Béchara Boutros Raï

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Béchara Boutros Raï, O.M.M.
Cardinale
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al secolo
battezzato
ERRORE in "fase canonizz"
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Communio et caritas

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Titolo cardinalizio
Cardinale Vescovo[1]
Incarichi attuali
Età attuale 84 anni
Nascita Himlaya
25 febbraio 1940
Morte
Sepoltura
Appartenenza
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Professione religiosa [[{{{aPR}}}]]
Ordinato diacono
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Ordinazione presbiterale Roma, 3 settembre 1967
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Nominato vescovo 2 maggio 1986 dal Sinodo della Chiesa maronita
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Consacrazione vescovile
Consacrazione vescovile Bekerké, 12 luglio 1986 dal patriarca Nasrallah Boutros Sfeir
Elevazione ad Arcivescovo 24 maggio 2004 da papa Giovanni Paolo II
Elevazione a Patriarca 15 marzo 2011 dal Sinodo della Chiesa Maronita, confermato il 24 marzo 2011 da papa Benedetto XVI)
Elevazione ad Arcieparca
Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
24 novembre 2012 da Benedetto XVI (vedi)
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Cardinale da 11 anni, 4 mesi e 24 giorni
Cardinale elettore NO (fino al 25 febbraio 2020)
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pseudocardinale
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Incarichi passati
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° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
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Consorte

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Figli
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Collegamenti esterni
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Invito all'ascolto
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Béchara Boutros Raï, (o al-Rahi) (Himlaya, 25 febbraio 1940), è un cardinale e patriarca libanese.

Cenni biografici

Sua Beatitudine il Cardinale Béchara Boutros Raï, O.M.M., Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), è nato il 25 febbraio 1940 nell'Arcieparchia di Antélias, a Himlaya (lo stesso villaggio che ha dato i natali a Rafqa Ar-rayes, la prima santa dei maroniti).

Ha compiuto gli studi secondari al Collège Notre Dame de Jamhour di Louayzé, diretto dai padri gesuiti. A parte l'arabo, parla francese, inglese, spagnolo e italiano. Il suo cognome è scritto pure al-Rahi.

Formazione e ministero sacerdotale

Dopo aver emesso i voti religiosi nell'ordine maronita della Beata Vergine Maria (mariamita), nel 1962 è stato per otto anni a Roma, dove ha seguito i corsi di filosofia e di teologia alla Pontificia Università Lateranense, dove ha conseguito il dottorato in diritto canonico e la licenza in Sacra Teologia.

È stato ordinato sacerdote a Roma il 3 settembre 1967.

Per diversi anni ha diretto lo scolasticato mariamita a Roma, ricoprendo nel contempo l'incarico di responsabile dei programmi in lingua araba di Radio Vaticana. Proprio quando iniziava la guerra civile in Libano, nel 1975, è rientrato in patria per dirigere il Collège Notre Dame di Louayzé, città nella quale ha fondato e guidato l'Istituto di lingue straniere di Louayzé. Successivamente è stato giudice del Tribunale Patriarcale e direttore della Scuola di Santa Rita a Dbayé.

Ministero episcopale

Il 2 maggio 1986 il Sinodo patriarcale maronita l'ha eletto vicario patriarcale ed è stato nominato vescovo titolare di Cesarea di Filippo. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 12 luglio dello stesso anno a Bekerké dal cardinale Nasrallah Boutros Sfeir, patriarca di Antiochia dei Maroniti, assistito da Roland Aboujaoudé(ch), vescovo titolare di Arca in Fenicia dei Maroniti, da Georges Abi-Saber(ch), vescovo titolare di Arado, da Chucrallah Harb(ch), vescovo di Jounieh dei Maroniti, da Joseph Mohsen Béchara(ch), arcivescovo di Cipro dei Maroniti, da Khalil Abi-Nader(ch), arcivescovo di Beirut dei Maroniti, da Ignace Ziadé(ch), Arcivescovo emerito di Beirut dei Maroniti, da Antoine Joubeir(ch), arcivescovo di Tripoli del Libano dei Maroniti, da Elie Farah(ch), Arcivescovo emerito di Cipro dei Maroniti, da Joseph Merhi(ch), vescovo del Cairo dei Maroniti e da Ibrahim Hélou(ch), arcivescovo-vescovo di Sidone dei Maroniti. Ha scelto come motto episcopale Comunione e amore.

Il 9 giugno 1990, è stato trasferito alla nuova eparchia di Jbeil (Byblos) dei maroniti. Nominato nel 2003 segretario del Sinodo permanente della Chiesa maronita, in tale veste ha partecipato a diverse assemblee sinodali a Roma, compresa quella speciale per il Medio Oriente nell'ottobre 2010, dalla quale è stato eletto nel Consiglio post-sinodale.

Nel 2009, in seno al Sinodo maronita, ha assunto la presidenza della Commissione per le Comunicazioni. È stato tra l'altro promotore dello sviluppo del network televisivo TéléLumière-Noursat, che è diventata il punto focale per i cristiani del mondo arabo. Ha partecipato all'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo, tenutosi in Vaticano nell'ottobre 2010.

Patriarcato

Il 15 marzo 2011 è stato eletto 77º patriarca di Antiochia dei Maroniti (successore di san Marone) durante il Sinodo Straordinario Elettivo riunitosi nella sede patriarcale di Bkerké, a nord-est della capitale libanese. Il 24 marzo dello stesso anno Benedetto XVI gli ha concesso l'ecclesiastica communio, che lui aveva richiesto in conformità al canone 76 § 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Tale vincolo speciale con la Chiesa di Roma è stato poi suggellato pubblicamente il successivo 15 aprile, in occasione della sua prima visita al Pontefice, quando nella basilica di San Pietro ha avuto luogo la divina liturgia alla presenza del delegato papale, il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali.

All'indomani della cosiddetta primavera araba, e nel pieno della guerra civile nella vicina Siria, il Patriarca Raï ha accolto il Papa in occasione del viaggio compiuto in Libano dal 14 al 16 settembre 2012, per la consegna dell'esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, frutto del Sinodo speciale del 2010. In quella circostanza ha presentato al Pontefice la realtà civile e religiosa di Beirut come

« città testimone del pacifico vivere insieme tra musulmani e cristiani nel mondo arabo. »

Una testimonianza, secondo il patriarca, della possibilità di vivere insieme nel rispetto reciproco, nell'uguaglianza e nell'equilibrata partecipazione di tutti al governo della cosa pubblica, all'insegna della necessità di tenere separata la religione dalla politica dello Stato, nel pieno riconoscimento della libertà di religione e di culto.

Tra i protagonisti del dialogo nel complesso scenario del Medio Oriente, il capo del Sinodo della Chiesa maronita è chiamato a rappresentare la voce degli arabi cristiani nel collegio cardinalizio. Insignito della porpora come i suoi tre più immediati predecessori sulla cattedra di san Marone, porta nel collegio dei cardinali l'esperienza di un Paese nel quale la convivenza tra le religioni è una realtà radicata nella storia, ma è messa attualmente in pericolo dai drammatici avvenimenti che sconvolgono le popolazioni confinanti e minano la stabilità dell'intera area.

Quando si è recato in Siria il 9 febbraio 2013 era la prima volta che un patriarca Maronita andasse in quel paese, da quando il Libano era diventato indipendente nel 1943.

Nell'ottobre 2012 ha partecipato alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana, lanciando nel suo intervento un appello al dialogo tra cristiani e musulmani nei Paesi arabi. Ha partecipato alla III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi su Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione (ottobre 2014) e alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (ottobre 2015).

Cardinalato

Il 1º giugno 2011 Benedetto XVI lo ha nominato membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e il 7 marzo 2012 anche della Congregazione per le Chiese orientali.

Da Benedetto XVI è stato creato e pubblicato cardinale patriarca nel Concistoro del 24 novembre 2012, ricevendo la berretta rossa, l'anello cardinalizio nello stesso concistoro. In qualità di Cardinale patriarca non gli viene assegnata alcuna chiesa titolare a Roma. Ha partecipato al conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco. Il 15 febbraio 2017, il Santo Padre ha deciso di concedergli il titolo di Avvocato rotale.

Il 31 gennaio 2013 è stato nominato membro della Congregazione per le Chiese Orientali, del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, del Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti e degli Itineranti e del Dicastero per la Comunicazione. Il 30 novembre 2013 è stato pure nominato membro della Congregazione per l'Educazione Cattolica, il 29 novembre 2014 del Pontificio Consiglio della Cultura e il 13 luglio 2016 del Dicastero per la Comunicazione.

Il 25 febbraio 2020 ha perduto il diritto di partecipare al conclave, avendo raggiunto l'età di ottant'anni.

Genealogia episcopale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo ausiliare di Antiochia dei Maroniti Successore: PrimateNonCardinal PioM.svg
Nasrallah Pierre Sfeir dal 15 marzo 2011 in carica I
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con
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Nasrallah Pierre Sfeir {{{data}}} in carica
Predecessore: Vescovo titolare di Cesarea di Filippo Successore: BishopCoA PioM.svg
Joseph Powathil 2 maggio 1986 - 9 giugno 1990 Guy-Paul Noujaim I
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Joseph Powathil {{{data}}} Guy-Paul Noujaim
Predecessore: Eparca di Jbeil dei Maroniti Successore: BishopCoA PioM.svg
- 9 giugno 1990 - 15 marzo 2011 Michel Aoun I
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- {{{data}}} Michel Aoun
Predecessore: Patriarca di Antiochia dei Maroniti
(Cardinale vescovo dal 24 novembre 2012)
Successore: PrimateNonCardinal PioM.svg
Nasrallah Pierre Sfeir dal 15 marzo 2011 in carica I
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con
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Nasrallah Pierre Sfeir {{{data}}} in carica
Predecessore: Presidente del Sinodo della Chiesa maronita Successore: Quadrato trasparente.png
Nasrallah Pierre Sfeir dal 25 marzo 2011 in carica I
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Nasrallah Pierre Sfeir {{{data}}} in carica
Predecessore: Presidente dell'Assemblea dei Patriarchi e dei Vescovi Cattolici nel Libano Successore: Mitra heráldica.svg
Nasrallah Pierre Sfeir dal 25 marzo 2011 in carica I
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con
con
Nasrallah Pierre Sfeir {{{data}}} in carica
Predecessore: Presidente del Consiglio dei Patriarchi Cattolici d'Oriente Successore: Mitra heráldica.svg
Nasrallah Pierre Sfeir dall'aprile 2011 in carica I
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Nasrallah Pierre Sfeir {{{data}}} in carica
Note
  1. Papa Paolo VI, con il motu proprio Ad purpuratorum patrum, pubblicato l'11 febbraio 1965, stabilì che i Patriarchi di rito orientale assunti nel Sacro Collegio dei Cardinali non appartengono al clero di Roma e, pertanto, non può essere assegnato loro alcun titolo o diaconia. I Patriarchi cardinali appartengono all'ordine dei vescovi cardinali e, nella gerarchia, si situano immediatamente dopo di loro. Mantengono la loro sede patriarcale e non viene assegnata loro alcuna sede suburbicaria.
Voci correlate
Collegamenti esterni