Vai al contenuto

Ioiachin

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
(Reindirizzamento da Ieconia)
Ioiachìn
Personaggio dell'Antico Testamento
[[File:{{{stemma}}}|120px]]
[[File:{{{Stemma istituzione}}}|50px]]
al secolo {{{alsecolo}}}
battezzato
ERRORE in "fase canonizz"
{{{note}}}
{{{motto}}}

Lunetta di Giosia (l'uomo a destra), Ieconia (il bambino a destra) e Salatiel (il bambino a sinistra con sua madre), Michelangelo Buonarroti (1508-1511), affresco nella Cappella Sistina.
Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte anni
Nascita Gerusalemme
616 a.C. ca.
Morte Babilonia
dopo il 562 a.C.
Sepoltura
Conversione
Appartenenza
Formazione
Insegnamento
Vestizione {{{V}}}
Vestizione [[{{{aVest}}}]]
Professione religiosa [[{{{aPR}}}]]
Ordinato diacono
Ordinazione presbiterale {{{O}}}
Ordinazione presbiterale [[{{{aO}}}]]
Nominato Abate {{{nominatoAB}}}
Nominato amministratore apostolico {{{nominatoAA}}}
Nominato vescovo {{{nominato}}}
Nominato arcivescovo {{{nominatoA}}}
Nominato arcieparca {{{nominatoAE}}}
Nominato patriarca {{{nominatoP}}}
Nominato eparca {{{nominatoE}}}
Consacrazione vescovile {{{C}}}
Consacrazione vescovile [[ {{{aC}}} ]]
Elevazione ad Arcivescovo {{{elevato}}}
Elevazione a Patriarca {{{patriarca}}}
Elevazione ad Arcieparca {{{arcieparca}}}
Creazione
a Cardinale
{{{P}}}
Creato
Creato
Cardinale
Deposto dal cardinalato [[{{{aPd}}}]] da [[{{{pPd}}}]]


Dimissioni dal cardinalato [[{{{aPdim}}}]]
Cardinale per
Cardinale elettore
Creazione a
pseudocardinale
{{{pseudocardinale}}}
Creazione a
pseudocardinale
Eletto Antipapa {{{antipapa}}}
Consacrazione {{{Consacrazione}}}
Fine pontificato {{{Fine pontificato}}}
Pseudocardinali creati {{{Pseudocardinali creati}}}
Sede {{{Sede}}}
Opposto a
Sostenuto da
Scomunicato da
Confermato cardinale {{{Confermato cardinale}}}
Nomina a pseudocardinale annullata da {{{Annullato da}}}
Riammesso da
Precedente {{{Precedente}}}
Successivo {{{Successivo}}}
Incarichi ricoperti
Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
{{{inizio}}}
Insediamento {{{Insediamento}}}
Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
pontificato
{{{fine}}}
(per causa incerta o sconosciuta)
Durata del
pontificato
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore {{{predecessore}}}
Successore {{{successore}}}
Extra Anni di pontificato


Cardinali creazioni
Proclamazioni
Antipapi {{{antipapi}}}
Eventi
Venerato da {{{venerato da}}}
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza [[{{{ricorrenza}}}]]
Altre ricorrenze
Santuario principale {{{santuario principale}}}
Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
Regno di Giuda
[[File:|250px]]
[[File:|100px|Stemma]]
In carica 9 dicembre 598 a.C. –
16 marzo 597 a.C.
Incoronazione
Investitura
Predecessore

Ioiakim

Erede
Successore

Sedecia

Nome completo {{{nome completo}}}
Trattamento {{{trattamento}}}
Onorificenze
Nome templare {{{nome templare}}}
Nomi postumi
Altri titoli
Casa reale {{{casa reale}}}
Dinastia Casa di Davide
Padre Ioiakim
Madre Necusta
Coniuge

{{{coniuge 1}}}

Consorte

Consorte di

Figli Sealtièl, Malchiràm, Pedaià, Senassàr, Iekamia, Osamà, Nedabia
Religione {{{religione}}}
Motto reale {{{motto reale}}}
Firma [[File:{{{firma}}}|150x150px]]
Collegamenti esterni
Invito all'ascolto
Firma autografa
[[File:{{{FirmaAutografa}}}|250px]]
{{{Festività}}}

Ioiachìn o Ioiakin o Ieconia o Conia (Gerusalemme, 616 a.C. ca.; † Babilonia, dopo il 562 a.C.) è un personaggio dell'Antico Testamento, re ebreo, 19° e penultimo Re di Giuda, ultimo regnante della dinastia di Davide.
Il suo breve regno di 3 mesi e 10 giorni, dal 9 dicembre 598 a.C. al 16 marzo 597 a.C., ebbe fine a causa della prima deportazione operata dal re babilonese Nabucodonosor II. Anche Ioiakin, come i principali quadri del regno di Giuda, fu deportato nell'esilio di Babilonia, dove rimase fino alla morte.

Vela sopra Giosia, Ieconia e Salatiel. Michelangelo Buonarroti (1508-1511), affresco nella Cappella Sistina. Ieconia è l'uomo sdraiato con pantaloni bianchi e maglia gialla, assieme alla moglie e al figlio Salatiel.

Fonti storiche

La "Cronaca di Nabucodonosor II", tavoletta BM 21946, lato rovescio, righe 11-13: descrizione del saccheggio di Gerusalemme e dell'esilio di Ioiakin (Wiseman, 1956, p.73).
Tavoletta A di Weidner (1939), Bab 28122.
Tavoletta B di Weidner (1939), Bab 28178 = VAT 16283.
Tavoletta C di Weidner (1939), Bab 28186 = VAT 16378.
Tavoletta D di Weidner (1939), Bab 28232.

Principali fonti storiche su Ioiakin sono i libri della Bibbia. In particolare il suo breve regno è descritto in 2Re 24,6-17 , con un richiamo in 2Re 25,27-28 .

È citato nella genealogia di 1Cr 3,16-17 . In 2Cr 36,9-10 sono richiamate brevemente le informazioni di 2Re.

Diversi accenni sono contenuti nel coevo Libro di Geremia, in particolare Ger 22,24-30; 24,1; 27,20; 28,4; 29,2; 52,33 . In Bar 1,3.9 è considerato il destinatario del libro. Come indicazione cronografica riferita all'esilio è citato in Ez 1,2 ; Est 1,1c .

In Mt 1,11-12 è citato nella genealogia di Gesù.

Giuseppe Flavio ne parla nel suo Antichità Giudaiche (c.a 93-94 d.C) in 10,6-7 98-101,[1] e 11,1 229-230[2] con racconto sostanzialmente fedele a quello biblico e altre informazioni di difficile armonizzazione, come un precedente assedio babilonese sotto il padre Ioiakim che portò alla sua uccisione e a una precedente deportazione di 3.000 notabili, delle quali non vi è traccia né nella Bibbia né nelle cronache babilonesi.

Conferme archeologiche delle sue vicende sono nella tavoletta d'argilla della cd. "Cronaca di Nabucodonosor II" (BM 21946, online), scoperta nel 1896 e pubblicata nel 1956,[3] che narra le spedizioni militari dei re babilonesi tra il 605 a.C. e il 597 a.C., inclusa la cattura di Gerusalemme e di Ioiachin (retro, linee 11-13).

La sua prigionia a Babilonia è confermata in altre quattro tavolette d'argilla, cd. "Tavolette delle razioni di Ioiakin", scavate a inizio '900 e pubblicate da Weidner nel 1939.[4] Sono archivi della reggia datati al 13° anno di Nabucodonosor II (aprile 592 - aprile 591 a.C., 5 anni dopo l'esilio) e, tra le altre cose, stabiliscono una fornitura mensile di olio di sesamo a "ia'u-kino" re di "iahudu" (Ioakin re di Giuda) e a suoi 5 figli (anonimi).

Nome

Il nome compare in alcune varianti e con alcune confusioni.

In ebraico il nome prevalente è יְהוֹיָכִין ‎(yehoyahin «YH stabilisce»)[?], Ioiachìn (in 2Re, 2Cr, Ger), oppure יְכָנְיָה ‎(yehaneyah «stabilisce YH»)[?], Ieconia (1Cr, Est, Ger), oppure כָּנְיָ֤הוּ ‎(koneyahu)[?], Conia (Ger Ger 22,24 et al.).

In greco LXX il nome è reso Ιωακιμ, Ioakim cioè con lo stesso nome di suo padre re Ioachim יְהוֹיָקִ֖ים ‎(yehoyaqim)[?] (cf. 2Re 24,6 LXX dove compaiono entrambi), oppure Ἰεχονίας, Iechonías (Bar, Est, NT).

Giuseppe Flavio lo chiama prevalentemente Ἰωάκειμος, Ioákeimos (una volta Ἰεχονίας) usando lo stesso nome del padre, come fa la LXX ma con una grafia diversa.

In latino il nome è Iechonias, distinto dal nome del padre Ioachim.

Il nome in cuneiforme accadico è 𒅀𒀪𒌑𒆠𒉡, "ia-aʾ-ú-ki-nu".

Biografia

Origine e famiglia

Ioiakin era figlio di Ioakim re di Giuda e di tale Necustà, figlia di Elnatàn. Il luogo di nascita è taciuto dalle fonti ma verosimilmente era Gerusalemme, capitale del regno e sede della corte. Giorno e anno di nascita sono ignoti: sulla base dell'informazione che iniziò a regnare a 18 anni di 2Re 24,8 (in 2Cr 36,9 il TM riporta 8 anni, considerato unanimemente un errore di un copista, la LXX ha 18 anni) e dato che il suo inizio regno si colloca nel 598 a.C., verosimilmente è nato attorno al 616 a.C.

È ignoto nome e numero delle mogli (2Re 24,15 usa il plurale). 1Cr 3,17-18 elenca 7 figli: Sealtièl, Malchiràm, Pedaià, Senassàr, Iekamia, Osamà e Nedabia. Alcune traduzioni bibliche e alcuni esegeti parlano di 8 figli aggiungendo un "Assir" non altrove citato. Il TM dice letteralmente: וּבְנֵי֙ יְכָנְיָ֣ה אַסִּ֔ר שְׁאַלְתִּיאֵ֖ל בְּנֽוֹ ‎(uvene yehoneyah assir shealetiel beno «E figli di Ieconia prigioniero: Sealtièl figlio di lui...»)[?]. La LXX ha frainteso il termine ebraico "assir" (legato, prigioniero, deportato) e lo ha aggiunto al nome Ieconia: καὶ υἱοὶ Ιεχονια-ασιρ Σαλαθιηλ υἱὸς αὐτοῦ, kaì yhioì Iechonia-asir Salathiel yhiòs autoû. Alcuni autori hanno poi frainteso il fraintendimento considerandolo un nome proprio e indicandolo come il primo dei figli dopo elencati.

Le "tavolette delle razioni" di Babilonia nel 592 a.C., quando aveva 23-24 anni, parlano di 5 figli: è possibile che 2 figli non fossero ancora nati o fossero bambini, oppure fossero morti.

Regno

Iniziò a regnare succedendo alla morte del padre Ioiakim quando aveva 18 anni, probabilmente il 9 dicembre 598 a.C.. La data di inizio regno è taciuta dalle fonti ma stabilita a ritroso: secondo 2Cr 36,9 il suo regno fu molto breve: "tre mesi e dieci giorni", terminando il 16 marzo 597 a.C.

Assedio babilonese e prima deportazione

Per approfondire, vedi la voce Esilio di Babilonia

L'unico evento narrato del suo breve regno è la sua fine.

Probabilmente come ritorsione per la ribellione del padre Ioiakim (c.a 601 a.C), il re Nabucodonosor II assediò Gerusalemme recandovisi di persona (2Re 24,10-11 ). Giuseppe Flavio (AG 10,7) motiva l'assedio con la paura del re babilonese che Ioiakin fosse adirato con lui per l'uccisione di suo padre Ioiakim (assente in Bibbia e cronache babilonesi) e incitasse la regione alla rivolta.

Ioiakin uscì verso il re con famiglia e corte e si arrese il 16 marzo 597 a.C. (stando alle cronache babilonesi che parlano del 2 adar dell'anno corrispondente al 597 a.C.). La città fu saccheggiata, incluso il Tempio di Gerusalemme. Ioiakin, nobili, soldati e artigiani furono deportati a Babilonia.

Giuseppe Flavio (AG 10,7) aggiunge che Ioiakin si sarebbe consegnato spontaneamente ai babilonesi perché era "d'indole dolce e giusta, non volle che la città fosse esposta a pericolo per causa sua", e che avrebbe ricevuto la promessa di non danneggiare città e popolazione. I testi biblici non accennano a un intervallo di tempo tra la consegna spontanea di Ioiakin e il saccheggio della città e l'esilio, mentre Giuseppe afferma che "non passò neanche un'anno" (forse incomprensione di "all'inizio del nuovo anno" di 2Cr 36,10 ) tra la presunta promessa ed esilio.

In questa prima deportazione (seguirà quella del 587 a.C.) le fonti sono discordi sui numeri: 2Re 24,14 parla di "tutta Gerusalemme, cioè tutti i comandanti, tutti i combattenti, in numero di 10.000 esuli"; 2 versetti dopo 2Re 24,16 parla di "tutti gli uomini di valore, in numero di 7.000, i falegnami e i fabbri, in numero di 1.000, e tutti gli uomini validi alla guerra"; Ger 52,28 riferisce di un più realistico "3.023 Giudei". Giuseppe parla di 10.832 deportati.

Tra i deportati era presente anche il profeta Ezechiele che fu attivo nell'esilio e in Ez 1,2 data la sua visione presso Babilonia all' "anno quinto della deportazione del re Ioiachìn" (c.a 592 a.C.), e anche il profeta Baruc (Bar 1,1-2 ). Il profeta Geremia invece non fu deportato e rimase a Gerusalemme.

Nabucodonosor II nominò come re di Giuda Sedecia, che era zio di Ioakin in quanto fratello del padre Ioiakim e figlio del nonno Giosia.

Assedio e conquista di Gerusalemme ed esilio di Ioiakin sono confermati nelle Cronache babilonesi, sebbene i nomi non compaiano:

« 11. Nel settimo anno [di Nabucodonosor II] nel mese di Chislev [novembre/dicembre 598 a.C.] il re di Akkad [Babilonia] radunò il suo esercito e invase la terra di Hatti [Siria/Palestina]
12. e si accampò contro [assediò] la città di Giuda [ia-a-hu-du, cioè Gerusalemme] e il secondo giorno del mese di Adar [16 marzo 597 a.C.] conquistò la città e catturò il re [Ieconia].
13. Installò un re [Sedecia] secondo il suo cuore, ricevette un pesante tributo e inviò [re e tributo] a Babilonia »
(Cronaca di Nabucodonosor II, BM 21946, retro, linee 11-13)

Esilio e morte

L'esilio a Babilonia, come per gli altri piccoli re e signori conquistati dai babilonesi e deportati citati dalle tavolette Weidner (p.es. nobili e principi di Ascalona, Tiro, Biblo, Arwad, Elam, Media, Persia, Egitto, Ionia, Lidia), doveva essere per Ioiakin una sorta di prigione dorata. Questi ospiti forzati, per il "Re dei quattro quarti del mondo", dovevano rappresentare più dei trofei da esibire alla sua corte come simbolo del suo potere, che non normali cortigiani compagni di banchetti.

Le tavolette delle razioni datate al 592 a.C., 5 anni dopo l'esilio, gli confermano il titolo "re di Giuda" e gli attribuiscono mensilmente 10 sila (cioè circa 8 litri) di olio di sesamo, una quota da nobile: le stesse tavolette attribuiscono agli artigiani qualificati a servizio della corte 0,5 sila.

Durante l'esilio non viene riportata alcuna sua attività.

Secondo 2Re 25,27-30 e Ger 52,31-34 nel 562 a.C., 37° anno dall'esilio quando Ioiakin doveva avere circa 55 anni, all'ascesa al trono del re Evil-Merodach successore di Nabucodonosor II, il nuovo re lo "liberò" e gli assegnò una posizione prestigiosa a corte con vitto quotidiano, probabilmente elevando ulteriormente il suo già elevato stato sociale. Secondo Giuseppe Flavio (AG 11,1) il motivo di tale "liberazione" sarebbe stato "perché suo padre non era stato ai patti con Ieconia allorché si arrese spontaneamente".

Data e circostanza della sua morte sono ignote ma deve essere avvenuta dopo il 562 a.C. e verosimilmente a Babilonia.

Eredità

Valutazione nei libri storici

I testi storici di 2Re 24,9 seguito da 2Cr 36,9 gli attribuiscono la formula stereotipata riservata ai re giudicati manchevoli: "Fece ciò che è male agli occhi del Signore". Solitamente questa frase viene riservata a re che si sono macchiati di idolatria o hanno commesso qualche disobbedienza verso Dio e i suoi profeti e sacerdoti.

Tuttavia le fonti non raccontano nulla di male del suo regno e del suo operato, anzi non raccontano nulla se non la caduta di Gerusalemme e l'esilio. Probabilmente il giudizio negativo deriva da una personificazione e colpevolizzazione nella figura del re del disastro, considerato responsabile dei mali occorsi al popolo ebraico.

La maledizione di Geremia

Il giudizio negativo contro Ioiakin è condiviso dal profeta Geremia che contro di lui (come aveva similmente fatto contro il predecessore Ioiakim e come farà contro il successore Sedecia) pronuncia la "maledizione di Geremia" o "di Ioiakin":

« 24 «Per la mia vita – oracolo del Signore –, anche se Conìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, fosse un anello da sigillo nella mia destra, io me lo strapperei.
25 Ti metterò nelle mani di chi vuole la tua vita, nelle mani di quanti tu temi, nelle mani di Nabucodònosor, re di Babilonia, e nelle mani dei Caldei.
26 Scaccerò te e tua madre che ti ha generato in un paese dove non siete nati e là morirete.
27 Ma nella terra in cui brameranno tornare, non torneranno».
28 Questo Conìa è forse un vaso spregevole, rotto, un oggetto che non piace più a nessuno? Perché dunque lui e la sua discendenza sono scacciati e gettati in una terra che non conoscono?
29 Terra, terra, terra! Ascolta la parola del Signore!
30 Dice il Signore: «Registrate quest'uomo come uno senza figli, un uomo che non ha successo nella vita, perché nessuno della sua stirpe avrà la fortuna di sedere sul trono di Davide e di regnare ancora su Giuda» »

In essa viene pesantemente riprovato il comportamento di Ioiakin senza però indicare nessuna mancanza precisa, e non si limita al presente ma profetizza che con lui terminerà la dinastia regale davidica. Cosa che effettivamente avvenne: il suo successore Sedecia, imposto dai babilonesi, non era suo figlio ma suo zio, e nessun suo figlio come nessun nessun davidide successivo poté più "sedere sul trono di Davide e regnare ancora su Giuda".

L'oracolo di Geremia è privo di contesto e datazione. Può essere stato un oracolo precedente alla deposizione di Ioiakin nei tre brevi mesi di regno, oppure un oracolo composto ex hoc mentre era in esilio. 2Re 24,13 parlando del saccheggio e della deportazione spiega che avvenne "come aveva detto il Signore". Il richiamo può essere ricondotto alla maledizione di Geremia, oppure al precedente di un secolo oracolo di Isaia a Ezechia (2Re 20,16-19 ; Is 39,5-8 ) che effettivamente descrive quanto avvenuto.

Nella letteratura rabbinica

Nel Seder Olam Zutta, Ioiakin è considerato il primo degli "esiliarchi", cioè i capi della comunità ebraica in Mesopotamia. L'attribuzione è di fatto anacronistica dato che il titolo non compare nelle fonti coeve e il re esiliato non sembra avere alcun ruolo direttivo sulla propria comunità.

La tradizione rabbinica, che aspettava e aspetta un messia di stirpe davidica, riferisce che durante l'esilio Ioiakin avrebbe vissuto una vera e propria prigionia in cella e si sarebbe pentito dei suoi peccati e venne perdonato da Dio. Per questo il sinedrio in esilio intercedette con la regina Semiramide, moglie di Nabucodonosor, per fargli avere un trattamento migliore, e poi in seguito la liberazione con il successore Evil-Merodach.

Nel Nuovo Testamento

Nella genealogia di Gesù presente nel vangelo di Matteo, che inizia da Abramo e termina in Giuseppe comprendendo i re davidici, Ieconia è citato come antenato di Gesù al n. 28 (Mt 1,11-12 ).

La lista di Mt per il periodo monarchico è abbastanza fedele ma omette Ioiakim, il padre di Ioiakin, per cui risulta figlio di re Giosia che era in realtà suo nonno. Il motivo di questo salto va probabilmente ricondotto a una svista di qualche copista o dettatore sulla lista prematteana usata dall'evangelista, dovuta verosimilmente alla coincidenza fonetica dei nomi in greco di padre e figlio (Ιωακείμ Ιωακιμ). Sempre per omoteleuto può essere spiegata l'omissione dei re Acazia, Ioas e Amasia, ipotizzando un salto tra Ὀχοζίας e Ὀζίας.

La lista inoltre, come dichiara l'evangelista in Mt 1,17 , dovrebbe avere una struttura di 3x14 nomi ma il terzo blocco conta solo 13 nomi. Un'ipotesi proposta da Agostino per spiegare tale discrepanza è che Ieconia debba essere contato 2 volte: una volta come ultimo re nella lista regale, e una volta (in quanto deposto) come primo nella lista dei semplici cittadini che termina con Giuseppe.

Nell'arte

Michelangelo Buonarroti nel 1508-1511 affrescò la lunetta di Giosia, Ieconia e Salatiel che fa parte della decorazione delle pareti della Cappella Sistina nei Musei Vaticani a Roma. La soprastante e coeva "Vela sopra Giosia, Ieconia e Salatiel" raffigura probabilmente la famiglia di Iechonias (l'uomo sdraiato), ritratto con la moglie e il figlio Salatiel.

Commissionata da papa Giulio II, venne realizzata nell'ambito dei lavori alla decorazione della volta, e fu probabilmente la sesta ad essere dipinta. Ieconia, è ritratto con la moglie e il figlio Salatiel.

Predecessore: Re di Giuda Successore:
Ioiakim 598597 a.C. Sedecia I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Ioiakim {{{data}}} Sedecia
Note
  1. Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche 10,6-7 98-101, online greco e inglese con note: Questa fu la fine del re Ioakimo (Ἰωάκειμος, cioè Ioakim) all'età di trentasei anni, undici dei quali di regno. Ioachimo (Ἰωάκειμος, cioè Ioiakin), che gli succedette sul trono, era nato da madre di nome Nooste (Νοόστης) nativa della città, e regnò tre mesi e dieci giorni. Dopo avere dato il regno a Ioachimo, il re di Babilonia fu assalito da paura: temeva che Ioachimo avesse del rancore verso di lui perché aveva ucciso suo padre, e incitasse la regione alla rivolta. Inviò pertanto le sue truppe ad assediare Ioachimo in Gerusalemme. Ora, essendo egli d'indole dolce e giusta, non volle che la città fosse esposta a pericolo per causa sua; così prese sua madre e i suoi congiunti e li consegnò ai comandanti inviati dal re di Babilonia, dopo avere ricevuto il giuramento che né a loro né alla città sarebbe derivato male alcuno. A questo giuramento però non tennero fede neppure per il periodo di un anno; il re di Babilonia non l'osservò: ai suoi uomini diede ordine di catturare tutta la gioventù e gli artigiani della città e di portarli a lui in catene, in tutto costoro ammontavano a 10.832, ed anche Ioachimo con sua madre e i suoi amici. Allorché gli furono portati, li tenne sotto custodia e designò come re Sacchia (Σαχχίας), zio di Ioachimo, dopo avere ricevuto il giuramento che avrebbe mantenuto la regione obbediente a lui, non avrebbe tentato rivolte né mostrato amicizia verso gli Egiziani.
  2. Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche 11,1 229-230, online greco e inglese con note: Alla morte di Nebukadnezzar gli successe sul trono suo figlio Abilmathadacho, il quale liberò subito dalle catene Ieconia, re di Gerusalemme, e lo ritenne come uno degli amici più stretti, gli diede molti regali e lo creò sovrintendente al palazzo reale di Babilonia, perché suo padre non era stato ai patti con Ieconia allorché si arrese spontaneamente con le mogli, i figli e tutti i suoi parenti per la salvezza della città nativa, affinché non fosse presa con l'assedio e saccheggiata, come abbiamo detto sopra.
  3. D. J. Wiseman, Chronicles of Chaldaean Kings (626–556 B.C.) in the British Museum, Trustees of the British Museum, London 1956, pp. 66-74 online. Tr. it. in Mario Cimosa, L'ambiente sorico-culturale delle Scritture Ebraiche, EDB, Bologna 2000, pp. 319-321.
  4. Ernst F. Weidner, "Jojachim, König von Juda, in babylonischen Keilschrifttexten", in Mélanges syriens offerts à monsieur René Dussaud, secrétaire perpétuel de l'Académie des inscriptions et belles-lettres· Parte 2. Parigi 1939, pp. 923-935, online. Weidner riproduce 4 tavolette: A (Bab 28122=Photo Babylon 1268/69); B (Bab 28178=VAT 16283 [1]); C (Bab 28186=VAT 16378 [2]); D (Bab 28232=Photo Babylon 1265). Di esse riproduce e commenta alcune linee che si riferiscono a Ioiakin o a altri deportati illustri. Le foto delle tavolette B e C sono pubblicate online dal Pergamonmuseum di Berlino.
Voci correlate
Collegamenti esterni
  • Voce "Ioachin" su treccani.it, online
  • (EN) Voce "Jehoiachin" su britannica.com, online
  • (EN) Voce "JEHOIACHIN" su jewishencyclopedia.com, online

Invia un Suggerimento

Hai feedback o suggerimenti su questa pagina? Faccelo sapere! Riceverai un'email per confermare il suggerimento prima della pubblicazione.