Crocifissione di Gesù Cristo (Pordenone)

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Cremona Duomo IlPordenone Crocifissione 1521.jpg
Pordenone, Crocifissione di Gesù Cristo (1521), affresco
Crocifissione di Gesù Cristo
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Lombardia
Regione ecclesiastica Lombardia
Provincia Cremona
Comune

Stemma Cremona

Località
Diocesi Cremona
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Cattedrale di Santa Maria Assunta, controfacciata
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Cremona
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto Crocifissione di Gesù Cristo
Datazione 1521
Datazione
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Ambito culturale Ambito romano
Autore

Pordenone (Giovanni Antonio de' Sacchis)

Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure h. 920 cm; l. 1200 cm
Iscrizioni INRI; SPQ(R)
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

35Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. 36E sedutisi, gli facevano la guardia. 37Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei». 38Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. 39E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: 40«Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!»....
41Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42«Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». 44Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo. 45Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. 46Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». 47Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». 48E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. 49Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». 50E Gesù, emesso un alto grido, spirò. 51Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono.
Virgolette chiuse.png

La Crocifissione di Gesù Cristo è un dipinto murale, eseguito tra il 1520 ed il 1521, ad affresco, da Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone (1484 - 1539), ubicato sulla controfacciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Cremona.

Descrizione

Soggetto

La scena del dipinto si svolge su uno scorcio prospettico vorticoso e sullo sfondo di un cielo torvo, dove compaiono:

  • Soldato, vero perno della scena, si rivolge verso lo spettatore (fedele) indicando teatralmente Gesù morto in croce: l'armatura e la spada lo connotano come un lanzichenecco.
  • Gesù Cristo crocifisso in posizione asimmetrica tra le croci dei due ladroni.
  • Due ladroni legati sulle croci di sbieco ed in maniera contorta:
    • a sinistra, Disma, il buon ladrone, si rivolge verso Gesù in un ultimo spasimo;
    • a destra, cattivo ladrone si dibatte sulla croce.
  • Maria Vergine sopraffatta dal dolore, sviene inutilmente sostenuta dalle pie donne.
  • Cavalieri e folla di vari personaggi, che anima vorticosamente la scena, muovendosi in modo scomposto, con i cavalli che ci contorcono in scorci bruschi che danno loro un aspetto quasi maligno. Tra le figure si notano:
    • al centro, il centurione Longino, comandante dell'esecuzione, che in sella ad un cavallo, guarda verso Gesù con un espressione di sincero pentimento;
    • a destra, soldato che, con inaudita violenza, sta colpendo con una mazza le gambe del ladrone per spezzarle ed abbreviarne così l'agonia;
    • a destra, gruppo di farisei appare calmo nell'animazione generale che scuote la scena, ma dai gesti si comprende che stanno discutendo.

Inoltre, nella scena sono presenti alcuni dettagli, resi con grande cura, spesso di valore simbolico, come:

  • terra, al centro in basso, si sta spaccando per il terribile sisma citato nel Vangelo di Matteo (Mt 27,51);
  • gonfalone nero, in mano ad un soldato a sinistra, si è gonfiato di vento, aumentando il senso di inquietudine ed angoscia che pervade tutto il dipinto.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

Pordenone, Crocifissione di Gesù Cristo (part. Gesù Cristo crocifisso e un soldato che spezza spezzate le gambe al cattivo ladrone), 1521, affresco
  • La rappresentazione della Crocifissione è legata a precisi significati religiosi per i quali i committenti avevano dato al pittore chiare indicazioni: in primo piano, ai piedi del centurione che indica verso Gesù, la terra è divisa dalla profonda spaccatura che, secondo il Vangelo di Matteo, si aprì nell'attimo in cui Cristo spirò e alla stessa interpretazione è legato il cielo scuro e denso di nubi. La profonda fessura divide le figure ai piedi delle croci in due parti distinte: l'umanità redenta, sottolineata in primo piano dal gruppo di Maria Vergine e delle pie donne, di san Longino a cavallo in atto di pentimento e, sullo sfondo, dal buon ladrone sulla croce, e l'umanità dannata indicata dalla brutale immagine del soldato che spezza le gambe al cattivo ladrone.
  • Il dipinto condensa, anzitempo, azzerando ogni filtro e mediazione idealizzante, il senso di tragedia che serpeggiava in un'Italia ormai preda delle monarchie europee. Solo più tardi il presagio di questa crisi toccò le coscienze degli artisti impigliati nelle lussuose reti della curia pontificia, e con esiti disposti, all'opposto, alla eleganza intellettuale ed estetica. Pittore geniale e fuori dal comune nel panorama del Cinquecento italiano, il Pordenone intuì forse, all'opposto di altri, la direzione verso cui procedevano le sorti del suo tempo, osservando senza timore la realtà che stava vivendo.

Iscrizioni

Nel dipinto si trovano due iscrizioni, a lettere capitali, collocate:

(LA) (IT)
« I(esus) N(azarenus) R(ex) I(udaeorum) » « Gesù il Nazareno, Re dei Giudei »
  • sul gonfalone in mano al cavaliere di sinistra, figura:
(LA) (IT)
« S(enatus) P(opulus)Q(ue Romanus) » « Il Senato e il popolo romano »

Notizie storico-critiche

Nel 1519 venne incaricato di concludere la decorazione del Duomo di Cremona, il bresciano Girolamo di Romano detto il Romanino, che vi rappresentò alcuni episodi delle Storie della Passione di Gesù Cristo. Tuttavia i Massari nel 1520 gli ritirarono la commissione, preferendogli il Pordenone, che, reduce dall'esperienza romana, poté concludere la decorazione con un linguaggio considerato più avanzato perché aggiornato sulle novità di Raffaello e, soprattutto, Michelangelo.

Bibliografia
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 3, Editore Electa-Bruno Mondadori, Milano 1990, pp. 161 - ISBN 9788842445234
  • Claudia Bertling Biaggini, Il Pordenone: pictor modernus, Editore Georg Olms Verlag, Hildesheim 1999 - ISBN 9783487109336
  • Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, vol. 2, Editore Bompiani, Milano 1999 - ISBN 9788845172120
  • Caterina Furlan (a cura di), Il Pordenone: catalogo della mostra, Editore Electa, Milano 1984
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 295 - ISBN 9788843582594
  • Stefano Zuffi, La pittura italiana, Editore Mondadori-Electa, Milano 1997, p. 210 ISBN 9788843559114
Voci correlate

Suggerimenti



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