Gebizo
| Gebizo, O.S.B. Cardinale | |
|---|---|
| Morte | 3 marzo 1097 dopo il |
| Ordinazione presbiterale | sì |
| Consacrazione vescovile | sì |
| Creato Cardinale |
1084 da Gregorio VII (vedi) |
| Incarichi ricoperti | |
| Collegamenti esterni | |
| (EN) Scheda su Salvador Miranda | |
Gebizo († 3 marzo 1097 dopo il) è stato un cardinale italiano.
Cenni biografici
Nato probabilmente a Cesena, degli Ottardi da Cesena. È anche indicato come Gebizzo, Gebizzone, Gepizon e come Gepizone.
Formazione e ministero presbiterale
Entrò nell'Ordine di San Benedetto (benedettini). Ordinato presbitero: nessuna ulteriore informazione trovata. Abate del monastero di Sant'Alessio sul Monte Aventino, Roma.
Ministero episcopale
Eletto vescovo di Cesena nel 1075 circa. Consacrato in luogo e data sconusciuti. Nel 1076, insieme a Folcuino, vescovo di Fossombrone, fu legato in Dalmazia e Iliria: l'8 ottobre 1076, a Solin (Salona) durante un sinodo, il duca Demetrio Zvonimiro (Dmitar Zvonimir) venne solennemente incoronato re di Croazia e Dalmazia da Gezibo. Zvonimir giurò fedeltà al Papa, legando stabilmente la regione all'orbita cattolica e occidentale. Sotto il suo regno, la Croazia medievale raggiunse il culmine della sua potenza ed estensione territoriale. Gezibo consegnò formalmente al re le altre insegne del potere regio concesse dal Papa: lo scettro, la spada e lo stendardo papale. In cambio del riconoscimento dell'indipendenza e dell'unificazione del regno, il legato ricevette il formale giuramento di fedeltà di Zvonimiro verso la Santa Sede, con il quale il re prometteva di attuare la riforma gregoriana e proteggere i poveri e la Chiesa.
Nel sinodo furono ripristinati i canoni relativi alla disciplina ecclesiastica: le pratiche e le liturgie bizantine e slave vennero progressivamente soppresse a favore del rito romano e della lingua latina. In seguito, insieme a Mauro, abate del monastero di Santa Sabina, fu legato in Italia: Ranieri II[1] si era macchiato di gravi abusi e violenze contro i beni della Chiesa nell'Italia centrale, agendo in aperta sfida al papato. Gebizone e Mauro si recarono nei suoi territori per notificargli una formale e severissima ingiunzione apostolica. Ranieri venne obbligato a presentarsi direttamente a Roma, davanti al Papa, per rispondere delle sue azioni nefande, fare formale atto di pentimento e restituire i beni sottratti. La collaborazione tra Gebizone e Mauro serviva a blindare l'Appennino centrale e le grandi vie di comunicazione italiane. In quel periodo, la Curia romana aveva assoluto bisogno di assicurarsi che i grandi monasteri e i presidi territoriali tra il Lazio, l'Umbria e le Marche rimanessero fedeli al Papa per evitare che l'imperatore Enrico IV trovasse alleati nel cuore della penisola.
Ministero cardinalizio
Creato cardinale presbitero nel concistoro del 1084; il suo titolo non è noto. Il 3 marzo 1097 ricevette una donazione come vescovo di Cesena.
Morte
Morto dopo il 3 marzo 1097, sono ignoti il luogo di morte e di sepoltura.
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Vescovo di Cesena | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Ildebrando † (circa 1065)[2] | (prima del 1083 ? - dopo il 1097) | Ugo † (menzionato nel 1106) |
| Note | |
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| Bibliografia | |
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| Voci correlate | |
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