Beato Diego d'Acebo
| Beato Diego d'Acebo Vescovo | |
|---|---|
| Beato | |
| Età alla morte | 37 anni |
| Nascita | Villaseca de Arciel 1170 |
| Morte | Osma 30 dicembre 1207 |
| Sepoltura | Cattedrale di Osma |
| Consacrazione vescovile | 11 dicembre 1201 |
| Incarichi ricoperti | Vescovo di Osma |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Ricorrenza | 6 febbraio |
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Beato Diego d'Acebo, (in latino Didacus d'Azebes) anche noto come d'Azevedo o di Osma (Villaseca de Arciel, 1170; † Osma, 30 dicembre 1207), è stato un vescovo spagnolo.
Cenni biografici
Fu Priore del Capitolo della Cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (Santa María de la Asunción) a Osma, dove Domenico di Guzmán era canonico.
Da alcuni è ritenuto legato all'Ordine cistercense nel senso più pieno del termine, come hanno affermato diversi autori, a cominciare da Manrique, Henriquez e altri, per altri fu una figura vicina all'Ordine. Considerando le ragioni addotte e conoscendo le tappe che compì in quegli anni, non sembra chiaro che egli abbia vissuto la vita cistercense, ma piuttosto che ne fosse semplicemente un fervente sostenitore. Sembra che abbia trascorso un periodo vivendo secondo i precetti cistercensi presso la casa madre di Cîteaux, in Francia, ma nulla di più.
Nel 1201, Diego divenne vescovo di Osma. Questo è anche l'anno della prima menzione di lui nelle fonti. Fu allora che riformò i canonici della cattedrale alla Regola di Sant'Agostino.
Alfonso VIII di Castiglia gli affidò un delicato incarico: combinare il matrimonio di suo figlio Ferdinando con una principessa, a quanto pare di Danimarca. Nel brillante seguito guidato da Diego, aveva con sé un giovane prete che presto si sarebbe distinto come una figura di fama universale. Si trattava di Domenico di Guzmán, che aveva studiato a Palencia e che Diego volle al suo fianco, nominandolo sotto-priore del capitolo regolare di Osma. Entrambi erano animati dall'ardente zelo apostolico.
Quest'ambasciata fu proprio il mezzo che Dio presentò loro per plasmare le vite di entrambi, soprattutto quella del secondo. Si narra che, appena entrati in Francia, si resero conto del grave danno causato dall'eresia albigese.
Proseguirono il loro viaggio portando a termine con successo la missione diplomatica, combinando il matrimonio tra la principessa di Danimarca e Ferdinando, principe di Castiglia. Fecero quindi ritorno in Castiglia per riferire al re l'esito positivo della missione.
Soddisfatto del successo ottenuto, il re incaricò nuovamente Diego di guidare una seconda ambasciata, ben più sfarzosa della prima, per prelevare la principessa e condurla in Castiglia. Accadde però l'imprevisto: giunti nella capitale danese, scoprirono che la principessa era morta, liberando così Diego dal suo impegno nei confronti del re. Ordinò al resto della delegazione di tornare in Castiglia con resoconti dettagliati per il re su tutto l'accaduto, e lui stesso partì per Roma con alcuni ecclesiastici, desideroso di presentare a papa Innocenzo III le sue dimissioni dall'incarico vescovile per dedicarsi alla vita missionaria presso le popolazioni del Nord Europa.
Il pontefice, invece, nominò il vescovo d'Acebo capo non ufficiale di una missione in Linguadoca nel sud della Francia, per predicare contro l'eresia catara.
Diego e Domenico vi si recarono attraverso Cîteaux. Lo scopo di questa visita ai cistercensi sembrava essere quello di stabilire un contatto con un gruppo di abati cistercensi che Innocenzo III aveva incaricato di organizzare una sorta di crociata contro gli albigesi.
Questi consigliarono loro che il modo più efficace per svolgere la loro opera apostolica era imitare i primi apostoli che si dedicarono alla diffusione del Vangelo, predicando non solo la Parola di Dio, ma anche dando l'esempio con una vita povera, austera e di sacrificio, e così avrebbero fatto da quel momento in poi.
Nel 1207, a Pamiers, partecipò con Domenico a una conferenza con i Pauperes Lugdunenses guidati da Durando d'Osca, in cui si tenne una disputa teologica con i catari. Dopo la conferenza, un gruppo di catari tornò in seno alla Chiesa cattolica. Poco dopo il vescovo Diego ricevette l'ordine dal papa di tornare nella sua diocesi. Fu così che il suo accompagnatore Domenico, seguìto da alcuni discepoli, raccolse la fiaccola della predicazione, il che, secondo il disegno di Dio, portò alla nascita dell'illustre Ordine dei Predicatori, che ha portato e continua a portare tanta gloria alla Chiesa.
Morì a Osma il 30 dicembre 1207. Il suo corpo fu sepolto nella Cattedrale locale.
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