Chiesa Cattolica in Algeria

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Basilique Notre-Dame d Afrique Alger.jpg
Anno 2007
Cristiani
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{{{cristiani}}}
Cattolici 4.700 (0,01%)
Ebrei
Protestanti
Anglicani
Luterani
Pentecostali/carismatici
Ortodossi
Mussulmani sunniti 99% (religione di stato)
Mussulmani sciiti
Altri Cristiani ed ebrei (1%)
Animisti
Buddisti
Induisti
Lamaisti
Scintoisti
Taoisti
Sikh
Atei & agnostici
Popolazione 34,995 milioni
(stime del luglio 2011[1])
Parrocchie
Presbiteri 94
Seminaristi
Diaconi Permanenti
Religiosi 75
Religiose 182
Primate
Presidente della Conferenza Episcopale
Nunzio apostolico Sede vacante
Rappresentante apostolico non residente
Codice DZ
Note Gravissime limitazioni alla libertà religiosa
classifica - nazione su Catholic Hierarchy


La Chiesa cattolica in Algeria è parte della Chiesa cattolica universale in comunione con il Vescovo di Roma, il Papa. Essa è presente sul territorio dell'Algeria con un'Arcidiocesi e tre Diocesi.

Storia

Prima evangelizzazione

Il Nordafrica è una terra di antichissima evangelizzazione.

La Provincia d'Africa, creata dopo la conquista romana, alla fine del III secolo fu trasformata da Diocleziano in Diocesi d'Africa, comprendente l'attuale Algeria, la Tunisia e la Libia. Questo territorio diede i natali a figure di primissimo piano nella storia del Cristianesimo, come Sant'Agostino, San Cipriano, San Quodvultdeus, San Fulgenzio, Facondo, Tertulliano e a moltissimi Santi martiri.

La presenza cattolica in Africa subì un duro colpo con la caduta di Cartagine nelle mani dei Vandali nel 439, il vescovo del tempo, San Quodvultdeus, rifiutò di aderire all'arianesimo, professato dal re Genserico, e per questo fu costretto all'esilio con il clero a lui fedele, fra cui San Gaudioso. Anche se successivamente Genserico diede libertà di culto ai cattolici, impose gravi tasse a loro e al clero fedele al Papa creando di fatto gravi restrizioni al culto.

Con la riconquista dell'Africa da parte del generale bizantino Belisario nel 533 la condizione della Chiesa cattolica migliorò nettamente, ma questo periodo relativamente felice durò solo fino al 698, quando dopo la conquista della fortezza bizantina di Cartagine, tutto il territorio dell'attuale Algeria fu conquistato dagli arabi Omayyadi che imposero la religione musulmana, cancellando la religione cattolica dal Nordafrica.

Inizialmente uno sparuto numero di cattolici riuscì a permanere nella regione, pagando tasse supplementari (jizya e kharāj) per essere considerati dhimmi, ovvero persone protette, ma con minori diritti dei musulmani. Col passare del tempo però costoro furono costretti da vari motivi pratici a convertirsi all'islamismo o ad espatriare, cosicché agli inizi del XII secolo dopo le restrizioni imposte dai califfi Almohadi non vi fu più traccia di cattolici in Nordafrica.

La presenza cattolica riprese con la missione nel 1646, quando ad Algeri arrivarono i missionari Lazzaristi, cui venne permessa la permanenza nel Paese in qualità di cappellani del console francese. Loro stessi in seguito assunsero la carica di consoli. Il più famoso di questi fu Jean Le Vacher, messo a morte nel 1683 dai governanti locali per ritorsione ad un attacco della marina francese.

Il periodo della colonizzazione francese

La Diocesi di Algeri (oggi Arcidiocesi) venne eretta nel 1838, all'inizio della dominazione coloniale francese. Nel periodo coloniale, la chiesa era formata da più di un milione di cattolici.

Nel 1868 Charles Lavigerie fondò due importanti movimenti: i Missionari d'Africa (detti "Padri Bianchi") e, nel 1869, le Suore Missionarie di Nostra Signora d'Africa (dette "Suore Bianche"), con lo scopo di favorire l'incontro con le popolazioni musulmane ed evangelizzare l'Africa sub-sahariana.

Agli inizi del Novecento si distinse per la sua opera di evangelizzazione Charles de Foucauld. Giunto in Algeria nel 1901, fondò un romitorio a Beni Abbes ed un eremo a Tamanrasset. Delineò quella che divenne la regola dell'Associazione dei fratelli e delle sorelle del Sacro Cuore di Gesù, congregazione di carità tuttora attiva nel Paese.

Dall'indipendenza ad oggi

In seguito all'indipendenza nel 1962, la maggioranza dei francesi, e degli europei in generale, ha dovuto lasciare il Paese. Negli anni recenti c'è stato un aumento del fondamentalismo islamico e i pochi cattolici rimasti sono stati oggetto di persecuzione, culminata con gli omicidi del 1996: il 23 maggio furono assassinati sette monaci trappisti; il 1º agosto successivo il Vescovo di Orano, Pierre Claverie, morì nell'esplosione di una bomba collocata nel vescovado. Attualmente i cattolici non sono più di 3000.

Nel Paese vigono tuttora restrizioni per chi possiede la Bibbia. Nel 2006 il senato algerino ha adottato una legge contro il proselitismo religioso: prevede la prigione e multe per chi tenta di convertire un musulmano[2]. La legge inoltre colpisce chi "fabbrica o distribuisce documenti stampati che tendano a confondere la fede di un musulmano" (art. 11). In tale categoria rientra anche la Bibbia.

Organizzazione ecclesiastica

La Chiesa cattolica è presente sul territorio con 1 sede metropolitana, 2 Diocesi suffraganee e 1 Diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede:

Statistiche

La presenza cattolica nel Paese è ridotta ad un numero esiguo di fedeli. Al 31 dicembre 2007 i cattolici erano 4.700, pari allo 0,01% della popolazione totale dell'Algeria.[3]

Nunziatura apostolica

La Nunziatura apostolica di Algeria è stata istituita il 13 aprile 1972 con il breve Cum sit di papa Paolo VI. Essa ha sede nella città di Algeri. Fino al 1995 il Nunzio era anche Delegato apostolico per la Libia.

Pro-nunzi apostolici

Nunzi apostolici

Conferenza episcopale

La Chiesa cattolica in Algeria non ha una conferenza episcopale propria, ma i suoi Vescovi sono parte della Conferenza episcopale regionale del Nordafrica (Conférence Episcopale Regionale du Nord de l'Afrique, CERNA), che raggruppa gli episcopati di Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Sahara Occidentale.

La CERNA è membro del Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar (SECAM).

Elenco dei Presidenti:

Galleria fotografica

Note
  1. CIA WORLD FACTBOOK: Algeria - People & Society
  2. Algeria: legge contro proselitismo. Prevede multe e prigione per chi converte musulmano. su loganscentrostudi.org, Logan's, Centro studi sul terrorismo. URL consultato il 23/04/2010
  3. I dati statistici sono ricavati sommando i dati statistici delle singole diocesi, riportati dagli Annuari pontifici.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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