Utente:Quarantena/Giudizio Universale

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Hans Memling, Giudizio universale

Secondo l’accezione ebraica, giudicare, significa, in senso ampio, "governare". Intende dunque la Signoria di Dio che si esercita sugli uomini e sul creato. La tradizione cristiana recepisce questo significato, ma lo carica di un senso più profondo. Il giudicare di Dio è esercitare una Signoria di Amore in Cristo e con Cristo risorto. Due sono le accezioni:

Con il primo termine intende significare che ognuno dovrà rendere conto a Dio delle sue opere alla fine della propria vita. Con il secondo intende che la storia ed il mondo avranno un momento finale nel quale ogni menzogna sarà smascherata e Dio farà piena giustizia alla verità del Suo amore per gli uomini.

In quel giorno i morti, udendo la voce del Figlio dell’uomo Gesù Cristo, risorgeranno e otterranno il Giudizio insieme con i vivi.

I morti avranno una risurrezione di vita eterna se avranno compiuto il bene e di condanna se avranno fatto il male. I vivi riceveranno il giudizio con lo stesso criterio. Tutti riceveremo un corpo incorrotto e l’anima si unirà ad esso. I giusti avranno nuovi Cieli e nuova terra.

Soltanto il Padre ne conosce l'ora e il giorno, egli solo decide circa la Sua venuta.

Il Regno di Dio riceve il suo senso pieno dal suo compimento, dal suo momento finale, che si apre con la scena del Giudizio Universale al cospetto dell'unico giudice, il Cristo.

Nella Bibbia

Numerosi sono i riferimenti biblici al Giudizio Universale.

La risurrezione di tutti i morti, dei giusti e degli ingiusti (At 24,5), precederà il Giudizio.

« Sarà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce [del Figlio dell'uomo] e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. »

« Il Padre non giudica nessuno: ogni giudizio l'ha rimesso al Figlio, affinché tutti lo onorino. »

« In quel giorno, scrive San Paolo, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo, con angeli potenti e fuoco ardente, per punire quelli che non riconoscono Dio e quelli che non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù. »

« Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male. »

« Ognuno sarà giudicato secondo le sue opere buone o cattive: "il Figlio dell'uomo... renderà a ciascuno secondo le sue opere. »

« ...darà a ciascuno secondo le sue opere... »

« Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. »

Il giorno del giudizio è detto anche "il gran giorno". (Ap 6,1)

Quel giorno sarà per Gesù il tempo della glorificazione davanti a tutti gli uomini, e per gli uomini sarà il giorno della verità e della giustizia davanti a Dio. Gesù ha annunciato molte volte questo giorno della sua glorificazione e da ultimo nel momento in cui compariva in veste di accusato davanti al tribunale del Sinedrio, che stava per condannarlo a morte:

« allora il sommo sacerdote gli disse: ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio. Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi vi dico: d’ora innanzi vedrete il figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza di Dio e venire sulle nubi del cielo. »

Alla fine dei tempi, il regno di Dio giungerà alla sua pienezza. Dopo il Giudizio Universale i giusti regneranno per sempre con Cristo, glorificati in corpo e anima, e lo stesso universo sarà rinnovato; questo misterioso rinnovamento, che trasformerà l'umanità e il mondo, dalla Sacra Scrittura è definito con l'espressione:

« i nuovi cieli e una terra nuova. »

« Sarà la realizzazione definitiva del disegno di Dio di «ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra. »

« In questo nuovo universo, la Gerusalemme celeste, Dio avrà la sua dimora in mezzo agli uomini. Egli «tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno perché le cose di prima sono passate. »

L’umanità non sarà più ferita dal peccato, dalle impurità, dall'amor proprio, che distruggono o feriscono la comunità terrena degli uomini. La visione beatifica, nella quale Dio si manifesterà in modo inesauribile agli eletti, sarà sorgente perenne di felicità, di pace e di reciproca comunione.

Per quel che concerne l’universo, la Rivelazione afferma la profonda comunione di destino fra il mondo materiale e l'uomo:

« La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio [...] e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione (...). Sappiamo bene, infatti, che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. »

Ignoriamo il tempo in cui saranno portate a compimento la terra e l'umanità, e non sappiamo il modo in cui sarà trasformato l'universo. Passa certamente l'aspetto di questo mondo, deformato dal peccato. Sappiamo, però, dalla Rivelazione, che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà in sovrabbondanza tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini.

L’umanità non sarà più ferita dal peccato, dalle impurità, dall'amor proprio, che distruggono o feriscono la comunità terrena degli uomini. La visione beatifica, nella quale Dio si manifesterà in modo inesauribile agli eletti, sarà sorgente perenne di felicità, di pace e di reciproca comunione.

La verità del Giudizio Universale non è solo una realtà rivelata, ma sembra venire incontro anche a certe necessità della ragione, perché la ragione ne avverte la convenienza e il significato. Il Giudizio Universale risponde alla natura sociale dell'uomo perché la vita del singolo si intreccia inevitabilmente con quella degli altri così anche le opere sia che siano buone o cattive si ripercuotono seppur in modo diverso anche nell’ambiente che circonda l’uomo. Anche se il giudizio individuale ha già definito la sorte del singolo, tuttavia occorre che questo giudizio e questa sorte sia sancita e motivata dinanzi a tutti.

Nel Magistero

Il catechismo della chiesa cattolica dedica al Giudizio Universale una sezione. È infatti aspetto fondante del cattolicesimo la corretta interpretazione del termine. Movimenti eterodossi di derivazione cristiana, ma non cristiani, ad esempio i Testimoni di Geova, ne danno infatti una diversa comprensione.

Iconografia

Il Giudizio universale è un soggetto tradizionale nell'iconografia dell'arte sacra cristiana, e tra le opere che lo raffigurano vi sono alcuni veri e propri capolavori:

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