San Bertario di Montecassino
| San Bertario di Montecassino, O.S.B. Presbitero · Martire | |
|---|---|
| Santo | |
| Morte | Montecassino 22 ottobre 883 |
| Sepoltura | Abbazia di Santa Maria Assunta di Montecassino (Cassino) |
| Ordinazione presbiterale | IX secolo |
| Incarichi ricoperti | Abate di Montecassino |
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Iter verso la canonizzazione | |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Canonizzazione | 26 agosto 1727, da Benedetto XIII |
| Ricorrenza | 22 ottobre |
| Collegamenti esterni | |
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San Bertario di Montecassino, detto anche Berthari († Montecassino, 22 ottobre 883), è stato un presbitero, abate e martire italiano.
Cenni biografici
Bertario, nato in una famiglia nobile di probabile origine longobarda, in giovane età intraprese un pellegrinaggio all'abbazia di Montecassino nell'epoca in cui era abate Bassacio (dall'837 al 17 marzo 856). Rimase impressionato osservando la vita austera di preghiera e lavoro dei monaci e decise di unirsi a loro. Il lavoro di Bertario nella vita monacale fu lavoro intellettuale.
Fu uomo dotto ed erudito; scrisse un elogio di San Benedetto in versi elegiaci e altre poesie che dedicò all'imperatrice Engelberga e a vari suoi amici; compose molti sermoni e omelie e si occupò di grammatica e di medicina, raccogliendo un gran numero di ricette per le diverse malattie. Leone Marsicano e Pietro Diacono[1] gli attribuiscono anche un'opera esegetica, in cui si adopera a conciliare passi controversi della Bibbia; sembra però che Bertario non ne sia l'autore, ma l'abbia fatta copiare solamente.
Nell'856 divenne il diciannovesimo erede di San Benedetto da Norcia alla guida del monastero, succedendo allo stesso Bassacio del quale era stato un fedele discepolo.
Quegli anni erano particolarmente critici a causa delle incursioni saracene; questi infatti da circa dieci anni compivano scorribande nella Terra di San Benedetto intenzionati a espandersi. Per motivi amministrativi e a causa delle scorrerie, l'abate Bertario fondò nuovamente la città ai piedi di Montecassino, distrutta secoli prima: nei pressi della Chiesa del Salvatore, curtis maior del territorio abbaziale, fondò Eulogimenopoli, la "Città di San Benedetto".
Abbellì la chiesa abbaziale con preziosi arredi sacri e fondò a Teano un monastero femminile; ebbe autonomia decisionale non dipendente dalla giurisdizione del vescovo locale.
Il martirio
Tanto fervore di opere e di intenti non ebbero fortuna, perché ripartito Ludovico II nell'873, i saraceni ripresero a fare scorrerie nelle campagne e cittadine sia della Campania che del Lazio, nell'882 una di queste bande annidata nell'Appennino sannitico, distrusse l'abbazia di San Vincenzo al Volturno.
Dopo anni di saccheggi, nell'883 i Saraceni distrussero la nuova città e l'Abbazia; fecero scempio di cose e di persone, fu martirizzato lo stesso abate Bertario e i monaci dovettero abbandonare per lungo tempo Montecassino.
Il corpo dell'abate martire fu in seguito trasportato a Montecassino e nel 1486 trasferito nella chiesa abbaziale, davanti alle tombe di san Benedetto e santa Scolastica; nel 1514 gli venne dedicata una cappella in suo onore con il corpo sotto l'altare.
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Abate di Montecassino | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Bassacio | 856 - 883 | Angelario I |
| Note | |
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| Bibliografia | |
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