Diocesi di Gubbio

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Diocesi di Gubbio
Dioecesis Eugubina
Chiesa latina

Duomo di Gubbio.jpg
vescovo Luciano Paolucci Bedini
Sede Gubbio

sede vacante
Gubbio

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Suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Regione ecclesiastica Umbria
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
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coadiutore
vicario Fausto Panfili
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Mario Ceccobelli
Parrocchie 39 (4 vicariati )
Sacerdoti

49 di cui 30 secolari e 19 regolari
1.077 battezzati per sacerdote

20 religiosi 80 religiose 9 diaconi
53.000 abitanti in 900 km²
52.800 battezzati (99,6% del totale)
Eretta IV secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Indirizzo
Largo Vescovado 1, 06024 Gubbio (Perugia), Italia
tel. 075/9273980 fax. 075/9276316 @
Collegamenti esterni

Sito ufficiale
Scheda su gcatholic.org riferiti al 2016

Dati dall'annuario pontificio 2017 riferiti al 2016 Scheda
Dati dal sito web della CEI
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

La diocesi di Gubbio (in latino: Dioecesis Eugubina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2016 contava 52.800 battezzati su 53.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini.

Territorio

La diocesi comprende il territorio di alcuni comuni delle province di Perugia e Pesaro-Urbino: Cantiano, Costacciaro, Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Umbertide, Valfabbrica.

Confina con le diocesi di Città di Castello (a nord), Perugia e Assisi (a sud), Arezzo (a est) e Fano (a ovest).

Sede vescovile è la città di Gubbio, dove si trova la Cattedrale di San Mariano e San Giacomo e sul Monte Ingino, il colle che sovrasta Gubbio, si trova la Basilica di Sant'Ubaldo.

Il territorio è suddiviso in 4 foranie e conta 39 parrocchie.

Storia

Attraverso gli scritti di san Girolamo, abbiamo la certezza dell'esistenza di una diocesi eugubina almeno fin dal IV secolo, rendendola così - per fondazione - una delle più antiche del centro Italia.

Attorno alla metà del V secolo è da collocare il martirio del soldato Verecondo, sulla cui tomba sorse in seguito un'abbazia benedettina. Verso la fine del V secolo, i resti di sette martiri africani (Secondo, Secondino, Agapito, Mariano, Giacomo, Emiliano, Antonio, Tertulla) vennero traslati a Gubbio: di due di quei martiri (Giacomo e Mariano) sant'Agostino aveva redatto personalmente la passio. Attorno al culto per questi santi si consolidò l'identità ecclesiale della città umbra e molti vescovi eugubini del tempo vengono citati come Episcopus S.cti Mariani.

In epoca tardo-antica ed alto medievale la diocesi fece parte dell'area di influenza ravennate essendo posizionata lungo il Corridoio Bizantino.

L'invasione degli Ungari e degli Avari del 917 arrecò danni irreparabili a città e territorio e cancellò quel che rimaneva dell'antico splendore. La rinascita ecclesiale e territoriale si deve principalmente all'insediarsi di numerosi monasteri tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo (San Donato di Pulpiano, fondato da monaci irlandesi, la camaldolese Santa Maria di Sitria e Fonte Avellana, notevole centro culturale grazie a Pier Damiani).

Al vescovo Ubaldo Baldassini (1129-1160) si devono la ricostruzione urbana e della cattedrale (distrutta da un incendio nel 1126), la riforma e rinascita spirituale del clero, dei canonici cattedrali (ai quali venne fatta adottare la regola Portuense) e del popolo, la riorganizzazione delle parrocchie rurali e la difesa delle libertà civili. Sant'Ubaldo è patrono della città.

Dalla prima metà del quattrocento, per quasi un secolo, Gubbio assurse al rango di prima città del ducato dei Montefeltro e dei Della Rovere e la sua diocesi venne nobilitata da tutta una serie di vescovi cardinali di prima levatura nella storia della Chiesa (Girolamo e Francesco Della Rovere, Antonio Ferrero, Federico Fregoso, Pietro Bembo, Giacomo Savelli, Marcello Cervini, poi papa Marcello II).

Gli episcopati di Cervini (1544-1555) e del suo successore Savelli (1555-1560) segnarono un periodo di rinascita per la vita ecclesiale: vennero riformati il capitolo cattedrale e la curia vescovile, creati l'archivio e il seminario, riorganizzata la rete parrocchiale, applicate le nuove discipline liturgiche, riformata la disciplina del clero, ebbero inizio le visite pastorali.

Con l'estinzione della dinastia dei della Rovere e il ritorno di Gubbio alle dirette dipendenze di Roma, iniziò il declino della città che divenne un piccolo centro di provincia: la diocesi passò dall'immediata soggezione alla Santa Sede a essere suffraganea dell'arcidiocesi metropolita di Urbino (4 giugno 1563); con l'erezione della diocesi di Cagli e Pergola perse anche una larga parte del suo territorio storico sul versante marchigiano, compresa l'Abbazia di Fonte Avellana.

Nei secoli successivi si segnalarono i vescovi Alessandro Sperelli (1644-1671), che fece restaurare la cattedrale (da lui riconsacrata il 22 settembre 1652) ed erigere la cappella della Madonna, lasciò del primo ricco nucleo della biblioteca Sperelliana e celebrò un importante Sinodo, e Giuseppe Pecci (1841-1855), insignito anche della porpora cardinalizia, che ebbe parte notevole nella stesura del documento con il quale papa Pio IX proclamava il dogma dell'Immacolata Concezione e nell'elaborazione del Sillabo.

Il 15 agosto 1972 la diocesi, fino ad allora immediatamente soggette alla Santa Sede, è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Perugia (oggi arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve).

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 50.400 persone contava 48.000 battezzati, corrispondenti al 95,2% del totale.

Fonti


Voci correlate
Collegamenti esterni

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