Don Camillo monsignore... ma non troppo

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Don Camillo monsignore... ma non troppo
DonCamilloMonsignore film1961 locandina.jpg

‎ Locandina del film
Titolo originale: Don Camillo... Monseigneur!
Lingua originale: italiano
Paese: Italia/Francia
Anno: 1961
Durata: 117' min
Colore: bianco/nero
Audio: sonoro
Rapporto: 1,37 : 1
Tipo: {{{tipo}}}
Genere: commedia
Regia: Carmine Gallone
Soggetto: Giovanni Guareschi
Ambientazione: {{{ambientazione}}}
Ambientazione Geografica:
Ambientazione Storica: XX secolo
Tratto da: Mondo piccolo: Don Camillo (1948), romanzo di Giovanni Guareschi
Sceneggiatura: Carmine Gallone, Giovanni Guareschi
Produttore: Giuseppe Amato
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: Cineriz di Rizzoli-Amato
Distribuzione (Italia): Cineriz
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}

Interpreti e personaggi:

  • Fernandel: Don Camillo
  • Gino Cervi: Giuseppe Bottazzi, detto Peppone
  • Gina Rovere: Gisella Marasca
  • Valeria Ciangottini: Rosetta Grotti
  • Leda Gloria: Maria, moglie di Peppone
  • Saro Urzi: Brusco, il sindaco
  • Franco Pesce: il sacrestano
  • Armando Migliari: esponente democristiano
  • Giuseppe Porelli: il dottor Galluzzi
  • Andrea Checchi: esponente comunista di Roma
  • Emma Gramatica: Desolina
  • Mario Siletti: esponente democristiano
  • Alexandre Rignault: Fagò
  • Marco Tulli: lo Smilzo
  • Ignazio Balsamo: compagno socialista
  • Carlo Taranto: Marasca, il marito di Gisella
  • Andrea Scotti: capo dei giovani atleti
  • Giulio Girola: padre di Rosetta
  • Armando Bandini: don Carlino
  • Karl Zoff: Walter "Lenine" Botazzi, figlio di Peppone
  • Ruggero De Daninos: un monsignore
  • Sergio Fantoni: il narratore
  • Renzo Ricci: la voce del Crocifisso
Doppiatori originali:
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Doppiatori italiani:
  • Fernandel: Carlo Romano
Episodi:
Fotografia: Carlo Carlini
Tecnico del suono: {{{nomefonico}}}
Montaggio: Nicolò Lazzari
Effetti speciali:
Musiche: Alessandro Cicognini
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Piero Filippone, Virgilio Marchi
Coreografia: Piero Filippone, Virgilio Marchi
Costumi: Lucia Mirisola
Trucco: Amato Garbini
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Prequel: Don Camillo e l'onorevole Peppone (1955) di Carmine Gallone
Sequel: Il compagno Don Camillo (1965) di Luigi Comencini
Nome remake: {{{nomeremake}}}
Premi:
Collegamenti esterni:
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Don Camillo monsignore... ma non troppo è un film commedia del 1961 diretto da Carmine Gallone, è il quarto di una serie cinque film tratti dal romanzo Mondo piccolo: Don Camillo (1948) del giornalista ed umorista Giovanni Guareschi, che ha come protagonisti due irriducibili amici/nemici: il parroco Don Camillo e il sindaco del paese Peppone.

In Italia il film fu proiettato in pubblico per la prima volta il 7 ottobre 1961.

Trama

Don Camillo e Peppone hanno lasciato Brescello e vivono a Roma: uno è stato nominato vescovo, l'altro è stato eletto senatore; sentono la nostalgia del paese, ma la loro rivalità è feroce come quando erano solo un semplice prete ed un amministratore locale così come non è mutata la loro reciproca e affettuosa stima.

Nella Bassa gli animi dei compaesani non sono cambiati e sono sempre inclini alla rissa politica. Motivo del contendere, questa volta, è la costruzione di nuove case popolari in un terreno su cui sorge una piccola cappella votiva molto venerata, che deve essere demolita.

Dai rispettivi superiori, il PCI da una parte e il Vaticano dall'altra, i due vecchi leoni vengono rispediti al paese per tentare la mediazione che si risolve nel più classico dei "compromessi storici".

Altre grane opporranno Don Camillo a Peppone: il matrimonio in chiesa del figlio di Peppone; l'oltraggio subito dalla compagna Gisella; Peppone vince al Totocalcio sotto lo pseudonimo di Pepito Sbazzeguti; il Senatore fa erigere una campana di fronte al municipio, affinché suoni al funerale di un giovane attivista comunista, etc.

Alla fine del film è giunto per Don Camillo e Peppone il momento di ritornare ai propri doveri a Roma, stringendosi la mano e nella speranza di risentirsi presto.

Location

Le riprese degli esterni del film sono state girate principalmente nel territorio emiliano:

  • Brescello: la sequenza della ricerca collettiva di Don Camillo, creduto affogato, è stata girata vicino al ponte di chiatte, in prossimità dello svincolo Viadana-Cremona; la cappella detta la Madonnina del Borghetto, è in realtà l'edicola mariana collocata lungo la strada provinciale 62r ed esiste ancor oggi.
  • Boretto: il bagno ristoratore di Don Camillo (nella scena in cui gli rubano i vestiti) è filmato nei pressi di questo paese, vicino al punto in cui il fiume Enza affluisce nel Po;
  • Castelnovo di Sotto: nel finale, Don Camillo da un passaggio a Peppone in macchina e lo lascia davanti all'entrata di questa stazione ferroviaria.
  • Chiusi (Siena): durante il viaggio in treno dei due amici-nemici che si sono ritrovati (e hanno ricominciato a mentirsi vicendevolmente), s'intravede il cartello di questa stazione ferroviaria.
  • Roma, Città del Vaticano

Gli interni, per la maggior parte, furono girati presso gli Studi cinematografici di Cinecittà a Roma.

Frasi e dialoghi celebri

Tra le frasi e i dialoghi celebri del film, si ricordano:

  • Peppone, rispondendo a don Camillo, nel vagone letto che si trovano a condividere:
« Esattamente come un uomo che avendo avuto per dieci anni un parroco sullo stomaco, è costretto a viaggiare con un monsignore sulla testa »
  • Durante un comizio tenuto da Peppone, don Camillo chiede di intervenire e afferma:
« "Grazie.. Fratelli! Gesù è disceso sulla terra per riscattare i peccati dell’umanità, per soffrire lui, Figlio di Dio, come un semplice mortale. Perciò, egli ha scelto di nascere non borghese, ma proletario: perché solo chi lavora, soltanto chi suda, sa cosa sia la sofferenza!" - Peppone (in disparte): "Monsignore, qui si bara.. i comunisti siamo noi!" »
  • La voce narrante alla fine del film:
« Questa è un'altra delle storie che il grande fiume raccoglie sulle rive della Bassa e porta al mare. Favole che sembrano storie vere o storie vere che sembrano favole...? Difficile poterlo stabilire, difficile... »

Curiosità

Nel film è usata da Don Camillo come macchina di rappresentanza della Santa Sede un'Alfa Romeo limousine nera 6C2500 con un frontale della Freccia d'Oro: non sappiamo se questo tipo di auto facesse parte all'epoca della flotta di servizio del Vaticano o sia solo un'invenzione del regista.

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