L'Osservatore Romano

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L'Osservatore Romano
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Stato bandiera Città del Vaticano
Lingua italiana
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato Berliner
Fondatore Marcantonio Pacelli
Fondazione 1 luglio 1861
Chiusura {{{chiusura}}}
Inserti e allegati OR Domenica
Editore Santa Sede
Sede Città del Vaticano
Telefono: +39 06 698 83461/84442
Fax: +39 06 698 83675
Altra Sede {{{altrasede}}}
Direttore Giovanni Maria Vian
Condirettore {{{condirettore}}}
Vicedirettore
Redattore capo
ISSN 0391-688X   0391-688X
Distribuzione
Edizione cartacea
Edizione digitale
Canale TV
Tablet PC
Smartphone
Sito web
http://www.osservatoreromano.va/
Posta elettronica
segreteria@ossrom.va
info@ossrom.va
 
(LA) (IT)
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Unicuique suum - Non praevalebunt.
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A ciascuno il suo - Non prevarranno.
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(I due motti del quotidiano )

L'Osservatore Romano è il periodico ufficiale della Città del Vaticano.

Dà copertura a tutte le attività pubbliche del Papa, pubblica editoriali scritti da esponenti importanti del clero della Chiesa cattolica, e stampa documenti ufficiali dopo essere stati autorizzati. Sotto la testata sono riportati i due motti: "unicuique suum" ("a ciascuno il suo") e "non praevalebunt", tratto da Mt 16,18: "le porte degli inferi non prevarranno contro di essa [la Chiesa]".

Storia

La prima edizione del periodico fu pubblicata a Roma l'1 luglio 1861, pochi mesi dopo la proclamazione del Regno d'Italia (il 17 marzo 1861). Dopo la riduzione dello Stato Pontificio al solo Lazio in seguito alla battaglia di Castelfidardo (1860), il ministro dell'Interno del Vaticano Marcantonio Pacelli (nonno del futuro Pio XII), volle dare vita ad un giornale che difendesse lo Stato Pontificio e i suoi principi.

Fondatori del giornale risultano il forlivese Nicola Zanchini e il bolognese Giuseppe Bastia, che ne ebbero anche la direzione. Obiettivo principale, come affermava l'articolo 2 del regolamento, era "smascherare e confutare le calunnie che si scagliano contro di Roma e del Pontificato Romano".

L'Osservatore esce quotidianamente dal 31 marzo 1862.

Nel primo decennio di vita il giornale incappò non di rado nella censura del Governo pontificio. All'inizio del 1870 mosse alcuni rilievi all'esposizione romana; questo fatto, insieme a una correzione apportata a una notizia dell'agenzia Stefani, provocò da parte di Pio IX una sospensione di otto giorni; il pontefice bacchettò sonoramente il direttore, Augusto Baviera, peraltro suo figlioccio, stigmatizzando per iscritto "l'imbecillità di chi scrive e chi rivede" le notizie apparse sul numero incriminato (26 febbraio). Il quotidiano ricominciò le pubblicazioni con la data del 7 marzo[1].

Nello stesso anno, la presa di Roma (20 settembre) costrinse il giornale a qualche settimana di "involontario riposo", come fu scritto, con una punta di amara ironia, sulla prima pagina dell'edizione del 17 ottobre seguente[2].

Dal 9 luglio al 9 settembre 1919 la pubblicazione del giornale fu interrotta a causa di uno "sciopero bolscevico"[1][3] proclamato dai tipografi romani la sera dell'8 luglio. Il giornale era diretto in quel tempo da Giuseppe Angelini, e si stampava allora nello stabilimento Riccardo Garroni di piazza Mignanelli, dove erano anche redazione e amministrazione. L'informazione vaticana e il suo punto di vista sulle vicende italiane e internazionali trovarono in quei mesi ospitalità sulle colonne del quotidiano di Firenze L'Unità Cattolica, considerato dall'Osservatore una pubblicazione "egregia nostra consorella"; L'Unità Cattolica fu inviata in sostituzione agli abbonati dell'Osservatore durante il periodo dello sciopero. In quei giorni il giornale fiorentino appariva molto simile all'Osservatore, sia nella foliazione e nella veste grafica, come anche nell'impaginazione e nei contenuti, con una prima pagina dedicata in gran parte al notiziario internazionale e a quello vaticano, compresa la rubrica ufficiale Nostre Informazioni ripresa con esplicita indicazione della fonte dell'organo pontificio.

Dal marzo del 2016 L'Osservatore Romano fa parte della Segreteria per la Comunicazione istituita da Papa Francesco con Lettera Apostolica del 27 giugno 2015, in forma di Motu Proprio "L’attuale contesto comunicativo" [4].

Oggi

3 febbraio 2008: Prima uscita de L'Osservatore Romano a colori

Attualmente viene pubblicato in diverse lingue:

L'edizione quotidiana in italiano è pubblicata in serata, con la data del giorno successivo.

L'edizione settimanale in inglese iniziò a essere pubblicata dal 4 aprile 1968. Attualmente, è distribuita in oltre 129 paesi.

Nel 1934 fu fondato il settimanale L'Osservatore Romano della Domenica - poi L'Osservatore della Domenica - supplemento illustrato del quotidiano, che dal 1985 è noto come OR Domenica, inserto tabloid in italiano, di otto pagine domenicali diffuso per lo più in abbonamento postale distinto dall'abbonamento al quotidiano.

I direttori dell'Osservatore Romano

Note
  1. 1,0 1,1 Uno sciopero bolscevico fermò il giornale del Papa, in L'Osservatore Romano, 10 settembre 2011.
  2. Nell'edizione del 17 ottobre il giornale annunciava "ai suoi benevoli lettori" il ritorno in campo "non per farvi una irosa polemica, o accecato da fanatismo di [partito]]", ma per restare "fedele a quell'immutabili principi di religione e di morale, di cui riconosce solo depositario e vindice il Vicario di Gesù Cristo in terra". Il quotidiano assicurava che l'amministrazione "affine d'indennizzare gli associati della mancanza del giornale avvenuta dal 21 dello scorso Settembre a tutt'oggi è disposta a compensare questa mancanza nel prezzo de' successivi rinnovamenti d'associazione". In Uno sciopero bolscevico fermò il giornale del Papa, cit.
  3. La causa dello sciopero era legata alle trattative tra tipografi ed editori Romani: i tipografi chiedevano aumenti di stipendio, e gli editori richiedevano in cambio un aumento delle ore settimanali di lavoro.
  4. Motu Proprio di Istituzione nuova segreteria dal sito della Santa Sede on line
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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