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Beata Gaetana Sterni

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Beata Gaetana Sterni, S.D.V.
Religiosa
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al secolo
battezzata
Beata
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 62 anni
Nascita Cassola
26 giugno 1827
Morte Bassano del Grappa
26 novembre 1889
Sepoltura
Conversione
Appartenenza
Formazione
Insegnamento
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Professione religiosa [[]]
Ordinato diacono
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Extra Anni di pontificato


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Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerata da
Venerabile il 22 gennaio 2001
Beatificazione 4 novembre 2001, da Giovanni Paolo II
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 26 novembre
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
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Patrona di
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Altri titoli
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Consorte

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Anche la beata Gaetana Sterni, avendo capito che la volontà di Dio è sempre amore, si dedicò con infaticabile carità agli esclusi e ai sofferenti. Trattò questi suoi fratelli sempre con la dolcezza e l'amore di chi, nei poveri, serve il Signore stesso. Al medesimo ideale esortava le sue Figlie spirituali, le Suore della Divina Volontà, invitandole, come scriveva nelle Regole, ad "essere disposte e contente di sostenere privazioni, fatiche e qualunque sacrificio pur di giovare al prossimo bisognoso in tutto ciò che il Signore potesse volere da loro". La testimonianza di carità evangelica offerta dalla Beata Sterni richiama ciascun credente alla ricerca della volontà di Dio, nell'abbandono fiducioso in Lui e nel generoso servizio ai fratelli. (Omelia di papa Giovanni Paolo II)[1]
Nel Martirologio Romano, 26 novembre, n. 13:
« A Bassano vicino a Vicenza, beata Gaetana Sterni, religiosa, che, rimasta vedova ancora giovane, si diede interamente al servizio dei poveri e istituì la Congregazione delle Suore della Divina Volontà per l'assistenza ai poveri e ai malati. »
(Santo di venerazione particolare o locale)

La Beata Gaetana Sterni (Cassola, 26 giugno 1827; † Bassano del Grappa, 26 novembre 1889) è stata una religiosa italiana, fondò la congregazione delle Suore della divina volontà, beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 2001.

Cenni biografici

Nacque il 26 giugno 1827 a Cassola, un piccolo paese della diocesi di Vicenza dal veneziano Giovan Battista Sterni e dalla bassanese Giovanna nata Chiuppani, undicesima di quattordici figli. Venne battezzata nel giorno stesso della nascita nella chiesa di San Giovanni Evangelista. All'età di otto anni ricevette il sacramento della cresima e si trasferì a Bassano del Grappa assieme alla famiglia, dopo l'improvvisa scomparsa della sorella Margherita.

Nel 1836 il padre si ammalò gravemente di demenza senile. Un anno dopo Gaetana ricevette la prima comunione. Durante l'adolescenza venne guidata spiritualmente dal confessore padre Antonio Maritani.

Il fratello Francesco prese la decisione di lasciare la famiglia per dedicarsi al teatro. Il padre morì nel maggio del 1838. Nel 1843 Gaetana sposò Liberale Conte, di sedici anni più vecchio di lei e vedovo con tre figli, che morì dopo appena otto mesi di matrimonio. A seguito di quest'evento, la donna si ammalò gravemente e ricevette il viatico, ma poi si riprese. Il 15 dicembre nacque postumo un bimbo battezzato Liberale Francesco, morto dopo pochi giorni.

Nel marzo del 1844 si trasferì in un altro appartamento assieme alle figlie del marito, dipendendo economicamente dal cognato: questi la cacciò nel 1846, allontanandola dalle figliastre e accusandola di aver tramato per ottenere di far modificare a proprio favore un testamento. Tornata a casa dalla madre, il 1º febbraio 1847 accompagnò in convento sua sorella Rosa, che aveva deciso di entrare nelle Canossiane.[2]

Nell'aprile dello stesso anno, dopo aver fatto la comunione, riferì di essere stata come invitata da Gesù a dedicargli la vita, per adempiere in tutto la volontà di Dio ad ogni costo. Il suo confessore le propose di entrare a far parte delle canossiane. Nel 1848, mentre pregava assieme alle novizie del suo convento, riferì di aver sentito una voce che le aveva predetto la malattia e l'imminente morte della madre e decise di ritornare a vivere in famiglia per starle accanto.

Dopo la morte della madre, il 17 febbraio, si dedicò alla scrittura delle sue vicende spirituali e nel 1849 stese il suo metodo di vita, che prevedeva il ritiro, il raccoglimento, la mortificazione e l'assidua pratica della confessione.[3] Il 4 ottobre del 1852 ebbe la sua prima esperienza mistica, da lei descritta con le parole

« Gaetana di Gesù e Gesù di Gaetana »

.

Il 27 giugno 1853 venne accettata alla Pia casa come assistente della direttrice, Giacinta Manera, e nel 1858 la sostituì nella carica. Cominciò a pensare di formare un'unione di donne che si dedicassero all'assistenza dei malati a domicilio.[4] Attorno al 1860 iniziò a scrivere le regole personali e su suggerimento di don Simonetti riprese a scrivere le proprie memorie spirituali. Ebbe una seconda esperienza mistica il 26 maggio, seguita da una terza il 24 luglio.

Il progetto di fondare le Suore della Divina Volontà venne approvato ufficialmente dall'allora vescovo di Vicenza monsignor Giovanni Antonio Farina (ch) nel 1875.

Morì il 26 novembre 1889 ed il suo cuore viene estratto e immerso in una teca piena di alcool puro. I funerali si svolsero in semplicità, come disposto dalle regole della congregazione.[5], la salma è conservata denna chiesa della casa madre.

Culto

Il miracolo riconosciuto per la beatificazione di Gaetana Sterni fu la guarigione straordinaria di una donna, avvenuta a Roma il 25 ottobre 1963. Questo evento ha aperto la strada alla sua proclamazione a Beata[6].

Il 22 gennaio 1991 papa Giovanni Paolo II ha proclamato l'eroicità delle sue virtù e il 4 novembre 2001 l'ha beatificata in piazza San Pietro a Roma.[7]

La sua memoria liturgica ricorre il 26 novembre.

Note
  1. Omelia di papa Giovanni Paolo II su vatican.va. URL consultato il 11.08.2019
  2. Angelo Montonati, E la donna disse: "Dio vuole così", San Paolo, Cuneo, 1999, pp.187-188
  3. Angelo Montonati, E la donna disse: "Dio vuole così", San Paolo, 1999, p.189
  4. Angelo Montonati, E la donna disse:"Dio vuole così", San Paolo, 1999, pp.190-191
  5. Angelo Montonati, E la donna disse: "Dio vuole così", San Paolo, Cuneo, 1999, pp.192-194
  6. La beatificazione su suoredivinavolonta.org. URL consultato il 11.08.2019
  7. Cappella papale per la beatificazione di 8 servi di Dio - Omelia del Santo Padre su Sito Ufficiale del Vaticano. 4 novembre 2001. URL consultato il 11 novembre 2019
Collegamenti esterni

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