Crocifissione di Gesù Cristo (Cimabue)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Assisi BaS.Francesco Cimabue CrocifissioneCristo 1280ca.jpg
Cimabue, Crocifissione di Gesù Cristo (1280 ca.), affresco
Crocifissione di Gesù Cristo
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Flag of Umbria.svg Umbria
Regione ecclesiastica Umbria
Provincia Perugia
Comune

Stemma Assisi

Località
Diocesi Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
Parrocchia o Ente ecclesiastico Sacro Convento
Ubicazione specifica Basilica di San Francesco, Chiesa superiore, transetto sinistro, parete orientale, registro inferiore
Uso liturgico quotidiano
Comune di provenienza Assisi
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto Crocifissione di Gesù Cristo
Datazione 1280 ca.
Datazione
Datazione Fine del {{{fine del}}}
inizio del {{{inizio del}}}
Ambito culturale Scuola fiorentina
Autore

Cimabue (Cenni di Pepo)
detto Cimabue

Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure h. 350 cm; l. 690 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

23I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. 24Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio così....
25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». 27Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. 28Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». 29Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.
Virgolette chiuse.png

La Crocifissione di Gesù Cristo è un dipinto murale, eseguito nel 1280 circa, ad affresco, da Cenni di Pepo, detto Cimabue (1240 ca. - 1302), ed aiuti, ubicato nella parete orientale del transetto nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi (Perugia).

Descrizione

Cimabue, Crocifissione di Gesù Cristo (part. Immagine del dipinto al negativo), 1280 ca., affresco

Soggetto

La scena del dipinto si svolge su uno scorcio prospettico vorticoso e sullo sfondo di un cielo torvo, dove al centro compaiono:

  • Gesù Cristo crocifisso si erge vistosamente inarcato verso sinistra, con il capo particolarmente dolente, proteso in avanti, anziché adagiato sulla spalla, le braccia non sono parallele alla croce, ma se ne distaccano ad indicare tutto il peso del martirio in corso.
  • San Francesco d'Assisi, inginocchiato, quasi rannicchiato, alla base della croce si bagna con il sangue di Gesù che scorre sulla montagnola del Golgota fino al teschio nascosto di Adamo. Il Santo appare qui come un intermediario tra l'evento sacro ed il fedele, tra Cristo e gli uomini proprio nel momento in cui questi si dividono e si scontrano.

La metà superiore (celeste) è affollata da:

  • Angeli, che manifestano tutto il loro dolore, volando in cerchio attorno alla traversa della croce, coprendosi il viso piangente, alzando le mani al cielo e raccogliendo pietosamente il sangue di Gesù con alcune ciotole.

Nella metà inferiore (terrestre), ai lati della croce si trovano due gruppi di figure:

  • a sinistra,
  • a destra, Soldati romani e uomini ebrei con espressioni sia di scherno ed odio, sia gesti di perplessità (come il toccarsi la barba), di ripensamento (come portare un dito alla bocca in segno di dubbio) e di impotenza (come afferrare il polso). Tra questi personaggi si nota:
    • Uomo ebreo, accanto alla croce, che allunga il braccio quasi a toccare il perizoma prolungato di Gesù, a simboleggiare il riconoscimento della figura divina di Cristo;
    • Longino, il centurione che si batte il petto in segno di pentimento, seguendo un passo del Vangelo (Lc 23,47);
    • Ultimo personaggio (a destra, in prima fila) con un viso più caratterizzato fisiognomicamente degli altri: alcuni studiosi hanno ipotizzato che si tratti di un autoritratto di Cimabue.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

  • Lo schema compositivo del dipinto segue un ordine molto razionale. È divisa in 5 parti:
    • al centro la croce, che taglia e definisce lo spazio;
    • in alto ai due lati i gruppi degli angeli;
    • in basso la stessa quantità di spazio è occupata dai due gruppi di folla.
  • L'atmosfera ed il ritmo drammatico sono resi ancora più tragici dal triangolo di linee di forza, dato dalle pose tragiche delle due figure ai lati della croce: santa Maria Maddalena con le braccia alzate e l'uomo ebreo che allunga la sua mano per afferrare il perizoma del Cristo.
  • L'opera è piena di contrappunti, è una scena che è tutta uno scontro: di masse, di forme, di linee, che corrisponde ad uno scontro di sentimenti: odio e dolore. Infatti, c'è un contrasto tra:
    • cielo, dove volano sparpagliati gli angeli, e terra, dove stanno raggruppate le figure umane;
    • destra, dove sono gli ebrei che gridano contro Gesù, e sinistra, dove sono i dolenti che piangono;
    • il gesto disperato di santa Maria Maddalena, con le braccia tese come se volesse raggiungere Cristo, bilanciato dalla parte opposta dai gesti di minaccia degli ebrei e soldati.
  • Il pittore dipinse le figure uno dietro l'altro per dare idea di profondità, ma non seppe risolvere il conflitto di come essi poggiassero al suolo: ecco che i pochi piedi dipinti (solo per i personaggi in primo piano), si pestano uno sull'altro, come nei mosaici bizantini della Basilica di San Vitale a Ravenna. Infatti, i pochi colori originari superstiti, sopravvissuti proprio in questa zona, dimostrano una grande raffinatezza, che doveva da un effetto di delicata magnificenza: rosa, ocra, verde marcio, marrone.
  • Cimabue resta ancora legato stilisticamente ad alcuni schemi della cultura bizantina (come i personaggi a destra e sinistra della croce, che sono volutamente più piccoli rispetto alla figura di Cristo), ma la sua abilità pittorica sta proprio nella capacità di dare corpo e volume non solo ai personaggi, ma anche ai loro sentimenti. Di conseguenza le espressioni convenzionali dei volti e gli atteggiamenti statici delle figure vengono sostituiti da espressioni e gesti conseguenti agli avvenimenti narrati.

Notizie storico-critiche

Il dipinto murale fa parte di un ciclo comprendente le Storie di Maria Vergine, dell'Apocalisse e degli Apostoli che Cimabue realizzò, insieme ai suoi collaboratori, sulle vele del presbiterio e sulle pareti del transetto nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi.

La datazione del ciclo dei dipinti murali è piuttosto discorde, sebbene negli studi più recenti si sia assestata al 1280 circa, mentre l'attribuzione a Cimabue non è mai stata messa in dubbio.

L'opera oggi si presenta in pessime condizioni di conservazione, perché sfigurata da abrasioni (in parte colmate dall'ultimo restauro) e con i colori che hanno subito un'inversione cromatica per l'ossidazione della biacca dei colori chiari, diventati ormai scuri. Solo nella zona inferiore esistono alcune tracce dei colori originali, che sono preziosi, perché danno l'idea di quello che doveva essere in origine il dipinto. Proprio in questi frammenti si scopre una sofisticata e sorprendente gamma di colori. Da notare l'accostamento del rosa al verde marcio, all'ocra e al marrone.

Bibliografia
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 1, Editore Electa-Bruno Mondadori, Milano 1990, p. 462 ISBN 9788842445210
  • Luciano Bellosi, Cimabue, Editore Federico Motta, Milano 2012 - ISBN 9788866480471
  • Enzo Bernardini, Il Gotico in Italia. Cimabue, Giotto, Duccio di Buoninsegna: l'età dell'oro, col. "La Bellezza di Dio. L'Arte ispirata dal Cristianesimo", Editore San Paolo, Palazzolo sull'Oglio (BS) 2003, pp. 54 – 58
  • Giorgio Cricco et. al., Itinerario nell'arte, vol. 1, Editore Zanichelli, Bologna 1999, pp. 248 – 249 ISBN 9788808099761
  • Enio Sindona, Cimabue e il momento figurativo pregiottesco, Editore Rizzoli, Milano 1975
  • Alessandro Tomei, Cimabue, Editore Giunti, Firenze 1997 - ISBN 9788809762466
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.