Bentivegna da Gubbio

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Bentivegna da Gubbio
Ereticoeretici
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Nascita Gubbio
Morte 1332 ca.[1]
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Fine del
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Collegamenti esterni

Bentivegna da Gubbio (Gubbio; † 1332ca.[1]) è stato un eretico italiano.

Fu in un primo tempo seguace della setta degli apostolici guidata da Fra Dolcino da Novara, a partire dal 1304; ma quando questa setta fu soppressa dalle truppe dei vescovi di Novara e Vercelli, entrò nell'Ordine dei francescani.

Ben presto tuttavia decise di unirsi ai Fratelli del Libero Spirito, movimento diffusosi a partire dal XII secolo, considerato eretico dalla Chiesa cattolica: gli adepti conducevano una vita apostolica e ascetica ritenendosi guidati dallo Spirito Santo; nella loro visione, le pratiche religiose li rendevano talmente perfetti da essere al di sopra di qualsiasi autorità. Di conseguenza, questa loro presunta superiorità li faceva credere di poter commettere qualsiasi azione, senza peccare, secondo il detto di San Paolo: "Tutto è puro per i puri" (Tt 1,15).

Bentivegna ne guidò una variante detta dello Spirito di Libertà. La sua condotta scandalizzò i superiori francescani che sotto l'autorità di Ubertino da Casale nel 1307 lo condannarono, assieme ai suoi seguaci, a essere confinato a vita in cella.

Anche dopo la condanna del Bentivegna, la setta seguitò a vivere. Il 10 aprile 1311 veniva condannata da Clemente V con la Bolla Dilectus Domini.[2]

Note
  1. Nel De Plantu Ecclesiae di Alvaro Pelagio, risulta già morto. OLIGER, De Secta Spiritus Libertatis in Umbria, sec. XIV, 1943.
  2. OLIGER, De Secta Spiritus Libertatis in Umbria, sec. XIV, 1943.
Voci correlate
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