Preghiera dell'Alpino

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Chiesetta Beato Carlo Gnocchi (Edolo - Bs)[1]. Ogni 25 ottobre vi ha luogo l'adunata degli alpini in memoria del Beato cappellano militare[2].

La Preghiera dell'Alpino è l'orazione solennemente recitata dal Corpo degli Alpini alle adunate durante le funzioni religiose di commemorazione.

La paternità della preghiera è attribuibile o all'ufficiale degli Alpini Gennaro Sora[3], o al Generale Michele Celestino Bes[4], in riferimento a due diverse ricerche storiche effettuate da Luciano Viazzi[5] e da Giuseppe Martelli[6].

Il testo ufficiale dell'A.N.A.

Preghiera dell'Alpino.
Ultimo testo ufficiale[7]
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{{{commento1}}}
«

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani,
e ci aiuti a essere degni delle glorie dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa' che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi e in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.  »


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Paternità della preghiera secondo Luciano Viazzi

Il colonnello Gennaro Sora nel suo ufficio al Distretto Militare di Como.

L'ufficiale degli Alpini Gennaro Sora, il 4 luglio 1935 scrisse da Malga Pader in Val Venosta[8], alla madre, alla sorella Alessandra e al curato della Chiesa di San Michele di Foresto Sparso, allegando una copia della "Preghiera dell'Alpino dell'Edolo"[9][10]. Questo secondo la ricerca di Luciano Viazzi presso l'archivio della famiglia Sora.

Vi sarebbe, inoltre, la testimonianza di un soldato che scrisse alla rivista L'Alpino[11] dal Passo di Resia[12] (dove erano in corso le esercitazioni estive del Battaglione Edolo[9]), affermando la paternità del Sora e allegando una copia del testo della preghiera. Questo il titolo e il testo della preghiera:

La preghiera degli Alpini dell'Edolo
anni '30
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« Fra pascoli e pinete sulla nuda roccia, sui ghiacciai perenni della grande cerchia delle Alpi, che la bontà Divina ci ha dato per culla e cresta e baluardo sicuro delle nostre contrade; nella torrida estate come nel gelido inverno, l'anima nostra, purificata dal dovere pericolosamente compiuto, è rivolta a Te, o Signore, che proteggi le nostre madri, le nostre spose, i nostri figli lontani e aiuti a essere degni delle glorie dei nostri Avi. Salvaci, o Signore, dalla furia della tormenta, dall'impeto della valanga e fa' che il nostro piede passi sicuro sulle creste vertiginose, sulle diritte pareti, sui crepacci insidiosi. Fa' che le nostre armi siano infallibili contro chiunque osi offendere la nostra Patria, i nostri diritti, la nostra gloriosa bandiera. Proteggi, Signore, l'amato Sovrano, il nostro Duce, concedi sempre alle nostre armi il giusto premio della Vittoria. »


( Storia della "Preghiera dell'Alpino" su alpini-pordenone.it. URL consultato il 08-01-2021)

Paternità della preghiera secondo Giuseppe Martelli

Il Generale Bes nel 1935, Ispettore delle Truppe Alpine.

Le affermazioni di Giuseppe Martelli si articolano su testimonianze biografiche e caratteriali storiche del Maggiore Sora e del Generale Bes, basate su approfondite ricerche nei luoghi e nelle sedi che orbitano attorno al mondo alpino, compresi gli ordinariati militari. Ne risulta che le personalità dei due ufficiali erano nettamente divergenti. Il Gennaro Sora fu un ottimo soldato e comandante alpino, nonché buon fedele cristiano, ma certamente non ispirato nell'animo da qualsivoglia sensibilità poetica. Michele Bes fu anch'egli un ottimo soldato e comandante, insignito con diciassette onorificenze, ma soprattutto si evidenziò in lui la grande fede religiosa, l'efficacia oratoria, la vena poetica e lo spirito organizzativo culturale. Diede vita a diversi componimenti lirici, iniziative nell'ambito lavorativo, sportivo e artigianale.

A supporto della versione di Giuseppe Martelli si ha la testimonianza del suo commilitone Carlo Ribet[13], presidente della sezione A.N.A. di Francia[14] per cinquant'anni, il quale indica nel comandante Bes l'autore della Preghiera dell'Alpino. Giuseppe Martelli, inoltre, riporta una minuziosa storia evolutiva del testo della preghiera che ha inizio una decina di anni prima della versione di Gennaro Sora, fra il 1922 e il 1925. Di seguito si riportano stralci di due messaggi del Generale Bes, a riprova delle sue doti oratorie e poetiche:

Dal messaggio di insediamento a Ispettore
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« [...] In alto: la volontà, la fede, i cuori! Trionfi fiera la passione alpina! Ogni dovere, ogni fatica, vi sia poesia: ogni sacrificio diventi offerta! Servite Dio, la Patria, la montagna in letizia, senza misura, con umiltà fiera. Portate sulle vette i nomi dei nostri Eroi. Siete i militi, i sacerdoti, gli apostoli della montagna e della Patria, su l'Alpi. Ogni vostro atto è preghiera. Sarà benedetto! [...] »


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Dal Messaggio di commiato dal servizio attivo
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« [...] Come ogni alpino che se ne va - sia pur fiero sento umido il ciglio! Rugiada d'alpi che vien dal cielo! Vi benedica! Penne d'Alpi bianche e nere! Gli uomini passano, il Corpo resta. Su su i canti d'Alpi e di gioventù guerriera. A voi le tradizioni e la fama del Corpo. Salpa e rotea, per ogni cielo, il carroccio della nuova Italia. Porta in alto, splende la bandiera con la Sabauda Croce: il Segno [...] »


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Va ricordato, inoltre, che il Generale Bes, non accolse mai la dottrina del Partito Nazionale Fascista e che in più occasioni si schierò apertamente contro, sia come alto ufficiale, sia come Alpino in congedo.

Di seguito la Preghiera che Giuseppe Martelli ritiene fu scritta in prima stesura dall'allora Colonnello Celestino Bes fra il 1922 e il 1925, poi successivamente solo personalizzata dal Maggiore Gennaro Sora con l'aggiunta delle invocazioni per il Capo del governo, tipiche degli anni '30 del XX secolo:

Preghiera dell'Alpino
(1922-1925)
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« Fra pascoli e pinete, sulla nuda roccia, sui ghiacciai perenni della grande cerchia delle Alpi che la bontà Divina ci ha dato per culla e creato a baluardo sicuro delle nostre contrade; nell'infida estate come nel gelido inverno, l'anima nostra, purificata dal dovere pericolosamente compiuto è rivolta a Te o Signore, che proteggi le nostre madri, le nostre spose, i nostri figli lontani e ci aiuti a essere degni delle glorie dei nostri avi. Salvaci o Signore dalle furie della tormenta, dall'impeto cieco della valanga e fa' che il nostro piede passi sicuro sulle creste vertiginose, sulle diritte pareti, sui crepacci insidiosi. Fa' che il nostro fucile sia infallibile contro chiunque osi offendere la nostra Patria, i nostri diritti, la nostra Bandiera gloriosa. Proteggi, o Signore, il nostro Sovrano e il Duce; concedi sempre alle nostre armi, guidate da Augusta Sapienza, il giusto premio della vittoria. Viva il Re! Saluto al Duce! »


( La Preghiera dell'Alpino su noialpini.it. URL consultato il 08-01-2021)

Il testo della Perghiera per le funzioni religiose

Preghiera dell'Alpino.
Ultimo testo ufficiale per le funzioni religiose
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{{{commento1}}}
« Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza ci ha posto a baluardo

fedele delle nostre contrade, noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto, eleviamo l’animo a Te o Signore,
che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani, e ci aiuti ad essere degni
delle glorie dei nostri avi.

Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi, salva noi, armati come siamo di fede e di amore.

Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall’impeto della valanga; fa che il nostro piede
posi sicuro su le creste vertiginose, su le diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi: rendici forti a difesa
della nostra Patria, della nostra Bandiera.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza
e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti, Tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli Alpini
vivi ed in armi, Tu benedici e proteggi i nostri Reggimenti, i nostri Battaglioni, Gruppi, Compagnie e Batterie.

Così sia.  »


({{{4}}})

Mons. Franco Troi (M.C.C.I.)[15] a conclusione del lungo percorso evolutivo della Preghiera dell'Alpino, ha inviato, a Giuseppe Martelli, il testo ufficiale riconosciuto e indicato dalla Santa Sede a tutti i credenti in servizio nelle Truppe Alpine[16]. La versione fu approvata nel 1972 su richiesta di monsignor Pietro Parisio, cappellano capo del 4º Corpo d’Armata alpino.

Il 15 agosto 2015, per la celebrazione dell'Assunzione della Beata Vergine Maria al Passo San Boldo[17], il sacerdote avrebbe voluto evitare la recita del verso "Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria ..."[18]. Gli alpini presenti uscirono dalla chiesa per recitarla nella forma ufficializzata dall'A.N.A.[19][20]. Il sacerdote, per obbedienza, voleva che fosse recitata secondo le indicazioni della Chiesa per le funzioni religiose, senza alcuna polemica riportata dalla stampa e nessun rapporto problematico con il Corpo degli Alpini[21][22].

Note
  1. Edificata fra il 2008 e il 2010 da settanta volontari delle penne nere di Edolo sull'Altopiano di Mola (1700 mslm - Edolo - Bs). L'idea di costruire un nuovo edificio è da attribuire all'edolese monsignor Pietro Gazzoli, vescovo ausiliario di Brescia deceduto nel 1991 e di dedicarla all'indimenticato don Carlo Gnocchi, cappellano degli Alpini. La nuova chiesetta sorge a poca distanza dai resti del vecchio edificio religioso, ridotto ormai a un rudere, che ricordava i morti della Prima Guerra Mondiale. La funzione religiosa di consacrazione fu officiata il 29 agosto 2010 da monsignor Bazari, rappresentante della Fondazione don Gnocchi, da monsignor Morandini delegato dal vescovo Luciano Monari. Presenti molte autorità civili e militari la cerimonia si è conclusa con la consegna delle chiavi della chiesa al parroco di Edolo, don Giacomo Zani. La recita della preghiera dell'alpino chiuse la cerimonia.
  2. Opera del fotografo Mauro Casalini di Edolo (Bs).
  3. Gennaro Sora, (n. Foresto Sparso (Bg), 18 novembre 1892 - † Foresto Sparso, 23 giugno 1949), figlio di Antonino e di Giuditta Leonini, è stato un militare italiano, ufficiale degli alpini, che operò nella prima guerra mondiale, nella seconda spedizione di Umberto Nobile per il raggiungimento del Polo Nord, nella Guerra d'Etiopia e nella seconda guerra mondiale.
  4. Michele Celestino Bes (n. Chivasso (To), 25 aprile 1872 - † Torino, 17 aprile 1953), figlio di Desiderato e di Margherita Tonengo. È stato un generale italiano, già distintosi come ufficiale delle truppe alpine nel corso della prima guerra mondiale dove fu comandante dei battaglioni alpini "Monte Ceva" e "Val Tanaro" e del 260º Reggimento fanteria. Dopo la fine della Grande Guerra fu comandante del 6º e del 2º Reggimento alpini, della 18ª Brigata fanteria e delle Divisioni Militari Territoriali di Ancona e Piacenza. Nominato Ispettore delle Truppe Alpine il 1º agosto 1933, mantenne tale incarico fino al 26 aprile 1936 e a lui si deve la costituzione della Scuola centrale militare di alpinismo di Aosta. Decorato con le Croci di Cavaliere e di Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia, con una Medaglia d'argento e una Croce di guerra al valor militare e due Croci al merito di guerra.
  5. Luciano Viazzi (n. Nizza Monferrato (AT) 22 maggio 1930 - Milano 21 ottobre 2019) Ufficiale degli alpini, scrittore.
  6. Giuseppe Martelli, nato nel 1946, della Brigata alpina "Julia", scrittore e socio dell'Associazione Nazionale Alpini (Sezione Bolognese Romagnola).
  7. Pubblicata sul sito dell'A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini) Preghiera dell'Alpino su ana.it. URL consultato il 08-01-2021
  8. Valle dell'Alto Adige occidentale in provincia di Bolzano.
  9. 9,0 9,1 Il Battaglione Alpini Edolo era un reparto alpino dell'Esercito Italiano con sede a Merano (Bolzano). Formato a Milano nel 1886, a seguito della riorganizzazione del 5° reggimento alpini. Inquadra tre compagnie, la 50ª e la 51ª, ricevute dal disciolto battaglione Alta Valtellina, e la 52ª, proveniente dal battaglione Valcamonica. Il battaglione prende nome da Edolo, in Val Camonica (Provincia di Brescia).
  10. Gennaro Sora, nel maggio 1915 comandava il 3º plotone della cinquantesima compagnia del Battaglione Alpini Edolo. Il Battaglione Alpini Edolo era un reparto alpino dell'Esercito Italiano con sede a Merano (Bolzano). Il battaglione prende nome da Edolo, in Val Camonica (Provincia di Brescia).
  11. Rivista ufficiale dell'A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini), nel 2021 ha compiuto cento anni di attività informativa.
  12. Passo Resia, valico alpino situato non lontano dal confine austriaco, in prossimità della Svizzera in provincia di Bolzano.
  13. Carlo Enrico Ribet, figura leggendaria fra gli alpini di Francia (che mantenne la carica fino al 1977). Originario della Val Pellice, era stato ufficiale combattente della Grande Guerra. Attivissimo e discreto, fu animatore della Sezione, collaborando alla sua fondazione nel 1929 e rifondandola dopo il 1945. Mantenne la carica, per volontà degli iscritti, sino a che le forze glielo consentirono, amato da tutti i suoi alpini. Ora riposa nel paese natio, San Germano Chisone (To).
  14. La sezione A.N.A. di Francia si trova ad Aulnay-sous-Bois, comune francese situato nel dipartimento della Senna-Saint-Denis nella regione dell'Île-de-France. È subalterno nel 2º reggimento alpini del Col. Bes
  15. Mons. Don Franco Luigi Troi (n. Belluno 15 gennaio 1940 - † 21 gennaio 2015 Honolulu - Hawaii) Tenente-colonnello, Capo Servizio Assistenza Spirituale del Comando Truppe Alpine, Cappellano Militare a Bolzano e Vipiteno, ordinato Presbitero il 29 giugno 1965 a Pieve di Livinallongo (Bl).
  16. La Preghiera dell'Alpino su noialpini.it. URL consultato il 08-01-2021.
  17. Passo alpino al confine tra la provincia di Treviso e la provincia di Belluno.
  18. Passo non previsto nella preghiera della Santa Sede per le celebrazioni eucaristiche e sostituita con "Rendici forti a difesa della nostra Patria e della nostra Bandiera".
  19. Veneto, il prete censura la preghiera dell'alpino. Vescovi e Lega ancora contro su repubblica.it. URL consultato il 08-01-2021.
  20. La diocesi "censura" la preghiera dell'Alpino per non offendere gli immigrati: polemica in Veneto su huffingtonpost.it. URL consultato il 08-01-2021.
  21. Davide Falcioni, La bufala del vescovo che “censura” la Preghiera dell’Alpino su fanpage.it. 18 agosto 2015. URL consultato il 08-01-2021.
  22. Preghiera degli Alpini negata? La diocesi: chiesto solo di usare nuovo testo. su avvenire.it. 5 novembre 2019. URL consultato il 23-02-2021
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