Enrico V di Franconia
| Enrico V di Franconia Laico | |
|---|---|
| Età alla morte | 44 anni |
| Nascita | 8 gennaio 1081 |
| Morte | Utrecht 23 maggio 1125 |
| Sepoltura | Duomo di Spira |
| Rex Romanorum | |
| Predecessore | Enrico IV di Franconia |
| Successore | Lotario II di Supplimburgo |
| Imperatore del Sacro Romano Impero | |
| In carica | 13 aprile 1111 – 23 maggio 1125 |
| Incoronazione | Basilica di San Pietro, 13 aprile 1111 da papa Pasquale II |
| Predecessore | Enrico IV di Franconia |
| Successore | Lotario II di Supplimburgo |
| Dinastia | Dinastia salica |
| Padre | Enrico IV di Franconia |
| Madre | Berta di Savoia |
| Coniuge | |
| Religione | Cattolica |
Enrico V di Franconia (8 gennaio 1081; † Utrecht, 23 maggio 1125) è stato un re tedesco, duca di Franconia, re dei Romani e imperatore del Sacro Romano Impero.
Cenni biografici
Nacque nel 1081 dell'imperatore Enrico IV e di Berta di Savoia, fu re di Germania dal 1106 e imperatore dal 1111. Come il padre attuò una politica di attrito con la Chiesa, e venne perciò scomunicato, a proposito della questione delle investiture, che si concluse solo con il concordato di Worms. Con lui si estinse la casa imperiale di Franconia.
Ribellatosi al padre il fratello maggiore Corrado di Lorena, Enrico fu designato re di Germania e incoronato ad Aquisgrana nel 1099. Nel 1104, unendosi anch'egli al partito avverso al genitore lo costrinse ad abdicare. Divenuto definitivamente re nel 1106 con l'appoggio di papa Pasquale II, si dimostrò tuttavia un continuatore della politica paterna anziché collaboratore ed esecutore delle norme stabilite dalla Santa Sede nella lotta per le investiture.
La Dieta imperiale di Magonza invitò nel gennaio 1106 Pasquale II in Germania per appianare il problema, ma il papa nel Concilio di Guastalla (ottobre 1106) stabilì che i vescovi potevano essere ordinati anche senza l'investitura imperiale, e giudica invalida l'investitura imperiale di laici.
Nel 1111 Enrico V tentò un atto di forza nei confronti del pontefice: scese con l'esercito in Italia pretendendo la corona imperiale. Il rex Romanorum impose a papa Pasquale un accordo passato alla storia come Iuramentum Sutrinum (9 febbraio 1111). Il re tedesco avrebbe rinunciato al diritto di investitura e, in cambio, Pasquale II avrebbe incoronato Enrico V imperatore e restituito le insegne. Come prezzo per la rinuncia dell'imperatore all'investitura dei vescovi, tutti i feudi, i pedaggi e i diritti di conio concessi ai dignitari ecclesiastici sarebbero tornati all'imperatore.
L'opposizione dei vescovi impedì però a Pasquale II di tenere fede al patto. Nel concilio tenutosi in Laterano l'anno seguente il pontefice dichiarò nulle le concessioni estorte con la violenza e il Iuramentum Sutrinum e scomunicò l'imperatore Enrico V, avocando a sé il diritto di nominare i vescovi. Enrico ritornò quindi alle pretese sull'investitura regia, tenne prigioniero il pontefice insieme ai cardinali e lo costrinse infine a riconoscergli i suoi diritti sull'investitura.
Fattosi incoronare imperatore il 13 aprile 1111, strappò al pontefice anche la promessa che mai sarebbe stato colpito dalla scomunica. Ma appena l'imperatore ebbe lasciata l'Italia, Pasquale II ritirò nel 1112 le concessioni fatte, mentre in Germania serpeggiava la rivolta ed Enrico, sconfitto in battaglia a Welfesholge nel 1115, si trovò contro tutto il partito papale; né gli fu risparmiata la scomunica.
Tornò in Italia nel 1115 in seguito alla morte della contessa Matilde di Canossa che aveva lasciato i suoi beni feudali alla Chiesa e dei quali egli rivendicò il possesso. Senza difficoltà s'impadronì dell'eredità e, morto Pasquale II nel 1118, tentò un accordo con il successore Gelasio II. Fallito ogni tentativo di conciliazione, occupò Roma nel marzo dello stesso anno e costrinse il nuovo pontefice alla fuga a Gaeta. Fatto eleggere antipapa l'arcivescovo Maurizio Burdino con il nome di Gregorio VIII, nel concilio di Reims (1119) l'antipapa e Enrico V furono scomunicati. La successiva morte di Gelasio II e l'elezione a pontefice di Callisto II, propenso a un accomodamento, facilitarono l'inizio di trattative, cui non furono estranei i nuovi pericoli che si addensavano sul capo del monarca in Germania, dove i principi lo minacciarono di deposizione se non si fosse riconciliato con la Chiesa.
I negoziati durarono diversi mesi e portarono alla conclusione del concordato di Worms nel settembre 1122, che pose termine alla lotta delle investiture. Essendo rimasto sterile il matrimonio che aveva contratto nel 1114 con Matilde, figlia di Enrico I d'Inghilterra, si estinse con lui la casa imperiale di Franconia.
Impatto storico e conclusioni
Nonostante la sua intraprendenza ambiziosa, la Chiesa romana era riuscita a sottrarsi alla diretta ingerenza imperiale; e se la Chiesa tedesca, consapevole d'interessi comuni, gli si era mantenuta fedele, nella lotta erano affiorate, sempre più vivaci, le finalità politiche dei Comuni, ma soprattutto, importanti per il futuro, quelle della Francia.
La lunga disputa segnò il rapporto tra Impero e Chiesa e definì un equilibrio di potere: permise al papa di consolidare l'autorità spirituale senza rinunciare ai beni terreni, mentre l'imperatore mantenne un ruolo rilevante nelle elezioni episcopali tedesche.
La politica di Enrico V fece emergere sia le tensioni interne dell'Sacro Romano Impero sia l'autonomia crescente della Chiesa, segnando una svolta importante nella storia europea medievale e lasciando, dopo la sua morte senza eredi nel 1125, una complessa eredità politica e religiosa.
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