Federico II di Svevia

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Federico II di Svevia
Laico
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Federico II di Svevia con falcone (XIII secolo), miniatura dal codice De arte venandi cum avibus; Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana
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Titolo
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Età alla morte 55 anni
Nascita Jesi, Ancona
26 dicembre 1194
Morte Castel Fiorentino, Lucera (FG)
13 dicembre 1250
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Collegamenti esterni
Federico II di Svevia (Jesi, Ancona, 26 dicembre 1194; † Castel Fiorentino, Lucera (FG), 13 dicembre 1250) è stato un imperatore italiano, e re di Sicilia, della Germania e dei romani.

Biografia

Figlio di Enrico VI di Svevia e di Costanza d'Altavilla, gli fu imposto, in omaggio alla sua duplice discendenza svevo-normanna, il nome di Federico-ruggero.

Ascesa al trono imperiale

Dopo la morte del padre (1197), venne incoronato re di Sicilia, succedendogli sotto la reggenza della madre. Tuttavia Costanza, morendo, nel 1198, affidò il figlio alla tutela di papa Innocenzo III, cui del resto come pontefice spettava la signoria eminente su regno di Sicilia. Volontà di Innocenzo III era di mantenere separati impero e regno di Sicilia; Federico fu affidato ad un consiglio di reggenza, mentre la Germania era dilaniata dalla guerra civile tra Filippo di Svevia (11771208) e Ottone di Brunswick (11751218), entrambi aspiranti alla corona imperiale. La morte di Filippo parve far trionfare Ottone, candidato del pontefice, ma la sua politica oppressiva ed accentratrie, nonché lo scarso rispetto dimostrato per gli accordi presi, finirono per alienargli le simpatie sia del papa sia dei principi tedeschi, i quali gli opposero a quel punto Federico. Infatti, quest'ultimo fu incoronato re dei romani il 9 dicembre 1212 e, conscio della sua debolezza, si mostrò molto malleabile con la curia romana: a tal punto che i suoi avversari lo soprannominarono "re dei preti", del resto egli fu conciliante anche con i principi dell'Impero, ai quali garantì, con la bolla d'oro di Eger del 1213, le più ampie autonomie. La sconfitta di Ottone di Brunswick e del suo alleato inglese Giovanni Senzaterra (11661216) a Bouvines, ad opera di Filippo II Augusto (11651223), re di Francia (27 luglio 1214), rese Federico padrone incontrastato della Germania e gli spianò la strada verso il trono imperiale. Secondo il volere di Innocenzo III, egli affidò il regno di Sicilia al figlio Enrico, sotto la tutela della moglie Costanza d'Aragona (1183 - 1222), e gliene fece anzi cingere la corona, come sovrano suo pari, per quanto fosse ancora un bambino.

Nel 1216, dopo la morte di Innocenzo III, Federico abbandonò l'atteggiamento condiscendente nei confronti del papato, tanto più che il nuovo pontefice Onorio III, uomo di esemplare vita religiosa, non era forte ed energico come il suo predecessore. Federico fece prima eleggere il figlio Enrico re dei romani, con ciò volendo esprimere la sua volontà di tenere uniti Impero e Regno di Sicilia e di fare dell'imperiale una corona ereditaria, nonostante le promesse fatte ad Innocenzo III. Inoltre, a sua volta, si fece incoronare imperatore (22 novembre 1220), dopo aver ottenuto dal papa il permesso di conservare personalmente la corona siciliana, assicurando che l’unione delle due corone imperiale siciliana non si sarebbe trasmessa ai suoi discendenti.

Le Crociate

Il papa Onorio III fu convito a cedere poiché considerava prioritario che Federico organizzasse la Crociata bandita da Innocenzo III nel Quarto Concilio Lateranense (1215) e se ne ponesse alla guida. Inoltre, riteneva che il Regno di sicilia, collocato in una favorevole posizione geografica come base per un'impresa militare verso l'Oriente, restasse sotto il diretto controllo dell'imperatore.

Federico, tuttavia, nonostante le promesse non prese mai parte alla crociata che ebbe luogo tra il 1217 ed il 1221, per quanto fallita questa spedizione, confermasse la sua disponibilità per una nuova impresa. Inoltre, per dimostrare il suo interesse ad una futura crociata Federico stesso (morta nel 1223 la moglie Costanza d'Aragona) sposava Isabella di Brienne (†1360), erede della corona di Gerusalemme.

Tornato nel regno di Sicilia Federico operò una profonda trasformazione dell'amministrazione e della giustizia, instaurando una sorta di assolutismo illuminato ante litteram (prima del tempo).

Nel 1226 convocò la Dieta di Cremona per cercare di ristabilire l'autorità imperiale in Lombardia, ma i comuni lombardi reagirono rinnovando la Lega antimperiale. Nel 1227 Federico partì una prima volta per la crociata ma dovette rientrare per lo scoppio di una epidemia. Scomunicato da papa Gregorio IX per non aver mantenuto la promessa della crociata, ritentò l'impresa l'anno successivo. Egli riuscì a conquistare Gerusalemme per via diplomatica, grazie ad un accordo intercorso con il sultano al-Kāmil.

Nel 1230, tornato in Sicilia, sconfisse le truppe del papa, costringendolo a ritirare la scomunica.

Nel 1231 promulgò le Costituzioni melfitane per il regno di Sicilia e nello stesso tempo riaffermò l'alta sovranità imperiale sui comuni, che vennero clamorosamente sconfitti nel 1237 a Cortenuova.

Scomunicato di nuovo nel 1239 riuscì ad impedire lo svolgimento di un concilio a Roma che avrebbe dovuto deporlo. Nel 1245, il successore di Gregorio IX, Innocenzo IV, della nobile famiglia genovese dei Fieschi, convocò un nuovo concilio a Lione durante il quale scomunicò e depose l'imperatore. Questi in un'ennesima battaglia fu sconfitto a Parma nel 1248; suo figlio, re Enzo di Hohenstaufen, anche conosciuto come Enzo re di Sardegna (Cremona, 1220 – Bologna, 14 marzo 1272) venne fatto prigioniero dai bolognesi e imprigionato fino alla morte.

Federico promosse le arti, e lui stesso era intellettuale raffinato, tanto da essere chiamato dai suoi contemporanei Stupor Mundi (Stupore del mondo). La sua corte fu una delle più raffinate della sua epoca. Si spense a Castel Fiorentino, presso Lucera (Foggia), il 13 dicembre 1250.

Voci correlate
Collegamenti esterni

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