San Filippo Howard

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San Filippo Howard
Laico · Martire
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al secolo Philip Howard
Santo

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Ritratto giovanile di san Filippo Howard
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Età alla morte 38 anni
Nascita 28 giugno 1557
Morte 19 ottobre 1595
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Fine del
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Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 1929, da Pio XI
Canonizzazione 1970, da Paolo VI
Ricorrenza 19 ottobre
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 19 ottobre, n. 14:
« A Londra in Inghilterra, san Filippo Howard, martire, che, conte di Arundel e padre di famiglia, caduto in disgrazia presso la regina Elisabetta per avere abbracciato la fede cattolica, fu gettato in carcere, dove, mirabilmente dedito alla preghiera e alla penitenza, meritò di ricevere la corona del martirio consunto dagli stenti e dalle torture. »

San Filippo Howard, al secolo Philip Howard (28 giugno 1557; † 19 ottobre 1595) è stato un padre di famiglia e martire inglese, venerato come santo dalla Chiesa assieme ai Santi quaranta martiri di Inghilterra e Galles per non aver ripudiato la fede cattolica.

Vita

Primogenito del quarto duca di Norfolk Thomas Howard e di Mary FitzAlan, nacque a Londra il 28 giugno 1557.

Dopo l’ascesa al trono della regina Elisabetta I la famiglia Howard ripudiò la fede cattolica per aderire al nascente anglicanesimo. In tale contesto fu dunque cresciuto Philip, affidato al tutore Giovanni Knox. La sua famiglia cadde però in disgrazia quando il padre fu accusato di tradimento e giustiziato.

Divenne pupillo di lord Burghley, primo ministro del regno, e nel 1576 conseguì a Cambridge la laurea in Lettere. Fu allora introdotto a corte, ove divenne uno dei prediletti dalla regina, era suo secondo cugino, ottenendo quattro anni dopo il titolo di conte di Arundel.

In quel periodo adolescenziale condusse una vita sociale assai sregolata, ma ciò non si rivelò che un lento cammino verso una svolta radicale nella sua esistenza.

Appena dodicenne fu combinato il suo matrimonio con Anna, figlia di lord Tommaso Dacre, ma egli per lunghi anni la trascurò completamente, in seguito si riconciliò con lei e la moglie divenne addirittura una delle persone decisive nella sua scelta di conversione al cattolicesimo, avvenuta nel 1584, decisivo fu anche, tre anni prima, l'aver assistito ad una conversazione tra Sant’Edmondo Campion ed alcuni teologi protestanti, constatando come il gesuita avesse ragione sui tutti i vari punti oggetto di discussione.

Tra il 1584 ed il 1585 furono approvate in Inghilterra leggi severissime contro i cattolici ed ai coniugi Howard non restò che tentare di lasciare l'Inghilterra, essendo giunto al punto in cui doveva

« ...scegliere tra la sicura uccisione del corpo e l’evidente rischio per l’anima... »

come ebbe a scrivere alla regina.

Fu catturato in mare e riportato in patria in catene. Il fatto di abbandonare la nazione senza il permesso della regina era considerato reato, fu anche accusato di alto tradimento, la pena si limitò però ad una multa di diecimila sterline e ad un ordine di custodia la cui durata era a discrezione della sovrana, ma il 25 aprile 1585 fu rinchiuso nella Torre di Londra, dove rimase fino alla morte.

Fu nuovamente accusato di tradimento nel 1589, per aver pregato per il successo dell’Armata spagnola ed aver intrattenuto una corrispondenza epistolare con il cardinal Allen. Nonostante i giudici avessero asserito che la preghiera in se non costituisse un vero e proprio atto di tradimento, Filippo fu comunque ritenuto colpevole e condannato a morte. La sentenza non fu però eseguita.

Prossimo alla morte per malattia, rivolse una supplica alla regina, chiedendo la grazia di poter vedere per l’ultima volta la moglie e il figlio, nato dopo il suo arresto, e che non aveva mai visto. Elisabetta gli fece rispondere:

« Se egli anche una volta sola assisterà al servizio protestante, non solo potrà vedere moglie e figli, ma sarà reintegrato nei suoi onori e possessi con ogni segno del mio regale favore. »

La risposta fu:

« Dite a Sua Maestà che se la mia religione è la causa per cui soffro, mi dispiace di non aver da perdere che una sola vita. »

Morì in solitudine di dissenteria nella Torre il 19 ottobre 1595. Fu seppellito senza nome nella cappella della Torre stessa.

Ventinove anni dopo, la vedova e il figlio ebbero il permesso da re Giacomo I d'Inghilterra di portare le spoglie nella Cappella di famiglia Fitzalan nel Castello di Arundel. La sua tomba è stata spostata nella cattedrale cattolica di Arundel nel 1971 oggi ancora luogo di pellegrinaggi.

Curiosità

Ancor oggi è visibile l’incisione fatta dal santo sulla parete della sua stanza nella torre Beauchamp, che inizia:

« The more suffering for Christ in this world the more Glory with Christ in the next,...

Firmato Arundel, 22 giugno 1587[1]»

Note
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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