Pierre El Raii
| Pierre El Raii Presbitero · Martire | |
|---|---|
| Pierre El Raii[1] | |
| Età alla morte | 54 anni |
| Nascita | Debel |
| Morte | Qlayaa 9 marzo 2026 |
| Appartenenza | Arcieparchia di Tiro dei Maroniti |
| Ordinazione presbiterale | 2014 |
| Venerato da | Chiesa maronita |
Pierre El Raii, in grafia araba بيار الراعي , Biar Alraaei, variamente traslitterato anche El/Al Rahi, Raei, Rai, Raï (Debel; † Qlayaa, 9 marzo 2026), è stato un presbitero e martire libanese della Chiesa maronita.
Cenni biografici
Pierre El Raii è nato a Debel (Arcieparchia di Tiro dei Maroniti, Libano) da una famiglia maronita.
Ministero presbiterale
Fu ordinato presbitero nel 2014 per l'Arcieparchia di Tiro dei Maroniti. Ha prestato servizio come viceparroco nella parrocchia maronita di San Giorgio a Qlayaa, per poi diventarne parroco nel 2021.
Ha svolto diversi servizi, tra i quali vicario episcopale nella regione di Marjeyoun-Hasbaya e di cappellano della Caritas locale. Ha inoltre ricoperto il ruolo di responsabile degli affari giudiziari e legali nell'Arcidiocesi di Tiro, ricoprendo il ruolo di avvocato di giustizia e documentazione presso il tribunale unificato.
Nel contesto della guerra nel sud del Libano tra Israele e gli jihadisti sciiti di Hezbollah (2023-2026) è rimasto sempre al suo posto come pastore del suo gregge, invitando i cristiani a non fuggire dalle loro case, gli israeliani a non attaccare case e insediamenti cristiani, e gli jihadisti a non insediarsi né a compiere attività nei territori cristiani.
Morte

È rimasto ucciso a Qlayaa il 9 marzo 2026.
Dalle prime ricostruzioni, un tank dell'IDF (cioè l'esercito israeliano) avrebbe sparato un colpo verso le 13:20 sulla casa di una famiglia maronita a Qlayaa con l'intento di colpire presunti infiltrati di Hezbollah. Padre Pierre sarebbe intervenuto con altri parrocchiani in soccorso dei cristiani feriti ma sarebbe rimasto mortalmente ferito da un secondo colpo sparato dal tank circa 20 minuti dopo, con altri soccorritori feriti. Se fosse confermata la ricostruzione, si tratterebbe di una tattica che nel gergo militare viene definita "double-tap" (doppio colpo), prassi cioè che mira a massimizzare le perdite tra gli obiettivi mirando col secondo colpo a sopravvissuti feriti soccorritori, estremamente controversa e totalmente immorale quando applicata in contesti civili.
Il funerale è stato celebrato a Qlayaa l'11 marzo con migliaia i partecipanti. È stato un lutto segnato anche da manifestazioni di gioia proprie dell'oriente cristiano per celebrare la nascita al cielo del martire, con lanci di riso, petali di rosa, banda musicale e zagharid (cioè le tipiche grida di gioia acute e prolungate simili a ululati, emesse dalle donne in Medio Oriente per celebrare eventi felici come matrimoni, nascite o successi).
Al funerale ha partecipato anche il comandante in capo delle forze armate libanesi, generale Rodolphe Haykal, il quale ha attribuito la responsabilità della morte di padre Pierre a infiltrazioni di militari di Hezbollah nel villaggio cristiano, ha accusato gli jihadisti di fomentare una guerra inesistente tra i cristiani del Libano meridionale e Israele, e ha assicurato che lo Stato non abbandonerà i cristiani del Libano meridionale e non resterà a guardare mentre Hezbollah infligge loro ingiustizie.[2]
Culto
Il patriarca maronita Béchara Boutros Raï lo ha definito martire nell'annuncio ufficiale della sua morte pubblicato il 10 marzo 2026, citando la beatitudine "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9 ).[3]
Papa Leone XIV ha ricordato il suo ministero pastorale e la sua morte nell'udienza generale dell'11 marzo 2026, definendolo "un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo".
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