Alfonso VIII di Castiglia
| Alfonso VIII di Castiglia Laico | |
|---|---|
| Età alla morte | 58 anni |
| Nascita | Soria 11 novembre 1155 |
| Morte | Avila 5 ottobre 1214 |
| Sepoltura | Monastero de las Huelgas di Burgos |
| Re di Castiglia | |
| In carica | 1158 – 5 ottobre 1516 |
| Predecessore | |
| Successore | |
| Altri titoli | Re di Toledo |
| Casa reale | Anscarici |
| Padre | Sancho III |
| Madre | Bianca Garcés di Navarra |
| Consorte |
Eleonora Plantageneta |
| Figli |
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| Religione | Cattolicesimo |
Alfonso VIII di Castiglia, detto il Nobile o de Las Navas (Soria, 11 novembre 1155; † Avila, 5 ottobre 1214), è stato un re spagnolo.
Cenni biografici
Acque a Soria nell'odierna diocesi di Osma-Soria nel 1155, all'età di tre anni successe a suo padre Sancho III sul trono di Castiglia, ma la rivalità fra le potenti famiglie dei tutori Castro e Lara provocò una guerra civile e favorì l'invasione della Castiglia da parte dei re di Navarra e di León.
Nel 1169 le Cortes di Burgos riconobbero ad Alfonso la maggiorità e predisposero il suo matrimonio con Eleonora d'Inghilterra. Alleatosi con Alfonso II d'Aragona, riconquistò il Regno e, forte di quest'alleanza, attaccò e vinse i musulmani espugnando la città di Cuenca nel 1177.
In seguito però il re aragonese, convinto che la politica seguita avvantaggiasse solo la Castiglia, si alleò con Navarra e León. Questa decisione fu un grave colpo per la reconquista in cui Alfonso era impegnato proprio in quel periodo.
Nel 1201 inviò una missione diplomatica nel rego di Danimarca, guidata dal vescovo di Osma Diego d'Acebo, per combinare il matrimonio di suo figlio Ferdinando con una principessa danese. Nel seguito guidato da Diego, vi era un giovane prete che presto si sarebbe distinto come una figura di fama universale. Si trattava di Domenico di Guzmán, che aveva studiato a Palencia e che Diego volle al suo fianco.
L'ascesa al trono aragonese di Pietro II d'Aragona determinò però un nuovo rovesciamento nelle alleanze di cui fece le spese la Navarra. Pietro il Cattolico si affrettò a mutar politica e si unì al re di Castiglia, obbligando anche il re di León, Alfonso IX, a far pace con lui; l'accordo fu suggellato dalle nozze di quel re con Berenguela (Berengaria) figlia di Alfonso (1198). Peggior sorte toccò al navarrese, il quale perdette gran parte del suo territorio. Dopo qualche anno, Alfonso iniziò una campagna per occupare il ducato di Guascogna, dote di sua moglie Eleonora; ma, dopo aver conquistata una parte del territorio, non riuscendo a prendere le principali città, abbandonò l'impresa (1204-1206).
La Crociata
Più gravi cure assorbirono, negli anni successivi, l'attività militare e diplomatica del re La valanga almohade di Abū ‛Abd Allāh Muḥammad an-Nāṣir, figlio del vincitore di Alarcos, minacciava di travolgere la Castiglia e arrestare per sempre l'opera di riconquista. Il re Alfonso compese la gravità del pericolo, e, mentre si preparava a sostenere il formidabile urto, procurava di costituire il fronte unico degli stati cristiani della penisola, e mandava l'arcivescovo di Toledo, Rodrigo Ximénez de Rada, in Francia, in Germania e a Roma, per domandare l'aiuto della cristianità.
Innocenzo III concesse le indulgenze della crociata; agli eserciti dei re di Castiglia, Aragona e Navarra si unirono molti stranieri, con gli arcivescovi di Narbona e Bordeaux, il vescovo di Nantes, ecc. L'esercito cristiano partì da Toledo, avanzando vittoriosamente verso sud; e, sebbene le sue file si assottigliassero per la diserzione di molti stranieri, pure ottenne vittoria completa nel luogo detto Las Navas de Tolosa (diocesi di Jaén), il 16 luglio 1212. Questa vittoria, detta anche di Úbeda, seguita dalla presa di alcune piazze forti, come Úbeda e Baeza, segna una data memorabile nella storia della riconquista spagnuola. Alla gloriosa impresa cristiana e nazionale Alfonso meditava di dare ulteriore sviluppo, quando, in pieno fervore di attività contro i Musulmani, moriva in Åvila (5 ottobre 1214).
Nel 1208 aveva fondato a Palencia la prima università spagnola.
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