Chiesa cattolica in Pakistan

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Cattedrale S Patrick Karachi.jpg
Anno 2007
Cristiani
Ichthus.svg
4 milioni (2,4%)
Cattolici oltre 1 milione (0,6%)
Ebrei
Protestanti
Anglicani
Luterani
Pentecostali/carismatici
Ortodossi
Mussulmani sunniti 75%
Mussulmani sciiti 20%
Altri
Animisti
Buddisti
Induisti 2,6%
Lamaisti
Scintoisti
Taoisti
Sikh
Atei & agnostici
Popolazione 187,343 milioni
(stime del luglio 2011[1])
Parrocchie
Presbiteri
Seminaristi
Diaconi Permanenti
Religiosi
Religiose
Primate
Presidente della Conferenza Episcopale
Nunzio apostolico Edgar Peña Parra
Rappresentante apostolico non residente
Codice PK
Note Persecuzioni anticristiane legalizzate
LocationPakistan.png
classifica


La Chiesa Cattolica in Pakistan è parte della Chiesa Cattolica universale, sotto la guida spirituale del Papa e della Santa Sede.

Situazione

Statistiche

I Cattolici in Pakistan sono più di un milione, pari quasi all'1% della popolazione totale.
Nel 2004 contava 204 sacerdoti. È organizzata in 2 arcidiocesi, 4 diocesi e un vicariato apostolico, tutte circoscrizioni di rito latino.

La maggior parte dei cristiani pachistani sono di etnia punjabi, sono quindi numerosi nella provincia del Punjab, in particolare nella città di Lahore, dove rappresentano il 10% della popolazione. Nel quartiere Kot Lakhpat, a Lahore, vive la più vasta comunità di cristiani del Pakistan[2]. L'arcidiocesi di Lahore disponde anche di un giornale in lingua urdu: Catholic Naqeeb.

I cattolici pakistani sono molto devoti alla Madonna. In Pakistan c'è una città dedicata alla Madonna, Mariamabad, dove il 3 settembre di ogni anno circa 500 000 fedeli partecipano a un pellegrinaggio mariano (in lingua urdu si chiama Ziarat-e-Muqaddasa Mariam) che si tiene dal 1950. Tra i pellegrini ci sono molti musulmani[3].

L'arcivescovo di Karachi, Joseph Marie Anthony Cordeiro, è diventato il primo (e finora unico) cardinale pachistano, elevato a tale onore da papa Paolo VI il 5 marzo 1973.

Contributo alla cultura nazionale

Fin dall'indipendenza del Pakistan, nel 1947, i cristiani hanno svolto un ruolo attivo nel Paese, occupando posizioni di prestigio nell'esercito al fianco di Mohammad Ali Jinnah ed ottenendo numerose medaglie durante i conflitti del 1965 e del 1971.
Sono di religione cristiana molti avvocati e giudici illustri, molti artisti e attori famosi.

Il ruolo dei cristiani in materia di sanità è acclarato. Il contributo dei medici cristiani nel debellare malattie come tubercolosi e lebbra è riconosciuto[4].
I cristiani pachistani sono attivi anche nel campo dell'educazione, con importanti scuole come il Liceo «San Patrizio» di Karachi. Anche se, dal 1970, la rete scolastica cristiana è stata messa in difficoltà dalla decisione dello stato di nazionalizzare l'istruzione. Negli anni settanta, il presidente Zulfiqar Ali Bhutto (1971-1977) ha introdotto l'educazione islamica obbligatoria nelle scuole.

Politiche statali in materia religiosa

La legge pachistana prevede che nelle assemblee nazionali e provinciali una quota di seggi sia riservata alle minoranze religiose. Inoltre è loro riservato il 5% degli impieghi nella pubblica amministrazione. Esiste un partito che rappresenta tutti i cristiani del Pakistan, il «Congresso dei cristiani pachistani».

Nel 2008 è stato istituito il Ministero per le Minoranze religiose. Dalla sua fondazione la carica è sempre stata ricoperta da un cristiano. Il 30 luglio 2011 è diventato «Ministero per l'Armonia nazionale», affidato al politico cattolico Akram Gill, esponente del partito centrista Pakistan Muslim League (PML-Q)[5]

Persecuzioni anticristiane

In Pakistan la persecuzione dei cristiani negli anni recenti è stata più volte evidenziata dai media internazionali, in particolare in seguito all'introduzione di una legge contro la blasfemia nel 1986 (articolo 295 del codice penale pakistano), che punisce "quanti, con parole o scritti, gesti o rappresentazioni visibili, con insinuazioni dirette o indirette, insultano il sacro nome del Profeta"[6] Le pene relative prevedono carcere duro, fino all'ergastolo e alla pena di morte. Le accuse sono vagliate dai tribunali e gli indiziati sono rinviati a giudizio e processati. In realtà, chiunque può essere arrestato e sottoposto a processo anche sulla base di un semplice sospetto.[7] Secondo Vincenzo Faccioli Pintozzi, «Oggi queste disposizioni (che sono conosciute con il nome di "legge sulla blasfemia") sono le uniche al mondo attraverso cui persone che subiscono accuse infondate restano vittime di omicidi, vengono arse vive e subiscono la distruzione delle loro proprietà».[8] Aggiunge che dal 1986 all'ottobre del 2009 almeno 966 persone sono finite sotto accusa senza prove per la legge sulla blasfemia: 50% musulmani, 35% ahmadi, 13% cristiani, 1% indù e 1% di religione non identificata. Dopo essere state formalmente accusate, almeno 33 persone sono state vittime di omicidi extra-giudiziali: 15 musulmani, 5 cristiani, 2 ahmadi e 1 indù.[9] Fin dal 1985 la Conferenza episcopale pachistana riflette sulle conseguenze negative della «legge sulla blasfemia» ed ha incaricato la Commissione Giustizia e Pace di presentare al governo una proposta di abolizione del provvedimento.

  • Ayub Masih è un cattolico arrestato il 16 ottobre 1996 per aver invitato un vicino a leggere il romanzo Versetti satanici di Salman Rushdie, giudicato colpevole di morte il 27 aprile 1998, ma la pena è stata sospesa fino al suo rilascio il 15 agosto 2002.
  • Il vescovo cattolico John Joseph, in disperato segno di protesta contro le persecuzioni anticattoliche e in particolare riferimento alla recente condanna di Masih, si è sparato il 6 maggio 1998 nel tribunale della città di Sahiwal.
  • Il cattolico Qamar David è stato arrestato nel 2006 con l'accusa di aver insultato il profeta Maometto. Condannato all'ergastolo nel febbraio 2010, è morto in carcere il 15 marzo 2011 con la diagnosi di infarti, ma secondo il suo avvocato la morte non avrebbe cause naturali.
  • Il 30 giugno 2009 a Kasur, nel Punjab, 600 fedeli musulmani hanno preso d'assalto la zona del villaggio abitata da cristiani ed hanno distrutto un centinaio di case e divelto la rete elettrica[10][11].
  • La notte del 30 luglio 2009 è stato compiuto un pogrom contro gli abitanti del quartiere cristiano di Gojra: 9 persone sono morte, un centinaio di case sono state saccheggiate, decine quelle incendiate. Contemporaneamente un'altra pulizia etnica è stata eseguita nel villaggio di Korian: cinquanta case sono state distrutte, mettendo in fuga tutte le famiglie cristiane che vi abitavano[12][13].
  • Il 19 luglio 2010 sono stati assassinati fuori da un tribunale il pastore protestante Rashid Emmanuel e suo fratello Sajid, che erano stati accusati di blasfemia.
  • Asia Bibi è una cattolica pakistana arrestata nel giugno 2009 per blasfemia per presunti insulti contro il profeta Maometto, stuprata prima di essere consegnata alla polizia, condannata a morte per impiccagione il 9 novembre 2010 e da allora detenuta in carcere.
  • Salman Taseer, governatore musulmano del Punjab, è stato ucciso il 4 gennaio 2011 per i suoi sforzi verso l'abolizione della legge sulla blasfemia, in particolare relativamente al caso concreto di Asia.
  • Il 2 marzo 2011 è stato assassinato il cattolico Shahbaz Bhatti, ministro delle minoranze[14].
  • Particolarmente tragica è stata la vicenda di una famiglia cattolica pakistana. Arshed Masih e sua moglie Martha lavoravano per l'uomo d'affari Mohammad Sultan, a Rawalpindi. La coppia aveva più volte rifiutato l'invito a convertirsi all'Islam, nonostante fossero minacciate conseguenze per loro e per i loro figli. Nel marzo 2010 il datore di lavoro ha accusato l'uomo per un furto, senza prove concrete, con la promessa di lasciare cadere le accuse se si fossero convertiti all'Islam. Il 19 marzo Arshed è stato bruciato vivo da estremisti islamici di fronte alla stazione di polizia. La moglie, presentatasi per denunciare l'accaduto, è stata violentata dai poliziotti di fronte ai tre figli, di età compresa tra i 7 e i 12 anni. L'uomo è morto per le ustioni il 22 marzo.[15][16].
  • Numerose proteste ha suscitato, nel 2011, la decisione di vietare l'invio di sms contenenti l'espressione "Gesù Cristo"[17].
  • Domenica 22 settembre 2013 un attentato suicida contro una chiesa cristiana a Peshawar ha causato 85 morti (Guardian).

Un'altra limitazione alla libertà religiosa riguarda le scuole. Il governo ha deciso di proteggere soltanto gli istituti statali. Le scuole private, comprese quelle cristiane, devono pagarsi da sé la sicurezza contro gli attentati [7].

Organizzazione territoriale

Nunziatura apostolica

La delegazione apostolica di Karachi è istituita il 17 luglio 1950 con il breve Arcano Dei di papa Pio XII.

Il 9 ottobre 1951 venne eretta l'internunziatura apostolica del Pakistan con breve del medesimo papa Pio XI.

La nunziatura apostolica del Pakistan è stata istituita il 27 dicembre 1965 con il breve Quae omnia di papa Paolo VI.

Delegati e internunzi apostolici

Nunzi apostolici

Note
  1. CIA WORLD FACTBOOK: Pakistan - People & Society
  2. Guillaume Pitron, «Pakistan, i ghetti dei cristiani», Avvenire, 31 gennaio 2010.
  3. Maria di Nazareth è citata nel Corano.
  4. Guillaume Pitron, Avvenire, 31 gennaio 2010.
  5. (IT) AsiaNews. «Islamabad, si rifarà il ministero per le Minoranze religiose». AsiaNews, 30-luglio-2011. URL consultato in data 7/8/2011.
  6. Avvenire, 24 dicembre 2009.
  7. 7,0 7,1 Stefano Vecchia, Avvenire, 2 agosto 2009.
  8. Vincenzo Faccioli Pintozzi, Liberal, 11 novembre 2009.
  9. Vincenzo Faccioli Pintozzi, Liberal, 11 novembre 2009; Avvenire, 17 dicembre 2009.
  10. Osvaldo Baldacci, Liberal, 26 settembre 2009.
  11. Pakistan Christian Post, Muslims mob attacks Christian villagers.
  12. Stefano Vecchia, «Pakistan, pogrom contro i cristiani: 9 morti», Avvenire, 2 agosto 2009.
  13. L'avvocato musulmano che salva dal boia i cristiani in Pakistan, Corriere della Sera, 1º dicembre 2009
  14. Avvenire, 2 marzo 2011
  15. "Pakistani Christians Burned and Raped for not Converting to Islam", online.
  16. Pakistan, cristiano arso vivo: non voleva convertirsi all'Islam, Corriere della Sera, 24 marzo 2010
  17. Corriere della Sera, Pakistan, Vietato scrivere «Gesù Cristo» in un sms, 21 novembre 2011
Collegamenti esterni
Bibliografia

Suggerimenti



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