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Papa Gregorio XVI
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
| Gregorio XVI, O.S.B. Cam. Papa | |
|---|---|
| al secolo Bartolomeo Alberto Mauro Cappellari | |
| Età alla morte | 81 anni |
| Professione religiosa | Murano, 1786 |
| Ordinazione presbiterale | Murano, 1787 |
| Consacrazione vescovile | Roma, 6 febbraio 1831 dal card. Bartolomeo Pacca |
| Creazione a Cardinale | 13 marzo 1826 da Leone XII (21 marzo 1825 in pectore) (vedi) |
| 254° vescovo di Roma | |
| Elezione al pontificato | 2 febbraio 1831 |
| Consacrazione | 6 febbraio 1831 |
| Fine del pontificato | 1 giugno 1846 (per decesso) |
| Predecessore | papa Pio VIII |
| Successore | papa Pio IX |
| Extra | Encicliche Anni di pontificato |
| Cardinali | 75 creazioni in 26 concistori |
| Proclamazioni | Venerabili Beati Santi |
| Collegamenti esterni | |
| Dati su gcatholic.com Dati su catholic-hierarchy.org Scheda su santiebeati.it | |
Gregorio XVI, al secolo Bartolomeo Alberto Mauro Cappellari (Belluno, 18 settembre 1765 – Roma, 1º giugno 1846) è stato il 254° vescovo di Roma e papa italiano dal 1831 alla morte.
Indice |
Biografia
Le origini e la carriera ecclesiastica
Bartolomeo Alberto Cappellari nacque a Belluno[1] il 18 settembre 1765; i suoi genitori si erano lì trasferiti da Pesariis, una frazione del comune di Prato Carnico.
In giovane età entrò nell'ordine dei Benedettini camaldolesi nel monastero di san Michele di Murano (Venezia) assumendo il nome religioso di frate Mauro (1783). Diventato sacerdote nel 1787, si distinse rapidamente per i suoi successi negli studi teologici e linguistici. Il suo primo riconoscimento ufficiale avvenne nel 1799, quando pubblicò un lavoro contro i giansenisti e i febroniani italiani, intitolato II Trionfo della Santa Sede e della chiesa contro gli assalti dei novatori combattuti e respinti con le loro stesse armi.
Il testo, oltre ad essere pubblicato in diverse edizioni in Italia, ebbe enorme diffusione all'estero e venne tradotto in molte lingue europee. Nel 1800 divenne membro dell'Accademia della Religione Cattolica, fondata da Papa Pio VII, alla quale partecipò con diverse contributi su questioni teologiche e filosofiche; più tardi, nel 1805 venne nominato abate di San Gregorio al Celio di Roma.
Quando Napoleone, nel 1808, impose a papa Pio VII l'adozione del Codice Napoleonico con il quale reclamava il diritto imperiale di nomina di un terzo dei cardinali, l'abolizione del celibato ecclesiastico e degli ordini religiosi, Cappellari si ritirò dapprima nel suo monastero a Murano, poi nel 1814, con alcuni membri del suo ordine, si stabilì a Padova.
Dopo la disfatta definitiva di Napoleone, lo Stato pontificio fu ricostituito; Pio VII abolì i diritti feudali, riorganizzò i tribunali e avviò una politica interna liberale. Cappellari fu così richiamato a Roma, dove ricevette in successione le nomine a vicario generale dei Camaldolesi (1823), consigliere dell'Inquisizione, prefetto della Propaganda 1826, ed esaminatore dei Vescovi.
Il 21 marzo 1825 fu creato cardinale da papa Leone XII, e, poco dopo, gli venne affidata l'importante missione di regolare un concordato riguardante gli interessi dei cattolici del Belgio e dei protestanti dei Paesi Bassi; egli lavorò alacremente, e con successo, a tale missione.
Il pontificato
Il 2 febbraio 1831, dopo ben sessantaquattro giorni di conclave, fu scelto come successore di papa Pio VIII che era morto dopo solo un anno di pontificato. Erano gli anni in cui l'Europa si preparava al consolidamento degli Stati nazionali; ovunque sommosse e rivendicazioni determinavano un acceso clima politico.
In Italia,a partire dal febbraio 1831, scoppiano moti liberali a Modena, nelle legazioni pontificie e a Parma. I duchi di Modena e Parma e i rappresentanti dell'autorità pontificia sono costretti a fuggire e nelle città vengono costituiti governi provvisori. La natura ancora settaria e municipale dei moti, la mal riposta fiducia nei sovrani (Francesco IV d'Austria e Luigi Filippo di Francia), la mancanza di coordinamento delle insurrezioni facilitano la repressione austriaca, che in poche settimane riporta l'ordine nei territori.
Un ruolo essenziale viene riconosciuto da una parte dei politici italiani alla figura del pontefice. Il piemontese Vincenzo Gioberti auspica come presidente della confederazione degli stati italiani proprio Gregorio XVI. Nel cristianesimo infatti, Gioberti individua il fondamento della civiltà e della storia d'Italia:nessuno più del papa-afferma- potrebbe incarnare lo Spirito e la grandezza del suo popolo. Critici nei confronti di questa proposta sono invece molti liberali che pur condividendo la soluzione del federalismo, tuttavia, scelgono la neutralità del pontefice, al quale attribuiscono un ruolo esclusivamente spirituale. A questa linea appartengono sia i cattolici più intransigenti, legati ad una visione della Chiesa evangelica e spirituale, sia laicisti liberali come Massimo D'Azeglio, sia i neoghibellini come Domenico Guerrazzi, sia infine i repubblicani e i democratici come Carlo Cattaneo.
Gregorio XVI promosse la cultura, gli studi accademici e fu mecenate di molti intellettuali come Angelo Mai, Giuseppe Mezzofanti, Gaetano Moroni e altri.
Gli anni del suo pontificato furono segnati dal rapido svilupparsi e diffondersi dell' industrializzazione, della modernizzazione in campo economico, agricolo, sanitario ed educativo. È il tempo in cui si sviluppano le comunicazioni, i trasporti, si diffonde l'alfabetizzazione popolare. Sorgono infatti asili e scuole soprattutto per le classi più povere; sono gestiti e promossi da ordini religioni, che si dedicano con passione alla promozione umana e culturale dei ceti meno abbienti. Nel 1832 Gregorio XVI pubblica l'enciclica Mirari vos il cui contenuto riguarda le innovazioni tecnologiche e i principi liberali.
Gregorio XVI morì il 1 giugno 1846, senza vedere la maturazione del lento processo di emancipazione politica ed economica che avrà nel 1848 il suo momento culminante.
Gregorio XVI e la ferrovia
| (FR) | (IT) | ||
| « | Chemin de fer, chemin d'enfer. »
| « | La strada di ferro, la strada per l'inferno. »
|
| (Frase falsamente attribuita a Gregorio XVI)
| |||
Gregorio XVI fu un fine scrittore di lettere. Dedicò alla ferrovia un distico rimasto famoso per l'uso della figura retorica del bisticcio. Dal punto di vista culturale il primo ottocento vede i classicisti opporsi ai romantici. I primi, rifacendosi a Petrarca soprattutto, riprendono l'uso delle figure retoriche. Gregorio XVI gioca sul bisticcio semantico tra ferro e inferno, termini che nella lingua francese suonano identici. Petrarca, analogamente, lo aveva fatto con il famoso verso "erano i capei d'oro a l'aura sparsi" intendendo giocare con il sostantivo aria e con il nome Laura, donna alla quale dedica i suoi componimenti.
L'anticlericale Giosuè Carducci nelle Odi barbare compose un Inno a Satana nel quale il treno viene visto come il simbolo del progresso e della civiltà. Lo stesso A., in una altra poesia, Alla stazione in una mattina d'autunno vede il treno come lo strumento che gli toglie l'amore e gli affetti della donna amata. Il treno è ora visto come un empio mostro ed è considerato in opposizione radicale ai valori dell’intimità e della classicità, dell’amore e della bellezza. Il progresso tecnico e la vita moderna sono respinti in quanto sinonimi di insignificanza, di vuotezza, di tedio che rendono gli uomini simili a inerti fantasmi la vita eguale ad un lugubre inferno, per Carducci la vita non può più avere un senso senza l’amore e il sentimento.
Encicliche
| | Per approfondire, vedi la voce: Elenco delle encicliche#Gregorio XVI (1831-1846). |
Papa Gregorio XVI scrisse 9 encicliche tra il 1831 e il 1846.
Genealogia episcopale e successione apostolica
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santorio
- Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
- Papa Benedetto XIII, O.P.
- Papa Benedetto XIV
- Papa Clemente XIII
- Cardinale Giovanni Carlo Boschi
- Cardinale Bartolomeo Pacca
- Papa Gregorio XVI (Bartolomeo Alberto Cappellari)
Altre pubblicazioni
Corrispondenza privata
- Lettera ad un amico scritta nel 1796 di rilevanza storica per gli avvenimenti narrati: vedi
Oggetti personali
- Tabacchiera in madreperla: vedi
- Fronte retro del passaporto di Bartolomeo Cappellari datato 16 agosto 1814: vedi
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Abate del Monastero di San Gregorio al Celio | Successore: | |
|---|---|---|---|
| ? | 1805 - 1826 | ? |
| Predecessore: | Cardinale presbitero di San Callisto | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Domenico Spinucci | 1826 - 1831 | Luigi Emmanuele Nicolo Lambruschini |
| Predecessore: | Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giulio Maria Della Somaglia | 1826-1831 | Carlo Maria Pedicini |
| Predecessore: | Papa | Successore: |
|---|---|---|
| Papa Pio VIII | Papa Pio IX |
- ↑ Biagia Catanzaro, Francesco Gligora, Breve Storia dei papi, da San Pietro a Paolo VI, Padova 1975, pag. 74; e Biographisch-Bibliographischen Kirchenlexikon (BBKL)
- Miscellanea commemorativa di Gregorio XVI (a cura dei Padri Camaldolesi), Roma 1948.
- Voce Papa Gregorio XVI di it.wiki: il materiale ivi presente è stato rielaborato in senso cattolico e integrato
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