Abbazia di Santa Maria di Sitria

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Abbazia di Santa Maria di Sitria

Esterno dell'abbaziale.
Stato Italia
Regione Umbria
Regione ecclesiastica
Regione ecclesiastica Umbria
Comune Scheggia e Pascelupo
Diocesi Diocesi di Gubbio
Religione Cattolica
Oggetto tipo Abbazia
Dedicazione Maria Vergine
Sigla Ordine qualificante O.S.B. Cam.
Sigla Ordine reggente O.S.B. Cam.
Inizio della costruzione 1020 ca.
Data di consacrazione XI secolo
Coordinate geografiche
43°28′22″N 12°43′40″E / 43.472778, 12.727778 Marche
Mappa di localizzazione New: Marche
Monastero di Fonte Avellana
Monastero di Fonte Avellana
Abbazia di Santa Maria di Sitria
Abbazia di Santa Maria di Sitria
Urbino
Urbino

L'Abbazia di Santa Maria di Sitria si trova nel parco naturale del monte Cucco nell'eugubino, presso Isola Fossara, frazione del comune di Scheggia e Pascelupo in provincia di Perugia, quasi sulla linea di confine con la regione Marche.

Storia

Fu fondata da san Romualdo che vi visse per sette anni. L'eremo fu costruito nel 1014 mentre tra il 1018 e il 1021 il santo vi fondò il monastero. Nel 1055 San Pier Damiani inviò a riformare i monaci di Sitria, e dopo il 1061 (…) visitò anco i monaci camaldolesi che habitavano nelli momasteri di S. Maria di Sitria [1].

In questo Monastero risiedettero uomini illustri per santità: l'eremita Leone, che visse 140 anni, il monaco Mainardo, che sarebbe stato il fondatore del Monastero del Sassovivo presso Foligno, il beato Tommaso da Costacciaro, Sigismondo vescovo di Senigallia, etc.

Nella vita del Sant'Albertino da Montone[2], il Monastero viene ancora menzionato per l'anno 1274; poi, nel 1411 Pietro, originario di Serra S. Abbondio restaurò le strutture che minacciavano rovina [3]; l'ultimo abate fu Pandolfo degli Atti, morto nel 1457; nel 1453 fu ivi inviato un (…) sacerdote secolare per cappellano e cura di questo luogo, essendo senza monaci dal 1453 in qua [4].

Infine, nel 1483 fu incorporato alla badia di Sitria il monastero di S. Gaudenzio in diocesi di Senigallia. Gli abati commendatari ne curarono il restauro nel corso del XVI secolo, e fu occupato fino al 1810, quando papa Gregorio XVI li assegnò al vicino Monastero di Fonte Avellana.

Nel 1861, i beni dell'Abbazia furono soppressi dal Governo Italiano (legge Pepoli), che li affidò a privati; la chiesa diventò casa colonica e il bel fonte battesimale fu trasferito nella limitrofa chiesa di Isola Fossara. Successivamente il complesso monastico ritornò ai monaci di Fonte Avellana, i quali, nel 1972, provvidero ad un doveroso restauro[5].

Aspetto

La chiesa di Sitria è un edificio religioso composto da un'unica navata separata, alla maniera benedettina, dal presbiterio tramite una scala in pietra di 8 gradini. È di linee romanico-gotiche, presenta una copertura con volta ogivale in pietra e un altare abbellito da archetti trilobati, sorretti da 13 colonnine, delle quali la maggior parte furono rubate negli anni sessanta del 900 e successivamente ricostruite. Nel catino dell'abside si trova un affresco risalente al XVII secolo, raffigurante la Crocifissione, di autore ignoto.

La cripta sottostante, alla quale si accede per un ingresso al centro della scalinata, è molto elegante e presenta una volta sorretta da una colonna di granito con capitello, quasi sicuramente proveniente da una costruzione preesistente di epoca romana.

Il cenobio annesso che, sebbene fatiscente, esisteva ancora un secolo fa, è ora quasi completamente distrutto, se si eccettuano un salone con volta in pietra (forse l'antica sala capitolare) e un altro di medesima fattura al piano superiore. La chiesa, restaurata in maniera esemplare, è visitabile chiedendolo ai proprietari, i monaci benedettini camaldolesi di Fonte Avellana, non molto lontani e da cui dipende. Nel sotterraneo della chiesa, di fianco alla cripta, è indicata la cosiddetta prigione di san Romualdo, l'angusta cella in cui il Santo fu rinchiuso per sei mesi dai suoi stessi monaci.

Note
  1. (L. Iacobilli, Vite, 3, 361)
  2. Martirologio Romano festa 13 aprile: Nel monastero di Fonte Avellana nelle Marche, beato Albertino, eremita e priore di una comunità di eremiti, che preferì la solitudine agli onori e cercò di riconciliare città tra loro nemiche.
  3. (L. Iacobilli, Vite, 3, 354)
  4. (L. Iacobilli, Vite, 3, 365)
  5. Abbazia di S. Maria di Sitria – Scheggia -Pascelupo (PG) su iluoghidelsilenzio.it. URL consultato il 01-03-2023

1- Petrus Damianus Opusc. II cap. 49, in Patrologia Latina 144 col. 994 S. Romualdo lasciato l'eremo di Aquabella 'cum Apenninum desereret, montem Sytriae habitaturus ascendit..cap. 52 col. 996..In Sytria denique vir venerabilis per septem fere annus inclusus mansit, et silentium continuum inviolabiliter tenuit..'. A Sitria il Santo subì molte accuse e violenze, fattegli in particolare da Romano, poi vescovo simoniaco di Nocera Umbra per due anni (1012-13), sotto il cui governo l'episcopio nocerino andò a fuoco.


Bibliografia
  • Guida rossa, vol. Umbria, Touring Club editore, Milano, 2002, p. 260
Collegamenti esterni