Abbazia di Altacomba
| Abbazia di Altacomba | |
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| Stato |
|
|---|---|
| Regione | Rodano-Alpi Savoia |
| Comune | Aix-les-Bains |
| Diocesi | Arcidiocesi di Chambéry, San Giovanni di Moriana e Tarantasia |
| Religione | Cattolica |
| Sito web | Sito ufficiale |
| Oggetto tipo | Abbazia |
| Dedicazione |
Maria Vergine Sant'Irene di Tessalonica Sant'Andrea Apostolo |
| Sigla Ordine qualificante | O.Cist. |
| Fondatore | Amedeo III di Savoia |
| Inizio della costruzione | XII secolo |
| Coordinate geografiche | |
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[[Categoria:Beni architettonici dedicati a Maria Vergine
Sant'Irene di Tessalonica
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Sant'Irene di Tessalonica
Sant'Andrea Apostolo]]
L'Abbazia reale di Altacomba (Hautecombe in francese, Altæcombæum in latino) è un complesso abbaziale situato a Aix-les-Bains nell'arcidiocesi di Chambéry, San Giovanni di Moriana e Tarantasia.
In origine monastero cistercense, quindi benedettino, dal 1992 è affidata alla Comunità Chemin Neuf.
Da secoli è il luogo di sepoltura e mausoleo storico dei membri di Casa Savoia.
Storia
Le origini risalgono ad una comunità religiosa di monaci cistercensi dell'abbazia di Clairvaux, che avevano aderito alla regola benedettina e intorno al 1100 si erano stabiliti in un vallone alto (alta comba, haute combe) su una montagna vicino al lago del Bourget che allora si chiamava Lago di Châtillon. Nel 1125, il monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle, che aveva fama di far miracoli, esortò gli eremiti a stabilirsi sulla sponda opposta del lago, su un terreno che era stato donato a Amedeo di Clermont d'Hauterives (secondo abate), dalla famiglia Savoia.
Il fondatore dell'abbazia fu però Amedeo III, conte di Savoia, poi morto e sepolto a Cipro, di ritorno da una crociata.
Fu nel XII secolo che i primi membri della famiglia Savoia furono sepolti nell'abbazia, dando così inizio ad una tradizione di mausolei che l'accomunava a quella delle più importanti famiglie principesche europee.
Il primo abate fu Amedeo d'Alta Riva, in seguito vescovo di Losanna, meglio noto appunto come sant'Amedeo di Losanna. Altre due abbazie cistercensi di filiazione furono fondate in quel periodo: l'abbazia di Fossanova chiusa poi nel 1810 e l'abbazia di Sanctus Angelus in Petra vicino a Costantinopoli, chiusa nel 1261.
Papa Celestino IV e papa Niccolò III furono monaci ad Altacomba.
Nel XV secolo le fortune di Altacomba cominciarono a declinare a causa del sistema delle commende, che furono deleterie per le comunità monastiche per ben quattro secoli. Con questo sistema le rendite dell'abbazia erano assegnate ad un abate commendatario, che non svolgeva nessun compito religioso; di conseguenza, l'abbazia era privata delle risorse necessarie al suo mantenimento.
Durante la rivoluzione francese l'abbazia fu saccheggiata per due volte; le tombe furono violate per cercarvi oggetti preziosi, il bronzo fuso per farne cannoni ed infine fu venduta e trasformata in fabbrica di maioliche fino al 1807. Rimase poi in stato di abbandono fino al 1824, quando re Carlo Felice di Sardegna, riavuti i territori della Savoia con il Congresso di Vienna, decise di farla restaurare, diventandone così il secondo fondatore. Carlo Felice fece eseguire i lavori in onore dei suoi avi duchi di Savoia e legò l'abbazia ad una fondazione, di cui l'abate era il presidente. Riservò per sé i diritti di patronato e l'utilizzo di un appartamento.
I lavori furono eseguiti dall'architetto piemontese Ernesto Melano (ricopriva la carica di Primo architetto disegnatore di Sua Maestà e a lui era affidata la superiore direzione dell'Ufficio d'Arte) in stile eclettico, gotico-romanico, le opere di scultura furono quasi interamente eseguite da Benedetto Cacciatori e da altri membri della sua famiglia (statua di Carlo Felice, Pietà, ecc.) in stile neoclassico mentre la statua della regina Cristina di Borbone (moglie di Carlo Felice) fu in seguito scolpita da Giovanni Albertoni]con forme figurative più descrittive dell'epoca e del personaggio. A dirigere l'abbazia fu richiamato l'ordine cistercense.
Dal 1922 l'abbazia venne condotta dall'ordine dei benedettini, ma nel 1992 questi si trasferirono all'abbazia di Ganagobie; l'arcivescovo di Chambéry chiese così alla Comunità Chemin Neuf, nata nel 1973 a Lione, riconosciuta dalla Chiesa cattolica come associazione pubblica di fedeli della quale fanno parte sacerdoti, fratelli e sorelle consacrati, laici e coppie sposate, di proseguire nella vocazione di preghiera e di accoglienza di Altacomba.
Umberto II, re d'Italia, nel suo testamento dispose di essere sepolto a Altacomba e rinunciò ai diritti sull'abbazia. Anni dopo, per suo espresso volere, ivi venne sepolta anche la consorte Maria Josè.
- 1135-1139: Vivien
- 1139-1144: Amedeo d'Hauterive
- 1144-1159: Rodolfo (attestato abate nel 1156)
- 1160-1176: Henri de Marsiac
- 1176: Gonard?
- 1176-1188: Goffredo d'Auxerre (attestato abate nel 1180 e 1188)
- 1188-1198: Étienne? oppure Burnon de Voiron? (attestato abate nel 1188 e 1190)
- 1198-1204?: Pierre (attestato abate nel 1201 e 1204)
- 1204?-1209: Hélie (attestato abate nel 1204)
- 1209-1215: Guy (attestato abate nelle date riportate)
- 1215-1230: Robert (attestato abate nel 1224)
- 1230: Humbert
- 1230-1240: Robert (attestato abate nel 1230 e 1236)
- 1240-1251: Bouchard o Burchard
- 1251-1264: Robert (attestato abate nel 1253)
- 1263-1287: Humbert (attestato abate nel 1264 e 1272)
- 1287-1299: Jean (attestato abate nelle date riportate)
- 1299-1313: Corrado II di Metz (attestato abate nel 1308 e 1313)
- 1314-1317?: Étienne de Verdet
- 1317?-1320: Étienne de Saint-Germain
- 1320-1346: Jacques François (attestato abate nel 1327 e 1346)
- 1346-1351?: Étienne Bonczan ou Bouczan
- 1351-1353: Humbert de Seyssel
- 1353-1361: Jean de Montclar
- 1361-1367: Jacques
- 1367-1375?: Hugues
- 1376-1424: Jean de Rochefort (attestato abate nel 1376 e 1422)
- 1424-1437: Jacques de Moyria (ultimo abate regolare)
- 1438-1444: Pierre Bolomier
- 1444-1453?: Perceval de la Baume (o de la Balme)
- 1453-1473: Jean des Chênes (attestato abate nel 1453 e 1469)
- 1473-1498: Sébastien d'Orlier (o d'Orlyé)
- 1498-1504: François de Colombier
- 1504-1534: Claude d'Estavayer
- 1535-1538: Alessandro Farnese
- 1538-1545: sede vacante
- 1545-? : Claude de la Guiche
- 1547-1559: Girolamo Recanati Capodiferro
- 1560-1603: Alphonse d'Elbène
- 1603-1616: Sylvestre de Saluces de la Mante
- 1616-1640: Adrien de Saluces de la Mante
- 1640-1651: sede vacante
- 1651-1688: Antonio di Savoia
- 1688-1738: Jean-Baptiste Marelli
- 1738-1826: sede vacante e soppressione
- 1826-1827: Placide Tingault-Desmarets
- 1827-1830: Archange Arcasio
- 1830-1834: Émile Comino
- 1834: Joseph Marquet
- 1834-1840: Hilaire Ronco
- 1840-1842: Jean Lacroix
- 1842-1848: Claude Marie Curtet
- 1848-1851: Charles Gotteland
- 1851: Camille Bouvier
- 1851-1856: Felix Prassone
- 1856-1864: Pierre Bovagnet
- 1864-1874: Archange Dumont
- 1875-1878: Athanase Martin
- 1878-1883: Célestin Gillet
- 1883-1888: Maur Fignes
- 1888-1910: Symphorien Gaillemin
- 1911-1922: Jean Marcadier
- (1920-) 1922: Léon Guilloreau
- 1922-1941: Bernard Laure
- 1941-1943: André Cabassut
- 1943-1978: Édouard Dupriez
- 1978-1992: Michel Pascal
- 1992-1999: Anne-Cathy Graber
- 1999-2008: Olivier Turbat
- 2008-2014: Sonia Béranger
- 2014: Dagmara Klosse
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