Ordine di Sant'Agostino

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Ordine di Sant'Agostino
in latino ''Ordo Fratrum Sancti Augustini''
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Emblema dell'ordine[1]

Istituto di vita consacrata
Ordine mendicante maschile di diritto pontificio

Altri nomi
Agostiniani Eremitani di Sant'Agostino
Fondatore Sant'Agostino
Data fondazione 1244
sigla O.S.A.
Titolo superiore
Regola Sant'Agostino IV secolo
Motto Il mio amore è il mio peso;
Charitas et Scientia (Amore e scienza);
Tolle lege (Prendi e leggi)
Abito abito nero con cappuccio e cintura nera
Scopo preghiera, studio e insegnamento
Costituzioni 1287 (da Agostino Novellus) e 1290, 1895 (nuove, aggiunte 1901 e il 1907)
Santo patrono Madre di Dio della consolazione, Sant'Agostino
Prima fondazione monastero di San Salvatore Lecceto (Toscana), 1256
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Scheda su gcatholic.com
Scheda su catholic-hierarchy.org

L'Ordine di Sant'Agostino (in latino Ordo Fratrum Sancti Augustini), già detto degli Eremitani di Sant'Agostino (in latino Ordo Eremitarum Sancti Augustini; sigla O.E.S.A.) è un ordine mendicante: i frati Agostiniani pospongono al loro nome la sigla O.S.A.. Fu fondato a Roma nel 1244. Sant'Agostino è considerato il "padre" dell'Ordine, mentre "istitutore" dell'Ordine è la Sede Apostolica.

Storia

Origini del monachesimo agostiniano

L'origine del monachesimo agostiniano è da ricondurre al 388/389 quando Sant'Agostino, ritornato a Tagaste dopo la conversione avvenuta a Milano, iniziò a fare vita comune, nella povertà, nella preghiera e nello studio, insieme ad alcuni amici. Divenuto presbitero ad Ippona fondò un monastero nel quale viveva insieme ad alcuni laici che avrebbero ricevuto in seguito l'Ordine sacro. In questo periodo Agostino scrisse la Regola (Regula ad servos Dei). Nominato vescovo di Ippona nel 395 Agostino abbandonò il monastero, ma radunò nell'episcopio presbiteri e diaconi che volevano condurre insieme a lui vita comune e accettassero il suo stile di vita.

L'ideale agostiniano si estese ad altre parti dell'Africa. Nel V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.

Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e dai sacerdoti che fuggivano per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Intorno al 440 San Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nelle vicinanze di Napoli. Nel 502 San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci lo divulgarono nella Spagna meridionale intorno al 570.

La copiosità dei codici antichi contenenti la regola di S. Agostino mostra il costante interesse che la stessa suscitò in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli, venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. La regola agostiniana ricompare in pratica nell'Europa dell'XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali. Venne adottata, tra gli altri, dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Nascita dell'Ordine

L'ordine trae origine dalle diverse congregazioni di eremiti con regola agostiniana che erano sorte specialmente in Italia nei secoli XII e XIII.

Il 16 dicembre 1243 papa Innocenzo IV promulgò la bolla Incumbit nobis con la quale invitava le numerose comunità di eremiti della Tuscia a riunirsi per costituire un unico Ordine religioso con la regola e lo stile di vita di S. Agostino. Nel marzo dell'anno successivo, 1244, gli eremiti celebrarono un capitolo di fondazione a Roma, sotto la guida del cardinale Riccardo degli Annibaldi ed ebbe così inizio la storia dell'Ordine di S. Agostino.

Innocenzo IV desiderava che gli eremiti che seguivano le norme dettate da sant'Agostino non vagassero senza pastore come pecore sperdute, secondo il dettato dell'Incumbit nobis. Gli eremiti dovevano osservare la Regola e le norme di vita di S. Agostino e nominare mediante elezione canonica un priore generale.

La "grande unione"

Con la bolla Licet Ecclesiae Catholicae del 9 aprile 1256 papa Alessandro IV univa agli Eremiti della Tuscia gli Eremiti del mantovano Giovanni Bono (detti giamboniti) fondati intorno al 1217, gli Eremiti di S. Guglielmo (detti guglielmiti) fondati presso Siena nel 1156, gli Eremiti di Brettino (presso Fano), gli Eremiti di Monte Favale (presso Pesaro), e altre congregazioni minori sotto l'unica osservanza dell'"Ordine degli Eremitani di S. Agostino". Nella stessa bolla Alessandro IV raccomandò a vescovi e arcivescovi di non turbare la pace e la tranquillità degli eremiti che seguivano la Regola di sant'Agostino: gli eremiti di sant'Agostino venivano così sottratti alla giurisdizione degli ordinari e il priore generale, eletto ogni tre anni, poteva amministrare liberamente l'ordine.

La Grande Unione avvenne presso il convento degli eremiti toscani di S. Maria del Popolo, sempre sotto la direzione del Cardinale Riccardo degli Annibaldi, con delegati provenienti da tutti i romitori. Lanfranco Settala di Milano, già superiore degli Eremiti di Giovanni Bono, fu nominato priore generale dell'Ordine, che comprendeva 180 conventi in Italia, Austria, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Boemia ed Inghilterra.

La fondazione dell'ordine è tradizionalmente fatta risalire a Sant'Agostino

L'unione del 1256 fu dunque un ampliamento dell'ordine quanto al numero e un vantaggio per grazie e privilegi pontefici.

Sviluppi

Nella prima metà del Trecento i circa 15.000 Agostiniani erano distribuiti in oltre 300 conventi suddivisi in 25 province. Nel 1327, con la bolla Veneranda sanctorum patrum, papa Giovanni XXII concesse loro di fondare una casa a Pavia, accanto alla tomba di sant'Agostino, che veniva proposto come precettore, padre, generale e capo.

Oggi, caduto il riferimento all'eremitismo, gli Agostiniani si chiamano: Ordo Fratrum Sancti Augustini (OSA). L'ordine è organizzato in una forma di vita moderatamente austera, che concilia il cenobitismo con gli studi e le ricerche, rivolte soprattutto agli scritti dei Padri, particolarmente di sant'Agostino, e alla tradizione delle opere classiche dell'Antichità.

Realtà ecclesiali con Regola agostiniana

Comunità religiose maschili

  • Agostiniani Scalzi: sorti come movimento di riforma nel secolo XVI dall'Ordine di S. Agostino, sono stati costituiti come Ordine indipendente nel 1931.
  • Agostiniani Recolletti: anch'essi sorti come movimento di riforma nel XVI secolo, sono stati costituiti come Ordine indipendente nel 1912. Operano in 20 nazioni, in prevalenza di lingua spagnola.
  • Congregazioni di vita apostolica, aventi Costituzioni proprie ma aggregate spiritualmente all'Ordine Agostiniano. I più noti sono gli Agostiniani dell'Assunzione, istituto di origine francese.

Comunità femminili

Realtà laicali

  • Fraternità "Communio". Istituita dal Priore Generale nel 1992, è un Istituto Secolare dell'Ordine Agostiniano. Si caratterizza per l'emissione dei voti, secondo uno Statuto proprio. È suddiviso in fraternità locali.
  • Terz'Ordine Agostiniano. Sono i gruppi dell'antico Terz'Ordine Agostiniano che sussistono con la stessa modalità di organizzazione anteriore allo statuto del 1980.
  • Fraternità Secolari Agostiniane o FAS. Sono l'edizione più recente del Terz'Ordine Agostiniano, nate dopo lo Statuto del 1980, con fraternità locali istituite con decreto del Priore Generale.
  • Confraternite. Costituite dal Priore Generale, si caratterizzano per una devozione particolare o per il servizio ad un particolare santuario. Accanto ad un aspetto di formazione e di devozione, sottolineano l'aspetto del servizio (liturgico, sociale...).
  • Pie Unioni. Sono istituzioni simili a quelli che oggi si chiamano "Gruppi di preghiera", legate ad una determinata devozione. In Italia riscontriamo due Pie Unioni "agostiniane" principali:
    • La Pia Unione della B. M. Vergine del Buon Consiglio, legata alla devozione verso la Madonna del Buon Consiglio di Genazzano. Conta attualmente 33 gruppi organizzati.
    • La Pia Unione di S. Rita da Cascia. Riunisce vari gruppi, con denominazioni diverse (Confraternita, Pia Unione, Associazione, Gruppo di preghiera...) ma con lo stesso legame della devozione a S. Rita. Recentemente, su richiesta della Provincia Agostiniana d'Italia, è stata costituita dalla Santa Sede la Pia Unione Primaria di S. Rita da Cascia con l'intento di coordinare tutti i gruppi ecclesiali sorti attorno alla devozione a S. Rita.
  • Altri gruppi agostiniani. Esistono altri gruppi agostiniani, legati all'Ordine per seguirne la spiritualità e per la collaborazione che prestano: ad esempio gli Amici di S. Agostino e l'Associazione missionaria Apurimac.
  • Gli affiliati. L'ultimo gruppo di laici agostiniani è costituito da singole persone che sono state "affiliate" all'Ordine dal Priore Generale e rese partecipi dei beni spirituali dello stesso, a motivo di particolari benemerenze acquisite in favore dell'Ordine stesso.

Cronotassi dei Priori Generali

La figura del Priore Generale nell'ordine agostiniano riveste un ruolo di primaria importanza in quanto, ne è la suprema guida e come tale determina la linea d'azione pastorale dei frati.

Di regola il Priore viene eletto nel Capitolo Generale dell'Ordine che si tiene d'abitudine ogni tre anni.

  • Lanfranco da Milano (1256-1265)
  • Guido da Staggia (1265-1271)
  • Clemente da Osimo (1271-1274)
  • Francesco da Reggio (1271-1283)
  • Clemente da Osimo (1284-1291)
  • Egidio Romano (1292-1295)
  • Simone da Pistoia (1295-1298)
  • Agostino da Tarano (1298-1300)
  • Francesco da Monterubbiano (1300-1308)
  • Giacomo da Orte (1308-1311)
  • Alessandro da sant'Elpidio (1312-1326)
  • Guglielmo da Cremona (1326-1343)
  • Dionisio da Modena (1343-1344)
  • Tommaso d'Argentina (1345-1357)
  • Gregorio da Rimini (1357-1358)
  • Matteo d'Ascoli (1359-1368)
  • Ugolino Malabranca d'Orvieto (1368-1371)
  • Guidone Belreguardo (1371-1377)
  • Bonaventura da Padova (1377-1384)
  • Bartholomeus de Venetiis (1384-1400)
  • Nicola da Cassia (1400-1412)
  • Petrus de Vena de Tolosa (1412-1419)
  • Agostino Favaroni (1419-1431)
  • Gerardo da Rimini (1431-1443)
  • Giuliano da Salemi (1443-1458)
  • Alessandro Oliva da Sassoferrato (1459-1461)
  • Guglielmo Becchi (1461-1470)
  • Giacomo da Aquila (1470-1476)
  • Ambrogio Massarius da Cori (1476-1485)
  • Anselmo di Montefalcone (1485-1497)
  • Mariano da Genazzano (1497-1501)
  • Graziano Fulginate (1501-1504)
  • Augustino Interamnensi (1504-1507)
  • Egidio da Viterbo (1507-1518)
  • Gabriele Veneto (1519-1539)
  • Giovanni Antonio Veronese (1539)
  • Gerolamo Seriprando (1539-1551)
  • Cristoforo da Padova (1551-1569)
  • Taddeo Guidelli da Perugia (1570-1581)
  • Francesco da Recanati (1581-1582)
  • Spirito Anguisciolo da Vicenza (1582)
  • Gregorio da Montelparensi (1582-1592)
  • Andrea da Fivizzano (1592-1598)
  • Alessandro Mancini (1598-1600)
  • Fulvio da Montefortino (1600)
  • Ippolito da Fabriano (1600-1608)
  • Giovanni Battista da Asti (1608-1614)
  • Nicola da sant'Angelo (1614-1620)
  • Fulgenzio Gallucci da Montegiorgio (1620-1625)
  • Girolamo de Ghettis (1625-1635)

...

  • Fulgenzio Petrelli (1645-1649)
  • Filippo Visconti (1649-1655)
  • Paolo Luchini da Pesaro (1655-1661)
  • Pietro Lanfranconi (1661-1667)
  • Antonio Pacini (1667-1699)
  • Nicola Serani (1699-1704)
  • Adeodato Nuzzi (1705-1711)
  • Adeodato Summantico (1711-1717)
  • Fulgenzio Bellelli (1726-1733)
  • Nicola Schiaffinati (1733-1739)
  • Felice Leoni (1739-1745)
  • Agostino Gioia (1745-1751)
  • Francesco Saverio Vàzquez (1751-1753)

...

  • Giorgio Rey (1800)
  • Settimio Rotelli marchigiano (1810)

...

  • Giuseppe Mistretta (1822-1829)
  • Venanzio Villalonga (1829)
  • Tommaso Credennino (1835- ...)
  • Paolo Micallef
  • Sebastiano Martinelli (1895)
  • Tommaso Rodriguez (1896-1919)

...

  • Tomás Giacchetti (1920-1924)
  • Eustasio Esteban (1925-1931)
  • Clemente Fuhl (1931-1935)
  • Carlos Pasquini (1936-1947)
  • Joseph Hickey (1947-1953)
  • Luciano Rubio Calzón (1959-1965)
  • Agostino Trapé (1965-1971)
  • Teodoro Tack (1971-1983)
  • Martin Nolan (1983-1989)
  • Miguel Orcasitaz (1989-2001)
  • Robert Prevost (2001-2013)
  • Alejandro Moral (2013-...)
Bibliografia
Note
  1. L'emblema dell'ordine reca due elementi fissi: il libro sacro e il Cuore di Gesù fiammeggiante trafitto da una freccia; a essi spesso si affiancano la cintura dell'abito agostiniano e le insegne della dignità episcopale di Sant'Agostino (pastorale e croce patriarcale)
Bibliografia
  • Vittorino Grossi, Luis Marín, Gino CioliniGli Agostiniani. Radici, storia, prospettive, Palermo, Augustinus, 1993.
Voci correlate
Collegamenti esterni

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