Monastero di Notre Dame dell'Atlas

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Tibhirine (Algeria), Monastero di Notre Dame dell'Atlas

Il Monastero di Notre Dame dell'Atlas è una trappa che si trova a Tibhirine, in Algeria, tra i boschi dei monti della catena dell'Atlante. Nel maggio del 1996 fu teatro della sanguinosa uccisione di sette monaci.

Storia

La presenza dei monaci trappisti in quel luogo iniziò nel 1938. Fin da subito il monastero, dalla stretta vita contemplativa, divenne punto di riferimento per i villaggi vicini, i cui abitanti appresero a recarsi presso i monaci per le loro necessità: cura materiale e spirituale, aiuto alimentare, preghiera comune.

La strage del 1996

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Martiri di Tibhirine.

Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 un commando armato fece irruzione nel monastero e sequestrò i sette trappisti, tutti di nazionalità francese.

Un mese dopo, l'azione venne rivendicata dal capo dei Gruppi islamici armati (GIA), Djamel Zitouni; il comunicato proponeva alla Francia uno scambio di prigionieri.

Il mese successivo un secondo comunicato dei GIA annunciava la morte dei trappisti: "Abbiamo tagliato la gola ai monaci". Era il 21 maggio. Nove giorni dopo vennero ritrovate presso il monastero le teste decapitate (ma non i corpi) dei sette monaci.

Il dopo

Dopo il rapimento e l'assassinio dei monaci, l'Ordine Cistercense decise di non mantenere il monastero, ma solo il cimitero.

Successivamente l'Arcidiocesi di Algeri acquistò la proprietà, che, grazie all'Associazione degli Amici di Tibhirine, permise di far continuare a vivere il luogo, malgrado i problemi di sicurezza della regione di Medea. Così ancora oggi le attività portate avanti dai monaci per lo sviluppo umano e materiale degli abitanti del villaggio continuano. L'associazione è molto attiva, grazie ai suoi sostenitori e ad un presbitero che si reca ogni settimana al monastero per controllare lo stato di avanzamento di diversi progetti a servizio degli abitanti del villaggio: cooperazione con la scuola di Tibhirine (materiale didattico, mensa), acquisto del bestiame, aiuti per la casa, lavoro artigianale (con la partecipazione di una suora della diocesi), aiuto per il matrimonio.

Anche la foresteria è stata restaurata ed utilizzata per accogliere gruppi che effettuano ritiri; sono previste anche colonie estive se le condizioni di sicurezza lo permettono.

Secondo l'Associazione degli Amici di Tibhirine

« prosegue netto il miglioramento della sicurezza in Algeria, compresa la regione di Medea. L'estrema tensione che per anni ha pesato sugli abitanti va sparendo. Ora possono dormire sonni tranquilli senza darsi il cambio di notte per montare di guardia. In questo contesto, si esprimono e sempre più si realizzano desideri di visite e pellegrinaggi a Tibhirine, in gruppo o individualmente. »
(Lettera n. 5 dell'Associazione degli Amici di Tibhirine, ottobre 2005)
Voci correlate
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