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Gebizo

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Gebizo, O.S.B.
Cardinale

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Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Gebizo († 3 marzo 1097 dopo il) è stato un cardinale italiano.

Cenni biografici

Nato probabilmente a Cesena, degli Ottardi da Cesena. È anche indicato come Gebizzo, Gebizzone, Gepizon e come Gepizone.

Formazione e ministero presbiterale

Entrò nell'Ordine di San Benedetto (benedettini). Ordinato presbitero: nessuna ulteriore informazione trovata. Abate del monastero di Sant'Alessio sul Monte Aventino, Roma.

Ministero episcopale

Eletto vescovo di Cesena nel 1075 circa. Consacrato in luogo e data sconusciuti. Nel 1076, insieme a Folcuino, vescovo di Fossombrone, fu legato in Dalmazia e Iliria: l'8 ottobre 1076, a Solin (Salona) durante un sinodo, il duca Demetrio Zvonimiro (Dmitar Zvonimir) venne solennemente incoronato re di Croazia e Dalmazia da Gezibo. Zvonimir giurò fedeltà al Papa, legando stabilmente la regione all'orbita cattolica e occidentale. Sotto il suo regno, la Croazia medievale raggiunse il culmine della sua potenza ed estensione territoriale. Gezibo consegnò formalmente al re le altre insegne del potere regio concesse dal Papa: lo scettro, la spada e lo stendardo papale. In cambio del riconoscimento dell'indipendenza e dell'unificazione del regno, il legato ricevette il formale giuramento di fedeltà di Zvonimiro verso la Santa Sede, con il quale il re prometteva di attuare la riforma gregoriana e proteggere i poveri e la Chiesa.

Nel sinodo furono ripristinati i canoni relativi alla disciplina ecclesiastica: le pratiche e le liturgie bizantine e slave vennero progressivamente soppresse a favore del rito romano e della lingua latina. In seguito, insieme a Mauro, abate del monastero di Santa Sabina, fu legato in Italia: Ranieri II[1] si era macchiato di gravi abusi e violenze contro i beni della Chiesa nell'Italia centrale, agendo in aperta sfida al papato. Gebizone e Mauro si recarono nei suoi territori per notificargli una formale e severissima ingiunzione apostolica. Ranieri venne obbligato a presentarsi direttamente a Roma, davanti al Papa, per rispondere delle sue azioni nefande, fare formale atto di pentimento e restituire i beni sottratti. La collaborazione tra Gebizone e Mauro serviva a blindare l'Appennino centrale e le grandi vie di comunicazione italiane. In quel periodo, la Curia romana aveva assoluto bisogno di assicurarsi che i grandi monasteri e i presidi territoriali tra il Lazio, l'Umbria e le Marche rimanessero fedeli al Papa per evitare che l'imperatore Enrico IV trovasse alleati nel cuore della penisola.

Ministero cardinalizio

Creato cardinale presbitero nel concistoro del 1084; il suo titolo non è noto. Il 3 marzo 1097 ricevette una donazione come vescovo di Cesena.

Morte

Morto dopo il 3 marzo 1097, sono ignoti il luogo di morte e di sepoltura.

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Cesena Successore:
Ildebrando † (circa 1065)[2] (prima del 1083 ? - dopo il 1097) Ugo † (menzionato nel 1106) I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Ildebrando † (circa 1065)[2] {{{data}}} Ugo † (menzionato nel 1106)
Note
  1. ↑ Ranieri II di Spoleto fu un nobile e feudatario medievale italiano, esponente di spicco dell'aristocrazia dell'Italia centrale (legato probabilmente alla dinastia dei Supponidi). Coprì ufficialmente la carica di duca di Spoleto tra il 1082 e il 1086, ma la sua rilevanza storica è indissolubilmente legata alla sua opposizione radicale alla Riforma Gregoriana e a Papa Gregorio VII.
  2. ↑ Menzionato da Gams, sconosciuto a Mengozzi.
Bibliografia
  • Cardella, Lorenzo Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, Stamperia Pagliarini, Roma, 1792, I, pt. 1, 175-176;
Voci correlate

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