Papa Gregorio XVI

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Gregorio XVI, O.S.B. Cam.
C o a Gregorio XVI.svg
Papa
[[File:{{{Stemma istituzione}}}|50px]]
al secolo Bartolomeo Alberto Mauro Cappellari
ERRORE in "fase canonizz"
{{{note}}}

Gregory XVI.jpg

{{{didascalia}}}
{{{motto}}}
Titolo
{{{titolo}}}
Età alla morte 80 anni
Nascita Belluno
18 settembre 1765
Morte Roma
1 giugno 1846
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano
Vestizione {{{V}}}
Vestizione [[{{{aVest}}}]]
Professione religiosa Murano, 1786
Ordinato diacono {{{OrdinazioneDiaconale}}}
Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale {{{O}}}
Ordinazione presbiterale Murano, 1787
Appartenenza
Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
nominato vescovo {{{nominato}}}
nominato arcivescovo {{{nominatoA}}}
nominato patriarca {{{nominatoP}}}
Consacrazione vescovile {{{C}}}
Consacrazione vescovile Roma, 6 febbraio 1831 dal card. Bartolomeo Pacca
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Arcivescovo dal {{{elevato}}}
Patriarca dal {{{patriarca}}}
Arcieparca dal {{{arcieparca}}}
Creazione
a Cardinale
PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Creazione
a Cardinale
{{{P}}}
Creazione
a Cardinale
13 marzo 1826 da Leone XII (21 marzo 1825 in pectore) (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
prima dell'elezione
Eletto Antipapa {{{antipapa}}}
Creazione a
pseudocardinale
{{{pseudocardinale}}}
Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
254° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
2 febbraio 1831
Consacrazione 6 febbraio 1831
Fine del
pontificato
1 giugno 1846
(per decesso)
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore papa Pio VIII
Successore papa Pio IX
Extra Encicliche
Immagini
Anni di pontificato
Nomine Vescovi
Cardinali 75 creazioni in 26 concistori
Proclamazioni Venerabili Beati Santi
Antipapi {{{antipapi}}}
Eventi Nessun Giubileo indetto
Venerato da {{{venerato da}}}
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza [[{{{ricorrenza}}}]]
Altre ricorrenze
Santuario principale {{{santuario principale}}}
Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di {{{patrono di}}}
Collegamenti esterni
Dati su gcatholic.org
Dati su catholic-hierarchy.org
(EN) Scheda su Salvador Miranda
Scheda su santiebeati.it
Gregorio XVI, al secolo Bartolomeo Alberto Mauro Cappellari (Belluno, 18 settembre 1765; † Roma, 1 giugno 1846) è stato il 254° vescovo di Roma e papa italiano dal 1831 alla morte.

Biografia

Le origini e la carriera ecclesiastica

Bartolomeo Alberto Cappellari nacque a Belluno[1] il 18 settembre 1765; i suoi genitori si erano lì trasferiti da Pesariis, una frazione del comune di Prato Carnico.

In giovane età entrò nell'ordine dei Benedettini camaldolesi nel monastero di san Michele di Murano (Venezia) assumendo il nome religioso di frate Mauro (1783). Diventato sacerdote nel 1787, si distinse rapidamente per i suoi successi negli studi teologici e linguistici. Il suo primo riconoscimento ufficiale avvenne nel 1799, quando pubblicò un lavoro contro i giansenisti e i febroniani italiani, intitolato II Trionfo della Santa Sede e della chiesa contro gli assalti dei novatori combattuti e respinti con le loro stesse armi.

Il testo, oltre ad essere pubblicato in diverse edizioni in Italia, ebbe enorme diffusione all'estero e venne tradotto in molte lingue europee. Nel 1800 divenne membro dell'Accademia della Religione Cattolica, fondata da Papa Pio VII, alla quale partecipò con diverse contributi su questioni teologiche e filosofiche; più tardi, nel 1805 venne nominato abate di San Gregorio al Celio di Roma.

Quando Napoleone, nel 1808, impose a papa Pio VII l'adozione del Codice Napoleonico con il quale reclamava il diritto imperiale di nomina di un terzo dei cardinali, l'abolizione del celibato ecclesiastico e degli ordini religiosi, Cappellari si ritirò dapprima nel suo monastero a Murano, poi nel 1814, con alcuni membri del suo ordine, si stabilì a Padova.

Dopo la disfatta definitiva di Napoleone, lo Stato pontificio fu ricostituito; Pio VII abolì i diritti feudali, riorganizzò i tribunali e avviò una politica interna liberale. Cappellari fu così richiamato a Roma, dove ricevette in successione le nomine a vicario generale dei Camaldolesi (1823), consigliere dell'Inquisizione, prefetto della Propaganda 1826, ed esaminatore dei Vescovi.

Il 21 marzo 1825 fu creato cardinale da papa Leone XII, e, poco dopo, gli venne affidata l'importante missione di regolare un concordato riguardante gli interessi dei cattolici del Belgio e dei protestanti dei Paesi Bassi; egli lavorò alacremente, e con successo, a tale missione.

Il pontificato

Il 2 febbraio 1831, dopo ben sessantaquattro giorni di conclave, fu scelto come successore di papa Pio VIII che era morto dopo solo un anno di pontificato. Erano gli anni in cui l'Europa si preparava al consolidamento degli Stati nazionali; ovunque sommosse e rivendicazioni determinavano un acceso clima politico.

In Italia,a partire dal febbraio 1831, scoppiano moti liberali a Modena, nelle legazioni pontificie e a Parma. I duchi di Modena e Parma e i rappresentanti dell'autorità pontificia sono costretti a fuggire e nelle città vengono costituiti governi provvisori. La natura ancora settaria e municipale dei moti, la mal riposta fiducia nei sovrani (Francesco IV d'Austria e Luigi Filippo di Francia), la mancanza di coordinamento delle insurrezioni facilitano la repressione austriaca, che in poche settimane riporta l'ordine nei territori.

Un ruolo essenziale viene riconosciuto da una parte dei politici italiani alla figura del pontefice. Il piemontese Vincenzo Gioberti auspica come presidente della confederazione degli stati italiani proprio Gregorio XVI. Nel cristianesimo infatti, Gioberti individua il fondamento della civiltà e della storia d'Italia:nessuno più del papa-afferma- potrebbe incarnare lo Spirito e la grandezza del suo popolo. Critici nei confronti di questa proposta sono invece molti liberali che pur condividendo la soluzione del federalismo, tuttavia, scelgono la neutralità del pontefice, al quale attribuiscono un ruolo esclusivamente spirituale. A questa linea appartengono sia i cattolici più intransigenti, legati ad una visione della Chiesa evangelica e spirituale, sia laicisti liberali come Massimo D'Azeglio, sia i neoghibellini come Domenico Guerrazzi, sia infine i repubblicani e i democratici come Carlo Cattaneo.

Gregorio XVI promosse la cultura, gli studi accademici e fu mecenate di molti intellettuali come Angelo Mai, Giuseppe Mezzofanti, Gaetano Moroni e altri.

Gli anni del suo pontificato furono segnati dal rapido svilupparsi e diffondersi dell' industrializzazione, della modernizzazione in campo economico, agricolo, sanitario ed educativo. È il tempo in cui si sviluppano le comunicazioni, i trasporti, si diffonde l'alfabetizzazione popolare. Sorgono infatti asili e scuole soprattutto per le classi più povere; sono gestiti e promossi da ordini religioni, che si dedicano con passione alla promozione umana e culturale dei ceti meno abbienti. Nel 1832 Gregorio XVI pubblica l'enciclica Mirari vos il cui contenuto riguarda le innovazioni tecnologiche e i principi liberali.

Gregorio XVI morì il 1 giugno 1846, senza vedere la maturazione del lento processo di emancipazione politica ed economica che avrà nel 1848 il suo momento culminante.

Gregorio XVI e la ferrovia

(FR) (IT)
« Chemin de fer, chemin d'enfer. » « La strada di ferro, la strada per l'inferno. »
(Frase falsamente attribuita a Gregorio XVI )

Gregorio XVI fu un fine scrittore di lettere. Dedicò alla ferrovia un distico rimasto famoso per l'uso della figura retorica del bisticcio. Dal punto di vista culturale il primo ottocento vede i classicisti opporsi ai romantici. I primi, rifacendosi a Petrarca soprattutto, riprendono l'uso delle figure retoriche. Gregorio XVI gioca sul bisticcio semantico tra ferro e inferno, termini che nella lingua francese suonano identici. Petrarca, analogamente, lo aveva fatto con il famoso verso "erano i capei d'oro a l'aura sparsi" intendendo giocare con il sostantivo aria e con il nome Laura, donna alla quale dedica i suoi componimenti.

L'anticlericale Giosuè Carducci nelle Odi barbare compose un Inno a Satana nel quale il treno viene visto come il simbolo del progresso e della civiltà. Lo stesso A., in una altra poesia, Alla stazione in una mattina d'autunno vede il treno come lo strumento che gli toglie l'amore e gli affetti della donna amata. Il treno è ora visto come un empio mostro ed è considerato in opposizione radicale ai valori dell’intimità e della classicità, dell’amore e della bellezza. Il progresso tecnico e la vita moderna sono respinti in quanto sinonimi di insignificanza, di vuotezza, di tedio che rendono gli uomini simili a inerti fantasmi la vita eguale ad un lugubre inferno, per Carducci la vita non può più avere un senso senza l’amore e il sentimento.

Encicliche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elenco delle encicliche#Gregorio XVI (1831-1846).

Papa Gregorio XVI scrisse 9 encicliche tra il 1831 e il 1846.

Genealogia episcopale e successione apostolica

Altre pubblicazioni

  • Dissertatio de administratione rerum publicarum: vedi
  • Hispellum: vedi
  • Ecclesiae alumni: vedi

Corrispondenza privata

  • Lettera ad un amico scritta nel 1796 di rilevanza storica per gli avvenimenti narrati: vedi

Oggetti personali

  • Tabacchiera in madreperla: vedi
  • Fronte retro del passaporto di Bartolomeo Cappellari datato 16 agosto 1814: vedi

Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo
Gran Maestro dell'Ordine dello Speron d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dello Speron d'Oro
Gran Maestro dell'Ordine di San Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Gregorio Magno


Successione degli incarichi

Predecessore: Abate del Monastero di San Gregorio al Celio Successore: Prepozyt.png
 ? 1805 - 1826  ? I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
 ? {{{data}}}  ?
Predecessore: Cardinale presbitero di San Callisto Successore: Stemma cardinale.png
Domenico Spinucci 1826 - 1831 Luigi Emmanuele Nicolo Lambruschini I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Domenico Spinucci {{{data}}} Luigi Emmanuele Nicolo Lambruschini


Predecessore: Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Giulio Maria Della Somaglia 1826-1831 Carlo Maria Pedicini I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Giulio Maria Della Somaglia {{{data}}} Carlo Maria Pedicini


Predecessore: Papa Successore: Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Pio VIII 2 febbraio 1831 - 1 giugno 1846 Papa Pio IX I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Papa Pio VIII {{{data}}} Papa Pio IX
Note
  1. Biagia Catanzaro, Francesco Gligora, Breve Storia dei papi, da San Pietro a Paolo VI, Padova 1975, pag. 74; e Biographisch-Bibliographischen Kirchenlexikon (BBKL)
Bibliografia
  • Giacomo Martina, Enciclopedia dei Papi, III, Roma, 2000, pp. 546-560.
  • Miscellanea commemorativa di Gregorio XVI (a cura dei Padri Camaldolesi), Roma 1948.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.