Ordine dei Frati Predicatori
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| Ordine dei Frati Predicatori | ||
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| Ordine mendicante maschile | ||
| in latino Ordo Prædicatorum | ||
| Fondatore: | San Domenico di Guzmán | |
| Anno fondazione: | 1216 | |
| Sigla: | O.P. | |
| Maestro dell'ordine: | Bruno Cadoré | |
| Collegamenti esterni | ||
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L'Ordine dei Frati Predicatori (in latino, Ordo Prædicatorum), conosciuto anche come Ordine domenicano, è un ordine mendicante fondato da San Domenico di Guzmán nel 1215 a Tolosa; i frati che lo compongono pospongono al loro nome la sigla O.P.
Indice |
Storia
L'ordine venne fondato da San Domenico di Guzmán, canonico regolare di Osma: nel 1203 accompagnò il vescovo Diego di Acevedo in una missione diplomatica per conto di Alfonso VIII di Castiglia presso Valdemaro II di Danimarca. Durante il viaggio di ritorno, attraversando la Linguadoca, ebbe modo di rendersi conto della grande diffusione dell'eresia albigese e decise di unirsi ai legati inviati da papa Innocenzo III per ricondurre quegli eretici in seno alla Chiesa cattolica.
Raggruppando una piccola schiera di ragazze convertite dall'eresia catara, nel 1207 fondò a Notre-Dame-de-Prouille, presso Fanjeaux, un monastero femminile. Domenico continuò a predicare pacificamente fra gli albigesi anche dopo l'assassinio del legato Pietro di Castelnau (1208), rifiutando di unirsi alla crociata bandita da Innocenzo III: il convento di Notre-Dame-de-Prouille fu il centro della sua opera missionaria.
Con l'aiuto del vescovo di Tolosa Folco, nel 1215 riunì alcuni compagni che intendevano essere predicatori come lui e li iniziò alla vita religiosa: l'ordine ricevette una prima approvazione ufficiosa da papa Innocenzo III e venne solennemente riconosciuto dal suo successore, Onorio III, il 22 dicembre 1216. Dopo l'approvazione ufficiale del papa i frati Predicatori si diffusero in tutta Europa, principalmente nelle città dove stanno sorgendo le prime università, dunque Bologna e Parigi, le quali riceveranno un forte sviluppo anche grazie ai frati predicatori.
Come richiesto dal concilio Lateranense IV i frati dovettero adottare una regola preesistente; optarono quindi per quella agostiniana, tradizionalmente attribuita a sant'Agostino. A essa, regola appositamente generica, accorparono una serie di leggi chiamate costituzioni, le quali regolano e danno forma organica all'intero ordine. Particolarmente famose ed oggetto di studio giuridico per la forma di elevata democrazia, spesso sono state utilizzate come modello per altre costituzioni, soprattutto quelle dei futuri comuni.
Tra i primi conventi in Italia, già nel XIII secolo, ricordiamo quelli di Bologna, Forlì, Piacenza, Pistoia.
L'ordine promosse la diffusione della pratica del rosario, di cui la tradizione attribuisce l'invenzione a Domenico di Guzmán (il rosario, in realtà, non esisteva quando Domenico era vivente: forse Domenico recitava una preghiera litanica in onore della Vergine, codificata dal monaco certosino Domenico di Proussiac. La preghiera del rosario venne codificata dal domenicano francese André de la Roche e venne ripreso successivamente dalla riforma liturgica voluta dal papa Pio V, anche lui domenicano).
Carisma
Si possono riassumere le componenti della vita domenicana, già concepita in questi termini nel XIII secolo, in:
- predicazione del Vangelo
- vita comune
- liturgia
- vita regolare (voti di obbedienza, povertà e castità, nonché osservanze regolari)
- studio
Questi elementi sono inoltre legati fra loro in maniera armonica grazie ad una intuizione di Domenico: la dispensa. Questa fa sì che un superiore possa dispensare temporaneamente un frate dall'osservanza di una qualche regola proprio per favorire una predicazione più efficace.
Scrivendo a S. Domenico e ai suoi frati, papa Onorio III così esprimeva il fine dell'Ordine: «Colui che rende feconda la sua Chiesa di sempre nuova prole, volendo conformare il mondo moderno a quello più antico e propagare la fede cattolica, vi ha ispirato nell'animo l'amoroso desiderio di abbracciare la povertà e di mettere in pratica la vita regolare per consacrarvi alla predicazione della parola di Dio annunciando per il mondo intero il nome di nostro Signore Gesù Cristo». Questo mandato di predicazione unito alla povertà mendicante fu una grossa risorsa per la Chiesa medioevale, la quale si doveva scontrare con la poco esemplare vita del clero del XIII secolo e le conseguenti accuse dei gruppi ereticali e riformatori popolari, come i catari o i valdesi. Ancora oggi i domenicani vivono la loro testimonianza nella Chiesa soprattutto con l’insegnamento e la predicazione.
Abito
Conosciuti in Inghilterra come black friars (letteralmente frati neri, ma essenzialmente traducibile come domenicani) i frati predicatori indossano un abito totalmente bianco composto da una specie di tonaca a cui è sovrapposto uno scapolare ed infine un cappuccio; inoltre completa l'abito la cappa di colore nero a cui è sovrapposto un cappuccio nero delle stesse dimensioni di quello bianco indossato sotto.
Famiglia domenicana
L'Ordine tuttavia non prevede solo la presenza maschile; esso è composto da tre gruppi:
I frati consacrati sacerdoti, le monache, di vita contemplativa, ed infine i laici, donne ed uomini, che pur non consacrandosi fanno parte integrante dell'Ordine e del carisma domenicano ed operano in collaborazione ai frati.
Diffusione
La diffusione
La crescita e la diffusione dei Predicatori fu velocissima: nel 1221 l’ordine contava circa 500 frati divisi in otto province (Roma, Lombardia, Provenza, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna e Ungheria). Il capitolo del 1228 aggiunse a queste altre quattro province (Terra Santa, Grecia, Polonia, Dacia). L’importanza dell’ordine e la sua autorità dottrinale venne confermata con l’affidamento dei tribunali dell’Inquisizione nel 1223 e la presenza al suo interno di personalità come Sant'Alberto Magno, San Tommaso d'Aquino, Eckhart von Hochheim, Susone, Giovanni Taulero. Una prima crisi dell’ordine nel XIV secolo dovuta ad una certa rilassatezza nella pratica della povertà fu superata grazie ad movimento spirituale di riforma interno all’ordine che trovò il sostegno di Raimondo da Capua, maestro generale dal 1380 e confessore della terziaria domenicana Caterina da Siena. Fino agli inizi del XVI secolo, però, continuò la contesa tra i domenicani osservanti "spirituali" e quelli "conventuali"; l’opera di Tommaso de Vio, Maestro generale dal 1508 al 1518 riuscì a salvare l’unità dell’ordine. Nel periodo della Riforma i domenicani si distinsero per la difesa dell’ortodossia e, in seguito alle missioni avviate nel Nuovo Mondo, riuscirono a raggiungere all’inizio del XVIII secolo il numero di 25.000 membri. Con la Rivoluzione francese, però, e il nuovo clima culturale e religioso da questa generato, l’ordine si ridusse ad un sesto. L’azione di rinnovamento e riforma si può attribuire a Henri Lacordaire, che fece rinascere l’ordine in Francia, e ad Alessandro Vincenzo Jandel, Maestro generale dal 1855 al 1872.
Al 31 dicembre 2005, l'ordine contava 615 conventi e 6.077 frati, 4.495 dei quali sacerdoti, raggruppati in una cinquantina di province[1].
Personaggi importanti dell'Ordine
- San Domenico di Guzmán
- Sant'Alberto Magno
- San Tommaso d'Aquino
- Meister Eckhart
- Beato Enrico Suso
- Antonio de Montesinos
- Giovanni Taulero
Voci correlate
- Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum)
- Istituto Superiore di Scienze Religiose San Tommaso d'Aquino
Note
- ↑ dati statistici riportati dall'Annuario Pontificio per l'anno 2007, Città del Vaticano, 2007, p. 1465
Collegamenti esterni
- (EN, ES, FR) Domenicani - Globale
- (IT) Curia Generalizia - Roma
- (IT) Provincia San Domenico in Italia
- (IT) Provincia San Tommaso d'Aquino in Italia
- (PT) Provincia Bartolomeo de Las Casas in Brasile
- (EN) (PL) (RU) (UK) Vicariato Generale dei Padri Domenicani di Russia e Ucraina Arcangelo Michele
- Voce Ordine dei Frati Predicatori di it.wiki: il materiale ivi presente è stato rielaborato in senso cattolico e integrato
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