Sede titolare di Capri

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Sede titolare di Capri
Sede vescovile titolare
Capreae
Chiesa latina

La chiesa di Santo Stefano, cattedrale dal 1560 al 1818
Arcivescovo titolare: Leopoldo Girelli
Stato Italia
Regione: Campania
Località: Capri
Diocesi soppressa di Capri
Suffraganea Arcidiocesi di Amalfi
Eretta: 987
Soppressa: 1818
unita all'Arcidiocesi di Sorrento
Coordinate geografiche
40°33′02″N 14°14′35″E / 40.5505, 14.2431 bandiera Italia
Mappa di localizzazione New: Italia
Capri
Capri
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Dati online (gc ch)
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Sedi titolari in Cathopedia

La Sede titolare di Capri è una diocesi soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia

Le prime notizie storiche sul cristianesimo nell'isola di Capri risalgono all'epoca di papa Gregorio Magno (590-604), le cui lettere attestano la dipendenza della Chiesa capritana dai vescovi di Sorrento.

L'istituzione della sede vescovile di Capri risale all'anno 987, in cui l'Arcidiocesi di Amalfi fu elevata a sede metropolitana e furono erette con Capri le diocesi suffraganee di Scala, Minori e Lettere. La chiesa cattedrale fu stabilita nella Chiesa di San Costanzo, patrono della città.

Primo vescovo fu Giovanni I, consacrato nel 987 dall'arcivescovo Leone di Amalfi, su mandato di papa Giovanni XV. Sconosciuti sono i vescovi successivi; di un anonimo vescovo dà notizia san Pier Damiani nel 1024 circa; un altro anonimo è noto da una lettera del mese di agosto 1218 di papa Onorio III, che invita il metropolita di Amalfi a sollecitare il capitolo della cattedrale capritana a eleggere un nuovo vescovo, cosa che presumibilmente avvenne nel corso dell'anno. Nel 1254 la sede di Capri fu occupata dal cistercense Giovanni II, abate di Santa Maria della Stella nell'Arcidiocesi di Amalfi. Solo dalla metà del XIV secolo la cronotassi episcopale si fa più continua e completa.

Nel 1371 fu fondata la Certosa di San Giacomo per volere del conte Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla regina Giovanna I di Napoli, che la dotò di ricche concessioni e privilegi. In diocesi v'erano anche due monasteri femminili, uno a Capri, fondato nel 1661, e l'altro ad Anacapri.[1]

Durante l'episcopato dello spagnolo Alfonso de Valdecabras (1551-1555), la Diocesi di Dragonara fu unita a quella di Capri, unione che tuttavia fu sciolta il 1º ottobre 1554.[2]

Nel 1560 la sede cattedrale fu traslata nella Chiesa di Santo Stefano, che fu completamente rifatta, assieme al palazzo vescovile, durante l'episcopato di Dionisio Petra di Vastogirardi (1683-1698).

L'ultimo vescovo di Capri è stato Nicola Saverio Gamboni, che nel 1799, avendo aderito alla Repubblica partenopea, dovette fuggire dall'isola e riparare prima a Vigevano, dove esercitò le funzioni di vescovo senza autorizzazione pontificia, e poi a Venezia, dove divenne patriarca il 24 agosto 1807.

Dopo una decina di anni di sede vacante, il 27 giugno 1818 la diocesi fu soppressa con la bolla De utiliori di papa Pio VII e il suo territorio annesso a quello dell'Arcidiocesi di Sorrento.

Dal 1968 Capri è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica.

Cronotassi dei vescovi

Seguì un lungo periodo di sede vacante, fino al 27 giugno 1818 quando la Diocesi di Capri fu soppressa e il territorio fu unito alla limitrofa Diocesi di Sorrento.

Cronotassi dei vescovi e degli arcivescovi titolari

Note
  1. Capasso, Memorie storiche della Chiesa sorrentina, pp. 157-158.
  2. L'atto concistoriale di unione delle due sedi è riportato da Cappelletti, Le Chiese d'Italia…, vol. XIX, p. 763.
Bibliografia
Collegamenti esterni