Beato Giuseppe Nascimbeni

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Beato Giuseppe Nascimbeni
Presbitero
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Beato Giuseppe Nascimbeni
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Età alla morte 70 anni
Nascita Torri del Benaco
22 marzo 1851
Morte Castelletto di Brenzone
21 gennaio 1922
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Ordinazione presbiterale 9 agosto 1874
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 17 aprile 1988, da Giovanni Paolo II
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 22 gennaio
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
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Patrono di
Collegamenti esterni
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 22 gennaio, n. 14:
« A Castelletto del Garda in Veneto, beato Giuseppe Nascimbeni, sacerdote, fondatore dell'Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. »

Beato Giuseppe Nascimbeni (Torri del Benaco, 22 marzo 1851; † Castelletto di Brenzone, 21 gennaio 1922) è stato un presbitero e fondatore italiano della congregazione delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. Nel 1988 è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II.

Biografia

L'infanzia e gli studi

Giuseppe Nascimbeni nacque a Torri del Benaco sulla sponda veronese del Lago di Garda, il 22 marzo 1851, figlio unico di Antonio e di Amedea Sartori. Terminati gli studi elementari, con l'aiuto della madre, entra al collegio Mazza di Verona, ma con scarsi risultati, tanto che non viene ammesso all'anno successivo. Deciso a riprovare, nel novembre del 1863 riprende i libri e completa gli studi a pieni voti. Entrò in seminario titubante, ma ogni giorno di più la sua scelta si rivelerà matura e pienamente consapevole.

La vita sacerdotale

La vestizione clericale è l'8 dicembre 1869 a Torri, il diaconato nel 1874 e il 9 agosto dello stesso anno è ordinato sacerdote da Luigi di Canossa. Il 22 agosto 1874 ottiene il diploma di maestro, "professione" che eserciterà nella sua prima parrocchia, S. Pietro di Lavagno, assieme agli usuali compiti del sacerdote. Ad un passo dall'essere "eletto parroco a furor di popolo", don Giuseppe decise di farsi trasferire per non soppiantare il suo parroco; così fu assegnato a Castelletto di Brenzone, con don Donato Brighenti, ormai anziano e bisognoso di aiuto.

A Castelletto

Don Giuseppe conosceva bene la realtà di Castelletto, perché era un po' la realtà che aveva vissuto da ragazzo a Torri, dal quale dista solo pochi chilometri. Quasi completamente isolato in termini di trasporti (ad eccezione dei battelli e di una vecchia mulattiera), Castelletto versa in una condizione di povertà non solo economica che il Nascimbeni riuscirà a lenire con il suo amore per il paese, con la sua operosità e con la sua preghiera. Oltre alle attività parrocchiali, quelle dell'oratorio e quelle scolastiche (che ha avuto fino al 25 gennaio 1885, quand'è diventato parroco del paese dopo la morte del predecessore, don Brighenti), don Giuseppe pregava che potessero esserci delle suore che lo aiutassero in paese.

La fondazione delle Piccole Suore della Sacra Famiglia

Dopo molti "No", su consiglio di mons. Bacilieri, fondò le Piccole Suore della Sacra Famiglia, che il 6 novembre 1892 arrivarono a Castelletto ed iniziarono l'opera che ancor oggi portano avanti in Italia e non solo: America Latina, Albania, Africa, con attività che vanno dall'insegnamento nelle scuole all'accoglienza di orfani, dagli ospedali ai ricoveri per anziani. Il 19 novembre 1905 c'è la posa della prima pietra della nuova chiesa: la vecchia, ormai in rovina, fu demolita perché d'intralcio alla nuova strada statale Gardesana Orientale, che avrebbe portato i collegamenti tra tutti i paesini del lago. La fondazione delle Piccole Suore, assieme a Madre Maria Domenica Mantovani, arriva lontano: oltre alla grande affluenza di giovani nel neonato istituto, i cui patroni sono la Sacra famiglia, San Carlo Borromeo, San Filippo Neri, San Giovanni Maria Vianney e San Francesco d'Assisi e il cui motto è Pregare, Lavorare e Patire, il Padre (così veniva chiamato don Giuseppe) manda le sue suore anche negli ospedali militari durante la Grande Guerra; Castelletto, infatti nelle vicinanze della linea di fronte.

La malattia e la morte

Alla vigilia del 1917, don Giuseppe è colpito da apoplessia e paralisi. Nel novembre del 1917, dopo essersi lentamente ripreso, celebra il 25° della fondazione. Nel 1921, convalescente dall'epidemia di influenza spagnola e da attacco di diabete, ebbe un nuovo collasso che aggravò notevolmente la sua situazione. Nella notte tra il 20 e il 21 gennaio 1922 muorì. Viene proclamato beato da Giovanni Paolo II nell'aprile del 1988 a Verona.

Collegamenti esterni

Suggerimenti



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