Arcidiocesi di Antivari

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Arcidiocesi di Antivari
Archidioecesis Antibarensis
Chiesa latina

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arcivescovo Zef Gashi
Sede Antivari

sede vacante
Antivari

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Sede immediatamente soggetta alla Santa Sede
Regione ecclesiastica {{{regione}}}
Nazione bandiera Montenegro
diocesi suffraganee
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coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Arcivescovi emeriti:

Parrocchie 19
Sacerdoti

14 di cui 7 secolari e 7 regolari
801 battezzati per sacerdote

7 religiosi 30 religiose
631.000 abitanti in 13.138 km²
11.227 battezzati (1,8%% del totale)
Eretta IX secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Nadbiskupski Ordinarijat, Popovici 98, 85000 Bar, Crna Gora
tel. (085)313.863 fax. 313.817

Dati dall'annuario pontificio 2012 Scheda
Chiesa cattolica in Montenegro
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

L'arcidiocesi di Antivari (in latino: Archidioecesis Antibarensis) è una sede della Chiesa cattolica ed è immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2012 contava 11.227 battezzati su 631.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Zef Gashi.

Territorio

L'arcidiocesi comprende tutto il territorio del Montenegro, ad eccezione della zona costiera settentrionale. Nella cartina a destra il territorio dell'arcidiocesi di Antivari è contrassegnato in verde.

Sede arcivescovile è la città di Antivari, dove si trova la cattedrale dell'Immacolata Concezione. A Budua si trova l'ex cattedrale di San Giovanni.

Il territorio è suddiviso in 19 parrocchie.

Storia

La diocesi di Antivari fu eretta nel X secolo e fu originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di Spalato.

Nel 1034 fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana ed ebbe come suffraganee le diocesi di Alessio, di Budua, di Drivasto, di Dulcigno, di Pult e di Sapë.

Nel 1078 Ragusa fu elevata al rango di arcidiocesi, con suffraganee Budua, Chelmo, Drivasto e Dulcigno. Ad Antivari rimasero soggette le diocesi di Bosnia, di Cattaro, di Durazzo, di Prizren, di Pult, di Scutari e di Suacia.

Già nell'XI secolo Cattaro ritornò ad essere suffraganea di Spalato, nel 1089 la diocesi di Drivasto tornò alla metropolia di Antivari e nel 1120 la diocesi di Bosnia divenne suffraganea di Ragusa. Tutte le diocesi suffraganee di Ragusa, ad eccezione della diocesi di Bosnia, tornarono alla metropolia di Antivari nel 1174 e vi si aggiunsero nello stesso secolo le diocesi di Albania e di Sarda. Successivamente Durazzo divenne sede metropolitana nel XIII secolo. Dal XIV secolo fu suffraganea di Antivari anche la diocesi di Dagno.

Le diocesi di Budua e di Dulcigno furono unite fra loro il 21 giugno 1536 e soppresse nel corso del XVI secolo. Il loro territorio fu incorporato dall'arcidiocesi di Antivari.

Il 14 marzo 1867 l'arcidiocesi di Antivari fu unita aeque principaliter alla diocesi di Scutari ed ebbe come suffraganee le diocesi di Alessio, di Pult e di Sapë.

Il 23 ottobre 1886 l'arcidiocesi di Antivari fu nuovamente divisa dalla sede di Scutari, che conservò il titolo arcivescovile. Conseguentemente, Antivari perse le proprie suffraganee e con esse il rango di sede metropolitana e divenne un'arcidiocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. Il Montenegro adottò la religione ortodossa come religione di stato e di conseguenza i fedeli dell'arcidiocesi di Antivari appartengono per lo più alla minoranza albanese.

Dopo la Seconda guerra mondiale, in Albania la religione cattolica fu messa al bando dalle leggi che imponevamo l'ateismo di stato. In questo periodo l'arcidiocesi di Bar fu il punto di riferimento per i cattolici albanesi. Quando dopo il Concilio Vaticano II, la riforma liturgica permise l'utilizzo delle lingue nazionali nella liturgia, fu nell'arcidiocesi di Bar che venne realizzata la traduzione dei testi liturgici in lingua albanese, che più tardi furono adottati da tutte le diocesi di lingua albanese.

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

Fonti

Suggerimenti



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