Canto dopo il Vangelo

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Lorenzo Monaco, Graduale miniato con Coro di monaci (1410 ca.), tempera su pergamena; Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana

Il Canto dopo il Vangelo (o in Rito ambrosiano antico Antifona dopo il Vangelo, in latino Antiphona Post Evangelium) è un'antifona recitata o cantata in Rito ambrosiano dopo la pausa di silenzio che segue l'Omelia, quando il sacerdote si alza dalla sede e i ministri pongono sull'altare il corporale, il purificatoio e il calice. È correlato al testo del proprio e forma un tutt'uno con Vangelo e Omelia e fa da "unione" con la Liturgia Eucaristica. Nel Rito ambrosiano antico, successivamente all'Antiphona Post Evangelium il sacerdote recita l'Oratio Super Sindonem, mentre in Rito ambrosiano moderno inizia la Preghiera universale.

Queste antifone sono tratte dalle melodie del Cantemus Domino, il libro dei canti e delle preghiere dell'Arcidiocesi di Milano. In esso vi sono raccolte le melodie scelte, eseguite e vissute, ogni Domenica, da assemblea, cantore-guida e organista nella diocesi ambrosiana.

(LA) (IT)
Canto dopo il Vangelo del giorno di Pasqua In Rito ambrosiano antico (Antiphona post Evangelium) (Antifona dopo il Vangelo)
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«

Dicano i riscattati dal Signore, alleluia:
«Ci ha liberato dalle mani del nemico
e radunato da tutta la terra», alleluia.  »

«

Dicant, qui redempti sunt a Domino,
halleluja: *[1] quos redemit de manu
inimici, [2] de regionibus congregavit eos,
halleluja.  »

«

Dicano, i redenti dal Signore, alleluia:
quelli che egli ha riscattato dalle mani
del nemico, e ha radunato da terre
diverse, (dicano): alleluia.  »

Nel Rito romano

Il messale di Rito romano non lo prevede, tuttavia è possibile riprendere l'acclamazione Alleluia dopo la proclamazione del Vangelo, e non dopo l'omelia. Se l'acclamazione si fa in canto si può usare a scelta, secondo l'opportunità, fra sette diverse formule cristologiche e in più l'Alleluia con la precisazione che quest'ultima non è possibile in Quaresima.[3]

Note
  1. L'asterisco indica pausa lunga.
  2. La croce rossa indica che si deve fare il Segno della Croce.
  3. Seconda edizione italiana del Messale Romano (1983) (p. 304).
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