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Sede titolare di Madauro

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Sede titolare di Madauro
Sede vescovile titolare
Dioecesis Madaurensis
Chiesa latina

Rovine romane di Madaura
Vescovo titolare: Thinh Xuan Nguyen
Istituita: XVI secolo
Stato Algeria
Località: Madauro
Diocesi soppressa di Madauro
Eretta: ?
Soppressa: ?
Coordinate geografiche
36°04′36″N 7°49′12″E / 36.076667, 7.82 bandiera Algeria
Mappa di localizzazione New: Algeria
Madauro
Madauro
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Dati online (gc ch)
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La Sede titolare di Madauro (latino: Dioecesis Madaurensis) è una diocesi soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia

Madauro (o Madaura), corrispondente alla città di M'daourouch nell'odierna Algeria, è un'antica sede episcopale della provincia romana di Numidia.

Madauro fu la patria dello scrittore e filosofo romano Apuleio. Il Martirologio Romano, alla data del 18 dicembre, menziona un gruppo di martiri cristiani: «Nell'Africa settentrionale, commemorazione dei santi martiri Namfamone, Míggine, Sanámis e Lucítas, che, secondo la testimonianza del pagano Massimo di Madaura in una lettera a sant'Agostino, godevano di grande venerazione presso il popolo cristiano.»[1] Questo gruppo di martiri nel Vetus Martyrologium Romanum sono esplicitamente attribuiti a questa città e ascritti alla data del 4 luglio.

A Madauro fece i suoi studi sant'Agostino.

Diversi sono i vescovi documentati di questa antica diocesi africana. Antigono prese parte al Concilio di Cartagine (345)/348[2] presieduto da Grato.[3]

Al Concilio di Cartagine (411), che vide riuniti assieme i vescovi cattolici e donatisti dell'Africa romana, presero parte il cattolico Piacentino (o Piacenzio) e il donatista Donato. Data la rarità del nome, Piacentino è da identificare con gli omonimi vescovi che presero parte al Concilio di Cartagine (407) come legato della Numidia e al antipelagiano Concilio di Milevi (416). A lui fu indirizzata una lettera di sant'Agostino, oggi perduta. Ed infine è da attribuire a questo vescovo la lapide scoperta a Madauro che ricorda il vescovo Piacentino morto all'età di 86 anni.[4]

Il nome di Pudenzio figura al 60º posto nella lista dei vescovi della Numidia convocati al Concilio di Cartagine (484) dal re vandalo Unnerico; Pudenzio, come tutti gli altri vescovi cattolici africani, fu condannato all'esilio.[5]

Le scoperte epigrafiche hanno restituito i nomi di altri tre vescovi di Madauro. Respetto è autore di un epitaffio in memoria del figlio Desiderio, morto il 22 gennaio 531.[6] Lepidiano visse 66 anni e il suo epitaffio è datato al V secolo.[7] Maurenzio è documentato da un'epigrafe datata tra VI e VII secolo.[8]

Dal XVI secolo Madauro è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica.

Cronotassi

Vescovi

Vescovi titolari

Note
  1. ↑ Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 954.
  2. ↑ Per la datazione di questo concilio: Concilia Africae, ed. Munier, pp. 3-10. Anche: Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 1318.
  3. ↑ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 72, Antigonus. A causa delle molti varianti presenti nei manoscritti, non è certa l'attribuzione di questo vescovo alla sede Madaurensis.
  4. ↑ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, pp. 876-877, Placentinus; p. 314, Donatus 39.
  5. ↑ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 935, Pudentius.
  6. ↑ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 965, Respectus.
  7. ↑ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 634, Lepidianus.
  8. ↑ Jean Louis Maier, L'épiscopat de l'Afrique romaine, vandale et byzantine, Institut suisse de Rome, 1973, pp. 164 e 358.
Bibliografia
Collegamenti esterni

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