Nazireato

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El Greco, San Giovanni Battista (1600 - 1605), olio su tela; Valencia (Spagna), Museo di Belle Arti: il precursore fu chiamato al nazireato dal seno di sua madre

Il Nazireato è una forma di voto, di consacrazione a Dio (1Mac 3,49), le cui modalità di trovano nell'Antico Testamento; chi lo pratica è detto nazireo.

I più famosi nazirei furono Sansone e, forse, San Giovanni Battista.

Obblighi

Gli obblighi inerenti a questo voto sono illustrati nell'Antico Testamento, e principalmente nel Pentateuco, principalmente in Nm 6,1-21: il nazireo non può bere vino[1], né aceto, né liquori, non può mangiare uva né alcun altro prodotto della vigna; inoltre non può avere contatti con cadaveri[2] e deve lasciarsi crescere i capelli.

Normalmente il voto di nazireato era temporaneo: allo scadere del tempo prescritto, il nazireo offriva un sacrificio a YHWH e, in prossimità dell'altare, si rasava i capelli e li bruciava nel fuoco del sacrificio.

Il brano dei Numeri poi inoltre le istruzioni su cosa fare nel caso che, toccando un cadavere, si sia infranto il voto.

Significato

I nazirei sono visti come un dono fatto al popolo d'Israele, alla stessa maniera dei profeti. Il profeta Amos si lamenta del fatto che il popolo ha profanato i nazirei facendo bere loro vino e ha zittito i profeti (2,11-12).

Figure di nazirei

Fu nazireo Sansone (Gdc 13-16), e lo fu per tutta la vita, fin dal seno di sua madre (Gdc 13,5). Il dono del nazireato è in lui orientato alla missione di giudice che riceve, per liberare il paese dei Filistei. Nel momento in cui li verrà rasata la testa[3] perderà la forza e l'appoggio di YHWH.

Anna, la madre di Samuele promette a YHWH a Silo di consacrare a lui il figlio che sta impetrando, e di non passargli il rasoio sul capo (1Sam 1,11).

I recabiti osservano l'astinenza perpetua dal vino (Ger 35,6).

Sull'annuncio della nascita di Sansone (Gdc 13,1-5) è modellato letterariamente l'annuncio della Giovanni Battista (Lc 1,5-19). Non si parla espressamente di nazireato, ma viene presentata la prescrizione di non bere vino né bevanda inebriante (Lc 1,15) che, secondo l'opinione comune, colloca Giovanni tra i nazirei.

Anche Paolo di Tarso fece, in un determinato momento della sua vita, il voto di nazireato (cfr. At 18,18; cfr. 21,23-24).

Note
  1. Un'analoga prescrizione di non bere vino né altra bevanda inebriante è rivolta ai sacerdoti per il momento in cui devono presentarsi davanti a YHWH (Lev 10,8-9).
  2. Neppure il sommo sacerdote può toccare un cadavere, perché ciò lo renderebbe impuro (Lev 21,10-11).
  3. La rasatura si effettuava allo scadere del voto di nazierato.
Voci correlate

Suggerimenti



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