el protagonismo de la Iglesia Católica en la formación histórica y cultural de la Nación»: Constitución Nacional del Paraguay de 1992.
  15. Giovanni Paolo II, Omelia, Caacupè 18 maggio 1988
Bibliografia
  • Giuseppe Piras, Martín de Funes S.I. (1560-1611) e gli inizi delle riduzioni dei gesuiti nel Paraguay, Roma 1988
  • (ES) Margarita Durán, La Iglesia en el Paraguay. Una historia mínima, Asunción 1990
  • (ES) Maria Laura Rossi, El desarrollo de la ensenanza social de los obispos del Paraguay (1940-1993). Un compromiso progresivo con la dignidad de la persona humana, Roma 1998
  • Aldo Trento, Il Cristianesimo felice. Riduzioni gesuitiche, Milano 2003
  • (ES) Ignacio Telesca, Curas, pueblo y Vaticano. La reorganización de la Iglesia paraguaya después de la guerra contra la Triple Alianza (1870-1880), Asunción 2006
  • Aldo Trento, Il paradiso in Paraguay. La vita quotidiana nelle riduzioni gesuitiche del Paraguay, Milano 2006
  • Emilio Grasso, Da Roma al Paraguay. Le sfide continuano, Bologna 2007
  • Gianpaolo Romanato, Gesuiti, guaranì ed emigranti nelle Riduzioni del Paraguay, Ravenna 2008
Voci correlate
Collegamenti esterni

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