Diocesi di Gubbio

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Diocesi di Gubbio
Dioecesis Eugubina
Chiesa latina

Duomo di Gubbio.jpg
vescovo Luciano Paolucci Bedini
Sede Gubbio

sede vacante
Gubbio

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Suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Regione ecclesiastica Umbria
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
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coadiutore
vicario Fausto Panfili
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Mario Ceccobelli
Parrocchie 39 (4 vicariati )
Sacerdoti

53 di cui 32 secolari e 21 regolari
905 battezzati per sacerdote

22 religiosi 84 religiose 12 diaconi
50.400 abitanti in 900 km²
48.000 battezzati (95,2% del totale)
Eretta IV secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Largo Vescovado 1, 06024 Gubbio (Perugia), Italia
tel. 075/9273980 fax. 075/9276316 @

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

La diocesi di Gubbio (in latino: Dioecesis Eugubina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2010 contava 48.000 battezzati su 50.400 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini.

Territorio

La diocesi comprende il territorio di alcuni comuni delle province di Perugia e Pesaro-Urbino: Cantiano, Costacciaro, Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Umbertide, Valfabbrica.

Confina con le diocesi di Città di Castello (a nord), Perugia e Assisi (a sud), Arezzo (a est) e Fano (a ovest).

Sede vescovile è la città di Gubbio, dove si trova la Cattedrale di San Mariano e San Giacomo e sul Monte Ingino, il colle che sovrasta Gubbio, si trova la Basilica di Sant'Ubaldo.

Il territorio è suddiviso in 4 foranie e conta 39 parrocchie.

Storia

Attraverso gli scritti di san Girolamo, abbiamo la certezza dell'esistenza di una diocesi eugubina almeno fin dal IV secolo, rendendola così - per fondazione - una delle più antiche del centro Italia.

Attorno alla metà del V secolo è da collocare il martirio del soldato Verecondo, sulla cui tomba sorse in seguito un'abbazia benedettina. Verso la fine del V secolo, i resti di sette martiri africani (Secondo, Secondino, Agapito, Mariano, Giacomo, Emiliano, Antonio, Tertulla) vennero traslati a Gubbio: di due di quei martiri (Giacomo e Mariano) sant'Agostino aveva redatto personalmente la passio. Attorno al culto per questi santi si consolidò l'identità ecclesiale della città umbra e molti vescovi eugubini del tempo vengono citati come Episcopus S.cti Mariani.

In epoca tardo-antica ed alto medievale la diocesi fece parte dell'area di influenza ravennate essendo posizionata lungo il Corridoio Bizantino.

L'invasione degli Ungari e degli Avari del 917 arrecò danni irreparabili a città e territorio e cancellò quel che rimaneva dell'antico splendore. La rinascita ecclesiale e territoriale si deve principalmente all'insediarsi di numerosi monasteri tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo (San Donato di Pulpiano, fondato da monaci irlandesi, la camaldolese Santa Maria di Sitria e Fonte Avellana, notevole centro culturale grazie a Pier Damiani).

Al vescovo Ubaldo Baldassini (1129-1160) si devono la ricostruzione urbana e della cattedrale (distrutta da un incendio nel 1126), la riforma e rinascita spirituale del clero, dei canonici cattedrali (ai quali venne fatta adottare la regola Portuense) e del popolo, la riorganizzazione delle parrocchie rurali e la difesa delle libertà civili. Sant'Ubaldo è patrono della città.

Dalla prima metà del quattrocento, per quasi un secolo, Gubbio assurse al rango di prima città del ducato dei Montefeltro e dei Della Rovere e la sua diocesi venne nobilitata da tutta una serie di vescovi cardinali di prima levatura nella storia della Chiesa (Girolamo e Francesco Della Rovere, Antonio Ferrero, Federico Fregoso, Pietro Bembo, Giacomo Savelli, Marcello Cervini, poi papa Marcello II).

Gli episcopati di Cervini (1544-1555) e del suo successore Savelli (1555-1560) segnarono un periodo di rinascita per la vita ecclesiale: vennero riformati il capitolo cattedrale e la curia vescovile, creati l'archivio e il seminario, riorganizzata la rete parrocchiale, applicate le nuove discipline liturgiche, riformata la disciplina del clero, ebbero inizio le visite pastorali.

Con l'estinzione della dinastia dei della Rovere e il ritorno di Gubbio alle dirette dipendenze di Roma, iniziò il declino della città che divenne un piccolo centro di provincia: la diocesi passò dall'immediata soggezione alla Santa Sede a essere suffraganea dell'arcidiocesi metropolita di Urbino (4 giugno 1563); con l'erezione della diocesi di Cagli e Pergola perse anche una larga parte del suo territorio storico sul versante marchigiano, compresa l'Abbazia di Fonte Avellana.

Nei secoli successivi si segnalarono i vescovi Alessandro Sperelli (1644-1671), che fece restaurare la cattedrale (da lui riconsacrata il 22 settembre 1652) ed erigere la cappella della Madonna, lasciò del primo ricco nucleo della biblioteca Sperelliana e celebrò un importante Sinodo, e Giuseppe Pecci (1841-1855), insignito anche della porpora cardinalizia, che ebbe parte notevole nella stesura del documento con il quale papa Pio IX proclamava il dogma dell'Immacolata Concezione e nell'elaborazione del Sillabo.

Il 15 agosto 1972 la diocesi, fino ad allora immediatamente soggette alla Santa Sede, è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Perugia (oggi arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve).

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 50.400 persone contava 48.000 battezzati, corrispondenti al 95,2% del totale.

Fonti
Voci correlate
Collegamenti esterni

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