Compianto su Gesù Cristo morto (Andrea Mantegna)

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Milano PinBrera A.Mantegna CompiantoCristomorto 1500ca.jpg
Andrea Mantegna, Compianto su Gesù Cristo morto (1500 ca.), tempera su tela
Compianto su Gesù Cristo morto
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Lombardia
Regione ecclesiastica Lombardia
Provincia
Comune

Stemma Milano

Località
Diocesi Milano
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Pinacoteca di Brera, sala sesta
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Compianto su Gesù Cristo morto
Datazione 1500 ca.
Datazione
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Ambito culturale Ambito veneto
Autore

Andrea Mantegna

Altre attribuzioni
Materia e tecnica tempera su tela
Misure h. 68 cm; l. 81 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
46Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro.
Virgolette chiuse.png

Il Compianto su Gesù Cristo morto è un dipinto, eseguito nel 1500 ca., a tempera su tela da Andrea Mantegna (1431 ca. - 1506), conservato presso la Pinacoteca di Brera a Milano.

Descrizione

Ambientazione

Pochi accenni rivelano l'ambiente in cui si svolge la scena: un obitorio, un'oscura camera mortuaria, dove si stende un terreo e lugubre colore; in alto a destra si vede un tratto di pavimento e un'apertura che introduce in un'altra stanza buia.

Soggetto

Nel dipinto compaiono:

  • al centro, Gesù Cristo morto ed esangue, avvolto nel sudario, ed appoggiato su una tavola nuda e gelida, una lastra di marmo rossastro, dove all'estremità (a destra) si nota il vasetto degli unguenti; si tratta probabilmente della cosiddetta pietra dell'unzione sulla quale, prima della deposizione del sepolcro, il corpo fu spalmato d'oli profumati, secondo la sepoltura ebraica. Questa pietra venne venerata a Costantinopoli, fino alla sua scomparsa, dopo la conquista turca della città nel 1453. Nel dipinto il pittore compie una spietata analisi dei particolari e, grazie alla posizione prospettica del corpo, mette in evidenza i buchi nei piedi di Gesù Cristo, con le ferite ormai asciutte e ripulite.
  • a sinistra, compressi in un angolo, affiorano in parte i volti di tre figure di dolenti, solcati dalle rughe e con i lineamenti segnati quasi come le maschere tragiche dell'antichità:

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

Andrea Mantegna, Compianto su Gesù Cristo morto (part. Dolenti), 1500 ca., tempera su tela
  • Il punto di vista della scena rappresentata, che costituisce un unicum assoluto nel panorama artistico del Rinascimento italiano, è quello da un piano lievemente rialzato che consente di percepire l'interezza del corpo di Gesù Cristo.
  • Il gioco visivo, che permette di spostarsi intorno al dipinto avendo la percezione che la prospettiva non cambi, è un virtuosismo riconducibile ad una pratica sviluppata da Andrea Mantegna già nelle sue prime opere.
  • Il Compianto è un'opera fortemente sperimentale sia dal punto di vista tecnico poiché è una delle rare opere su tela di questo periodo, sia compositivo perché è impostata su un ripido, invadente ed ossessivo scorcio prospettico.
  • Il forte contrasto di luce, proveniente da destra, e ombra origina un profondo senso di pathos. Ogni dettaglio è amplificato dal tratto incisivo delle linee, costringendo lo sguardo a soffermarsi sui particolari più raccapriccianti, come le membra irrigidite dal rigor mortis e le ferite ostentatamente presentate in primo piano.
  • I fori nelle mani e nei piedi, così come i volti dei dolenti sono solcati dal dolore e dipinti senza nessuna concessione di idealismo o retorica.
  • Il ritratto con la prospettiva di scorcio, secondo alcuni studiosi, che suscita la sensazione del collo e della testa staccati dal resto del corpo, simboleggerebbe il valore redentivo che la fede cristiana attribuisce al Sabato Santo, al Santo Sepolcro e alle Quarantore: nell'arco di questo periodo temporale, Gesù Cristo è morto come uomo e vivo in quanto Dio.

Notizie storico-critiche

L'opera fu dipinta da Andrea Mantegna probabilmente per la sua tomba nella Chiesa di Sant'Andrea a Mantova.

Il mese successivo alla morte di Andrea Mantegna, avvenuta il 13 settembre 1506, suo figlio Ludovico, accennando ai dipinti rimasti nello studio del padre in una lettera inviata al marchese Francesco Gonzaga, ricorda "un Cristo in scurto" (ossia scorcio). Lo stesso dipinto è nuovamente citato da Ludovico Mantegna in una lettera alla marchesa Isabella, in cui il figlio del pittore scrive che "quello Christo in scurto" era sto stato acquistato nel 1507, insieme con un altro raffigurante l'Introduzione del culto di Cibele a Roma, dal cardinale Sigismondo Gonzaga (1469 - 1525), che aveva pagato entrambe le opere cento ducati.

Il Compianto rimase di proprietà della famiglia Gonzaga almeno fino al 1627, quando tutta la collezione fu dispersa.

Nel 1806 il dipinto venne acquistato a Roma dal pittore e scrittore Giuseppe Bossi (1777 - 1815), e nel 1824 venne ceduto all'Accademia di Belle Arti di Milano.

Una seconda versione del Compianto priva delle figure piangenti sulla sinistra è conservata nella collezione privata di Glenn Head a New York (USA), anche se alcuni studiosi la ritengono una copia tardo-cinquecentesca.

Bibliografia
  • Giovanni Agosti et al., Mantegna, Editore Hazan, Parigi 2008 - ISBN 9782754103107
  • Alberta De Nicolò Salmazo, Mantegna, Editore Electa, Milano 1997
  • Francesco Frangi, Cristo morto di Andrea Mantegna, Editore TEA, 1996 ISBN 9788878198333
  • Francesca Marini, Mantegna, col. "I Grandi Maestri dell'Arte", Editore Skira, Milano 2003, pp. 166 - 167
  • Jane Martineau, Andrea Mantegna, Editore Olivetti-Electa, Milano 1992
  • Tatjana Pauli, Mantegna, col. "Art Book", Editore Leonardo Arte, Milano 2001 - ISBN 9788883101878
  • Chiara Pasqualetti, Il Quattrocento in Italia. Da Masaccio a Piero della Francesca: l'armonia ritrovata, Editore San Paolo, Palazzolo sull'Oglio 2003, pp. 72 - 74
  • Rolf Toman, Arte italiana del Rinascimento: architettura, scultura e pittura, Editore Könemann, Colonia 1998, p. 370 ISBN 9783829020404
  • Stefano Zuffi (a cura di), Brera. Guida alla Pinacoteca, Editore Electa, Milano 1999, p. 23 ISBN 9788843570935
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, Editore Mondadori-Electa , Milano 2002, p. 316 ISBN 9788843582594
  • Stefano Zuffi, La pittura italiana, Editore Mondadori-Electa, Milano 1997, p. 87 ISBN 9788843559114
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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