Abbazia territoriale di Montecassino

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Coordinate: 41°29′24″N 13°48′50″E / 41.49, 13.81389

Abbazia territoriale di Montecassino
Abbatia Territorialis Montis Cassini
Chiesa latina

Monte Cassino abbey from cemetery.JPG
abate territoriale Donato Ogliari, O.S.B.
Sede Cassino

sede vacante
Cassino

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Sede immediatamente soggetta alla Santa Sede
Regione ecclesiastica Lazio
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
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coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Cariche emerite:

Pietro Vittorelli
Parrocchie 53
Sacerdoti

63 di cui 39 secolari e 24 regolari
1.268 battezzati per sacerdote

58 religiosi 64 religiose 1 diaconi
79.900 abitanti in 567 km²
79.900 battezzati (100,0% del totale)
Eretta VI secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Piazza Corte, 03043 Cassino (FR), Italia
tel. +39077632691; 0776.31.15.29 fax. 0776.24.508 @

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

L'Abbazia territoriale di Montecassino (latino: Abbatia Territorialis Montis Casini) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. È stata costituita nel VI secolo e nel 2010 contava 79.900 battezzati su 79.900 abitanti.

Territorio

La diocesi si trova tra la parte sud orientale del Lazio e l'estremo nord della Campania, tra la provincia di Frosinone e la provincia di Caserta e comprende i comuni di Cassino, Castelnuovo Parano, San Giorgio a Liri, Pignataro Interamna, Rocca d'Evandro, San Pietro Infine, San Vittore del Lazio, Sant'Andrea del Garigliano, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Apollinare, Vallemaio, Viticuso, Acquafondata, Vallerotonda, Sant'Elia Fiumerapido, Atina, Belmonte Castello, Villa Latina.

Il 23 ottobre 2014 papa Francesco, applicando il motu proprio Catholica Ecclesia del 23 ottobre 1976[1], ha ridotto il territorio dell'abbazia territoriale alla sola chiesa abbaziale ed al monastero, con le immediate pertinenze. Le 53 parrocchie dell'antico territorio sono passate alla diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, che contestualmente ha mutato il proprio nome in quello di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.[2]

Storia

Le origini

Quando san Benedetto, verso l'anno 529, fondò l'abbazia di Montecassino sull'acropoli che si ergeva sul monte dell'antico castrum Casinum, sul confine meridionale del Latium novum, sembra che egli ottenesse quell'edificio pubblico grazie all'appoggio delle famiglie locali più in vista e con il beneplacito delle autorità ecclesiastiche più vicine, probabilmente - trovandosi da tempo vacante la sede episcopale di Cassino -, quel Costanzo, vescovo di Aquino, la cui stima verso Benedetto è ricordata nel II libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno.

In questo spazio privo delle cure di un effettivo pastore san Benedetto cominciò ben presto ad esercitare un'opera di evangelizzazione con l'autorevolezza di un carisma che non sfuggì allo stesso re dei Goti, Totila, il quale si recò in visita da lui poco prima di assediare Roma nel dicembre del 546, ricevendone tra l'altro la predizione della sua morte imminente.

I primi quattro successori del santo nel governo di Montecassino furono Costantino, Simplicio, Vitale e Bonito, l'ultimo dei quali vide il monastero distrutto dai Longobardi nel 577, con il conseguente esilio della comunità monastica a Roma e la sua probabile estinzione.

Il duca di Benevento Gisulfo II nel 744 le fece dono di "tutte le montagne e le pianure all'intorno".

Qualche anno dopo, nel 748, papa Zaccaria emetteva in favore dell'abbazia un primo privilegio di esenzione. Era un primo abbozzo alla forma della giurisdizione spirituale di Montecassino, poi confermata nel privilegio di incerta datazione, emesso da papa Niccolò I (858-867), nel quale è riconosciuta la totale esenzione dell'abbazia da qualunque giurisdizione episcopale.

La Sede Apostolica garantiva così in modo espresso l'opera di governo degli abati cassinesi a partire specialmente da Gisulfo († 817), che in pianura aveva fondato il nuovo monastero del Salvatore costituendo in esso il centro sia dell'organizzazione curtense nella Terra Sancti Benedicti sia della futura città fondata dall'abate Bertario. Tali prerogative si manifestarono anche nella fondazione di nuovi centri abitati, furono confermate nel privilegio di papa Giovanni VIII del 22 maggio 882, alla vigilia della seconda distruzione del monastero ad opera dei Saraceni, che il 22 ottobre 883 provocarono la morte dello stesso abate Bertario e il lungo esilio capuano della comunità monastica.

Dal X secolo al tardo Medioevo

Il definitivo ristabilimento dei monaci a Montecassino dopo l'esilio coincide con il governo dell'abate Aligerno (949-985).

Favorita in parallelo dall'esenzione pontificia e dalla protezione imperiale, la Terra di San Benedetto si consolida e si allarga sempre più, mentre tra XI e XII secolo il monastero cassinese raggiunge il massimo splendore, di cui è simbolo l'abate Desiderio (1058-1087), il futuro papa Vittore III.

Montecassino appare, come scrive il Baronio, un vero e proprio "vivaio di santi pastori". La consacrazione della basilica cassinese da parte di papa Alessandro II il 1º ottobre 1071, con la partecipazione di numerosi arcivescovi, vescovi e signori locali, è come un sigillo impresso su quest'aurea età in cui Montecassino come Cluny contribuì alla riforma della Chiesa propugnata dalla Sede Apostolica.

Negli anni successivi tuttavia la fine del regno normanno, i contrasti legati alla successione degli Svevi e la stessa dominazione sveva fino alla morte di Federico II (13 dicembre 1250) avrebbero avuto gravi ripercussioni nella Terra di San Benedetto, non senza qualche raggio di luce, come la precoce presenza dei Francescani a San Germano per concessione dell'abate Landolfo Sinibaldo (1227-1236).

Solo con il nuovo re Carlo I d'Angiò nell'abbazia e nel territorio di sua pertinenza si iniziava un nuovo periodo di stabilità promosso dall'abate Bernardo Aiglerio (1263-1282) amico di san Tommaso d'Aquino, il quale celebrò anche nel 1275 il primo sinodo diocesano di cui si abbia notizia.

Tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo si registrano brevi ed instabili abbaziati, finché papa Giovanni XXII, la bolla Supernus opifex elevò l'abbazia al rango di sede episcopale.

Sarà poi papa Urbano V che dopo aver riservato a sé la carica abbaziale, con la bolla Romanus Pontifex il 31 marzo 1367 soppresse l'episcopato e ripristinò lo status abbaziale.

I tremendi effetti del terremoto del 1349, le complicazioni causate dallo scisma d'Occidente (1378), gravarono pesantemente sulle sorti di Montecassino, che tra l'altro a partire dal 1454 fino alla fine del XV secolo fu affidato a quattro abati commendatari, uno dei quali fu papa Paolo II.

L'età moderna

Annessa nel 1504 alla Congregazione di Santa Giustina detta de Unitate, che da quel momento prende il nome di "Cassinese", l'abbazia, rinacque ancora una volta sotto la guida dell'abate Eusebio Fontana che tra l'altro,in attuazione delle norme dettate dal Concilio di Trento, nel 1590 istituì il seminario diocesano.

Nel Seicento si ebbero dei contrasti sulla natura giuridica della diocesi abbaziale, risolti sempre a favore di quest'ultima dalla Sede Apostolica.

Dall'Ottocento al Concilio Vaticano II

Durante il periodo napoleonico la Sede Apostolica riconosceva l'abate come unico legittimo pastore del territorio cassinese.

Proclamato il nuovo regno d'Italia il 17 marzo 1861, una nuova legge di soppressione delle corporazioni religiose colpiva il 7 luglio 1866 anche Montecassino, che veniva dichiarato monumento nazionale, mentre l'abate conservava la sua funzione di Ordinario della diocesi cassinese, la chiesa abbaziale costituiva la cattedrale, e il monastero stesso ospitava la residenza del capitolo formato dalla comunità dei monaci, oltre che gli uffici della curia e il seminario diocesano.

L'8 dicembre 1889 anche il nuovo seminario diocesano di san Giuseppe sorgeva all'interno del monastero, in aggiunta all'altro già fondato in San Germano alla fine del XVI secolo. All'abate Krug († 1909) succedeva l'abate Gregorio Diamare (1865-1945), durante il cui governo si registrano ben quattro congressi eucaristici diocesani, e nel 1910 la fondazione di un "ricreatorio" per i giovani di Cassino.

Abbazia dopo il bombardamento alleato del 15 - 16 febbraio 1944

Sarà lui a vivere in prima persona durante la Seconda guerra mondiale il dramma del Battaglia del bombardamento di Montecassino avvenuto il 15 e 16 febbraio 1944, prodigandosi anche per salvare la vita dei suoi fedeli.

Scomparso l'anno seguente, gli succedeva nell'opera di ricostruzione materiale e morale l'abate Ildefonso Rea (1945-1971), che non solo provvide a riedificare il monumentale monastero ma anche le tante chiese e parrocchie della diocesi tra il Cassinate e la Valle di Comino, ricche di monumenti dell'arte medievale. Fu consacrato vescovo nel 1962 e partecipò ai lavori del Concilio Vaticano II. Durante lo stesso papa Paolo VI, accompagnato da una folta schiera di padri conciliari, il 24 ottobre 1964 consacrava la nuova basilica di Montecassino, proclamando san Benedetto patrono principale di tutta l'Europa.

Il papa Giovanni Paolo II visiterà il 20 settembre 1980 Montecassino in occasione del XV centenario della nascita di san Benedetto.

Benedetto XVI ha visitato l'abbazia il 24 maggio 2009.

Cronotassi dei vescovi

Gli abati dell'Abbazia hanno iniziato ad essere considerati vescovi nel corso del XVIII secolo.

...

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 79.000 persone contava 79.000 battezzati, corrispondenti al 100,0% del totale.

Note
  1. Testo sul sito del Vaticano.
  2. Bollettino della Santa Sede.
Fonti
  • F. Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604) , I, Faenza 1927 (Studi e Testi 35), pp. 120-122, 164-165.
  • L. Fabiani, La Terra di S. Benedetto. Studio storico-giuridico sull'Abbazia di Montecassino dall'VIII al XIII secolo, I-II, Montecassino 1968 (Miscellanea Cassinese 33-34).
  • "Ecclesia Casinensis". La diocesi di Montecassino 1975, Montecassino 1975.
  • M. Dell'Omo. Montecassino, in Le Diocesi d'Italia, dir. da L. Mezzadri-M. Tagliaferri-E. Guerriero, vol. III, Cinisello Balsamo (Milano), 2008, pp. 763-767.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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