Bibbia CEI 1971

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La Bibbia CEI 1971 (titolo ufficiale: La sacra Bibbia) è la prima edizione della traduzione italiana ad opera della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ufficiale nella catechesi e nella liturgia cattolica.

Fu pubblicata nel 1971, e ha avuto una revisione minore nel 1974.

Una seconda edizione, più profondamente rivista, è stata pubblicata nel 2008; essa ha corretto varie imprecisioni.

Storia

La storia della Bibbia CEI iniziò il 7 ottobre del 1965, quando la segreteria della Conferenza Episcopale Italiana nominò una commissione di vescovi per progettare una nuova traduzione in italiano della Bibbia, con lo scopo di fornire una versione adatta all'uso liturgico italiano, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II (v. in particolare Dei Verbum 22).

La commissione era così composta:

Il "piano di lavoro" del 18 novembre 1965 della neonata commissione indicava cinque esigenze prioritarie:

  • esattezza nel rendere il testo originale;
  • precisione teologica, nell'ambito della stessa Scrittura;
  • modernità e bellezza della lingua italiana;
  • eufonia della frase per favorirne la proclamazione;
  • ritmo che permetta la possibilità di musicare, cantare, recitare i testi (in particolare i Salmi e gli inni contenuti negli altri libri biblici);

Inoltre, in conformità con le direttive del Concilio Vaticano II (costituzione De Sacra Liturgia, n. 36 par. 4.), la traduzione doveva risultare in accordo con la Vulgata. Tale obiettivo tricefalo (fedeltà ai testi originali, alla lingua italiana, alla Vulgata) lascia intuire le difficoltà e i dilemmi che devono aver divorato traduttori e revisori, in particolare lavorando alla versione dei Salmi.

Per la realizzazione pratica, nel "piano di lavoro" si proponeva non traduzione ex novo dai testi originali ma un confronto con le principali versioni italiane dai testi originali allora esistenti: Edizioni Paoline, Bibbia della Libreria Fiorentina; Bibbia UTET; Bibbia Garofano ed. Marietti; Bibbia dei Professori Francescani, Bibbia del Pontificio Istituto Biblico. In un secondo tempo fu deciso di operare una revisione della sola versione UTET del 1963, abbastanza omogenea e uniforme in quanto opera di tre soli traduttori.

Per tale revisione furono incaricati un gruppo di biblisti (S. Bovo; G. Bresson; G. Canfora, S. Cipriani; F. Nardoni; N. Palmarini; A. Piazza; L. Randellini, F. Vattioni, S. Zedda) che iniziarono il lavoro nei primi mesi del 1966. Questa prima fase del lavoro venne svolta individualmente sui vari libri, senza un preciso lavoro di gruppo. Questo porterà alle piccole disarmonie e discrepanze che si possono a volte riscontrare tra libro e libro.

Raccolti i singoli contributi dei vari biblisti le bozze del testo 'grezzo' furono stampate nel 1969 in quattro volumi: 15 marzo Nuovo Testamento; 15 aprile Pentateuco, Giosuè, Giudici, Rut; 31 luglio: 1-2 Samuele, 1-2Maccabei, Giobbe; ancora 31 luglio: Proverbi, Qoelet, Cantico, Sapienza, Siracide, Profeti. I volumi non furono pubblicati ma spediti ai vescovi con richiesta di far pervenire osservazioni e suggerimenti. I contributi diocesani non furono molti. La traduzione del Salterio, terreno minato in quanto combattutissimo tra esigenze di aderenza all'ebraico/latino da una parte e eufonia nella lingua italiana dall'altra, uscì solo nel 1970.

Per tutto il 1970 e nei primi mesi del 1971 furono all'opera i revisori (scrittori, docenti universitari, poeti, musici) per operarne una revisione in vista di migliorarne la leggibilità e la facilità di proclamazione. Collaborarono come revisori letterari P. Bargellini; A.M. Canopi, G. Devoto, M. Luzi, U. Marvaldi, B. Migliorini, F. Montanari, A. Mor, G. Pampaloni, L.M. Personè, G. Petrocchi, D. Pieraccioni, M. Puppo, P. Sacchi, G. Villani. L'aspetto ritmico-musicale fu rivisto da P. Emetti, E. Messore, L. Migliavacca, M. Vieri. Terminata la revisione le bozze furono rispedite ai traduttori[1]. Un deciso intervento della direzione editoriale pose fine alle interminabili correzioni incrociate.

Nel giugno 1968 si raggiunse un accordo tra segreteria CEI e Società Biblica Protestante affinché l'elaboranda Bibbia CEI potesse diventare una Bibbia comune. Difficoltà sorte successivamente però portarono ad abbandonare tale progetto che si sarebbe dimostrato ecumenicamente preziosissimo[2].

In data 25 dicembre 1971 fu pubblicato il lavoro ultimato per i tipi delle Edizioni Pastorali Italiane di Roma, detto poi Editio princeps. L'edizione constava inizialmente di due volumi: nel primo era contenuta la traduzione vera e propria; il secondo comprendeva le note al testo, senza alcun carattere di ufficialità ma curate da mons. Salvatore Garofalo, allora probabilmente il più noto e autorevole biblista italiano.

L'Editio minor del 1974

In fase di revisione del testo CEI, per la pubblicazione dei lezionari liturgici (1972-74), la neonata versione mise in luce rari piccoli difetti di stile[3] più che veri e propri errori di traduzione, inevitabili in lavori di tale tipo, unitamente a alcune costruzioni periodali contorte e vocabolario talora non adatto. Mons. Piazza, già collaboratore dell'editio princeps, curò la correzione di tali lievi difetti, e ne è derivata cosiddetta editio minor, pubblicata nella Pasqua (14 aprile) 1974. Da allora l'edizione è adottata nei lezionari e nel breviario della liturgia cattolica italiana.

Stile

Conformemente alla indicazione di 'modernità e bellezza della lingua italiana', lo stile della Bibbia CEI cerca di essere più vicino alla lingua corretta e corrente che non alla resa meccanica del significato originale: in termini traduttologici, viene cercata una equivalenza funzionale a discapito di quella formale. Per esempio non vengono resi alcuni semitismi presenti nei testi originali ma che risulterebbero incomprensibili per un lettore e uditore italiano, come in 1,69 dove si legge "ha suscitato per noi una salvezza potente", quando una resa letterale o formale del testo greco originale suonerebbe come un incomprensibile "eresse un corno di salvezza".

Tale ricerca di equivalenza funzionale poteva talvolta spingersi oltre: in alcuni versetti la resa del testo è stata così formale, cioè aderente al significato letterale, da produrre frasi italiane che possono apparire curiose, incomprensibili o fuorvianti[4]. Alcuni casi:

  • Mt 16,18: "porte degli inferi", invece di "potenze dell'inferi";
  • At 10,23: "alcuni fratelli di Giaffa" invece di "alcuni cristiani della città di Giaffa";
  • Rm 12,20: "ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo" invece di "lo farai arrossire di vergogna";
  • Gal 1,5 et al.: "secoli dei secoli", invece di "eternità";
  • Ef 5,2: "sacrificio di soave odore", invece di "gradito"...

Numerosi sono anche i toscanismi o gli arcaismi tipici della settecentesca versione di Martini, subentrati nella UTET e poi nella CEI, che al giorno d'oggi sono palesemente desueti: "spelonca", "epulone", "costì", "moggio", "seno di Abramo"...

Imprecisioni

L'uso diffuso della editio minor mise in luce altre piccole imperfezioni che erano sfuggite durante le precedenti revisioni. Per esempio:

  • 1Sam 4,10: la CEI parla di 30 mila uccisi, mentre nel Testo Masoretico si parla di 3 mila;
  • 1Mac 15,23: Lidia in luogo dell'originale Licia;
  • Lc 1,55: "ad Abramo e alla sua discendenza" è una resa teologicamente imperfetta dell'originale "per Abramo e per la sua discendenza";
  • Mt 10,27: "predicatelo sui tetti", invece del più corretto "dalle terrazze";
  • Mt 16,23: "Lungi da me", invece del più corretto "Va' dietro a me";
  • Mt 17,5: "dalla nube", tralasciato;
  • Mt 22,4: "dite agli invitati", tralasciato;
  • Mt 27,61: "sedute", tralasciato;
  • Mc 1,13: "nel deserto", tralasciato;
  • Mc 12,30: "e con tutta l'anima", tralasciato;
  • At 2,1: "il giorno di Pentecoste stava per finire", invece di "stava per giungere al suo compimento";
  • Rm 4,1: "che cosa ha ottenuto?", tralasciato;
  • Ap 5,10: "un regno di sacerdoti", invece di "un regno e sacerdoti".

"Nuova CEI" (CEI 2008)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bibbia CEI 2008.

Per far fronte a queste imperfezioni venne pubblicata nel 2008 una nuova edizione della Bibbia CEI. In base alla nuova traduzione sono stati ripubblicati i lezionari liturgici.

Note
  1. "Esisteva una obiettiva difficoltà tra le esigenze dei linguisti e quelle dei biblisti, i primi impegnati alla chiarezza ed eufonia della frase e del periodo, questi invece legati al testo e gelosi di mantenervi fedele il più possibile la nuova versione" (dal Decreto con il quale viene approvata la versione italiana della sacra Bibbia, Prot. n. 2461/71, Roma, 25 dicembre 1971).
  2. "A un certo momento però apparve chiaro che il carattere della versione ufficiale della CEI era tale da consigliare di rimandare ad altro momento l'opera della Bibbia comune" (dal Decreto con il quale viene approvata la versione italiana della sacra Bibbia, Prot. n. 2461/71, Roma, 25 dicembre 1971)
  3. Ad esempio, in un passo del Magnificat (Lc 1,53b), l'edizione del 1971 ha "Ha rimandato a mani vuote i ricchi", che è stata corretto, nell'edizione del 1974, in "Ha rimandato i ricchi a mani vuote".
  4. Carlo Buzzetti, La Bibbia e le sue trasformazioni, 1984, p. 101.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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