Presbiterio

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark


Disambig-dark.svg
Nota di disambigua - Se stai cercando il collegio dei presbiteri che servono una Diocesi, vedi presbiterio (diocesi).

Presbiterio deriva da presbitero, ed è un termine liturgico e architettonico per indicare quella parte della chiesa che circonda l'altare maggiore e che è riservata al clero officiante.

Evoluzione storica del presbiterio

Il presbiterio delle chiese, nel corso dei secoli, ha subito molte modifiche, soprattutto nell'aggiunta e rimozione di elementi necessari per la liturgia.

Prima del Concilio di Trento

La pergula e la Schola Cantorum della Basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma

Nelle prime basiliche paleocristiane il presbiterio era separato dalla navata e dall'eventuale transetto, dalla pergula, che, nella maggior parte delle volte, come nel caso della Basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano, era costituito da quattro o più colonne montate sopra dei plutei. Inoltre, la pergula aveva anche il compito di separare il presbiterio dall'annessa Schola Cantorum, ove si trovavano i cantores, che era a sua volta separata dalla navata da plutei marmorei. Solo successivamente, con il Papa San Gregorio Magno, il presbiterio iniziò ad essere sopraelevato rispetto all'aula della chiesa, il che favorì l'inizio della creazione di cripte semisotterranee al disotto dell'area presbiteriale, principalmente semianulari.

Il presbiterio sopraelevato della Basilica di San Zeno a Verona

Con l'avvento dell'architettura romanica, il dislivello fra il pavimento del presbiterio e quello delle navate divenne tale che quei pochi gradini che servivano per raggiungere l'altare divennero vere e proprie rampe di scale, mentre le cripte, che erano giunte ad essere costituite persino da nove navate, divennero delle vere e proprie "chiese dentro la chiesa". Con il romanico si abbandonò la struttura della Schola Cantorum, infatti la parte antistante del presbiterio era utilizzata come ingresso alla cripta ed i seggi del coro iniziarono ad essere disposti lungo le pareti dell'abside (come si può ancora vedere nel Duomo di Modena) e, solo in rarissimi casi, rimase l'utilizzo della pergula.

Ricostruzione del coro della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi del XIII secolo

Durante il periodo Gotico la struttura del presbiterio cambiò radicalmente: nelle chiese costruite ex-novo si decise di abbassare il livello del piano di calpestìo e così l'area presbiteriale risultò sopraelevata rispetto alle navate soltanto di pochi gradini. Con l'ampliamento delle absidi si iniziò a disporre i seggi del coro lungo le pareti laterali del tratto di abside prima dell'emiciclo finale e, l'altare, in quest'ultimo. Inoltre, soprattutto in Inghilterra, il presbiterio fu separato dalla navata dall'evoluzione della pergula, una parete lignea scolpita con archetti e scene della vita di Gesù e dei Santi, molto simile all'iconostasi ortodossa. Sopra di essa, talvolta, si poteva anche salire tramite delle scalette a chiocciola che spesso si trovavano sulla fronte esterna della parete.

Con il Rinascimento si ha una nuova trasformazione radicale della struttura del presbiterio: viene definitivamente rimossa l'iconostasi gotica e, al suo posto, si inizia ad utilizzare balaustre e plutei marmorei. Anche l'altare cambia la sua forma: dopo l'introduzione, durante il Medioevo della Messa celebrata dando le spalle ai fedeli, si iniziarono a vedere, soprattutto in pieno Rinascimento, i primi altari addossati alla parete di fondo delle absidi. I seggi del coro iniziarono ad essere disposti sulle cantorie, al di fuori al presbiterio, anche se, in alcuni casi, i seggi furono disposti, ove vi era la possibilità, dietro l'altar maggiore. In questi casi, come si può vedere nella Basilica di Santa Scolastica a Subiaco, o in quelle di San Giorgio e del Redentore di Venezia, fu creato un apposito vano dietro l'abside, separato da essa tramite un colonnato rettilineo o semicircolare.

Dopo il Concilio di Trento

Con il Concilio di Trento, convocato nel 1545 da papa Paolo III e portato avanti, seppur con varie interruzioni, dai papi Giulio III e Paolo IV sino al 1563, e la Riforma Cattolica, la struttura del presbiterio variò ancora una volta, però non di molto, rispetto ai cambiamenti precedenti. Innanzitutto si accentrò e si esaltò l'altare con ogni sorta di decorazione (quadri, candelieri, statue, bassorilievi, stucchi...) e lo si posizionò (eccetto che in alcuni rari casi) a ridosso della parete fondale dell'abside (quindi il coro si spostò definitivamente al di fuori del recinto presbiteriale) mentre, ove l'altare c'era già, come nelle chiese romaniche e paleocristiane, fu arricchito di decorazioni e, molto spesso, coperto da un ciborio (a Roma ve ne sono alcuni esempi, come l'altare della chiesa di San Cesareo de Appia e quello della chiesa dei Santi Nereo e Achilleo). La sede fu, invece, spostata lungo una delle pareti laterali dell'abside (generalmente lungo quella destra) e si abbandonarono definitivamente i plutei in favore delle balaustre di colonnine o pilastrini.

L'altar maggiore della Basilica di San Camillo de Lellis in Roma

A partire dalla metà dell'Ottocento apparvero dei nuovi stili architettonici, che ritraevano quelli del passato: i più importanti furono il neoromanico ed il neogotico, che si affiancarono al neoclassico. Sia con il neo-romanico ed il neo-gotico il presbiterio assunse una radicale trasformazione ,non nella disposizione dei vari elementi (erano sempre quelli del Concilio di Trento), ma nella forma e nello stile di essi: iniziarono ad apparire balaustrate con eleganti archetti sostenuti da colonnine con capitelli romanici e corinzi, gli altari, anch'essi, furono decorati con archetti ciechi ed iniziarono a ritornare le absidi semicircolari.

Con l'architettura neoclassica, invece, non ci fu una grande mutazione in campo stilistico (né, ovviamente, in quello strutturale) poiché già il barocco nasceva dall'idea di riprendere l'arte classica.

Dopo il Concilio Vaticano II

Il presbiterio della chiesa dei Santi Gioacchino e Anna a Roma

Con la Riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II la struttura del presbiterio fu totalmente rivoluzionata. Innanzitutto, siccome la Messa viene celebrata con l’officiante rivolto verso i fedeli, l'altare in molti casi fu portato in posizione più avanzata rispetto a prima, e fu separato dal tabernacolo che venne incastonato nella parete di fondo dell’abside, centralmente, oppure posto, in posizione decentrata, su di una colonnina oppure persino in un altro vano della chiesa, sempre sul presbiterio. Un'ulteriore apertura del presbiterio verso i fedeli fu data in molti casi dalla rimozione delle balaustre. Sul presbiterio fu valorizzato anche l'ambone, da cui si proclama il Vangelo, i Salmi e le Letture, e spesso si pronuncia l’omelia, che precedentemente (anche per l’assenza di adeguati impianti di amplificazione della voce), veniva pronunciata dal pulpito, posto in posizione dominante rispetto ai fedeli.

Il nuovo altare di Notre Dame a Parigi

Nelle chiese più antiche, ovvero quelle ottocentesche e barocche, in cui erano presenti la balaustra e l'altare addossato al muro, a volte si lasciarono gli antichi presbiteri nello stato in cui erano e ne furono costruiti dei nuovi, (con un nuovo altare, tabernacolo, sede ed ambone proprio al di fuori del recinto della balaustrata). Altre volte l’antico presbiterio venne trasformato, o rimuovendo e spostando in blocco l'altare verso il popolo, o lasciando la vecchia struttura dell’altare con la sua pala, eventualmente rimuovendone la mensa e costruendone un altro ex-novo al centro. Celebri esempi di questi interventi sono la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, ove è stata rimossa la balaustra in favore di un nuovo altare moderno, il Duomo di Milano, ove l'altare è stato liberato dalle sovrastrutture e spostato in avanti, e la Cattedrale di Santa Maria a Dublino, dove l'altar maggiore originario è stato completamente rimosso in favore di uno moderno.

Il presbiterio attuale e i suoi componenti

Le varie parti che compongono il presbiterio in una ricostruzione grafica 3D

Attualmente, ovvero dopo la Riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, le parti principali che formano il presbiterio di una chiesa sono:

  • l'altare, ove si svolge il Supremo Sacrificio dell'Eucaristia;
  • l'ambone, ove si proclamano le letture, i salmi ed il Vangelo;
  • la sede, ove siede il celebrante;
  • il tabernacolo, ove vengono riposte le ostie consacrate alla fine della Messa.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.