Poveri Cattolici

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Con il nome Poveri Cattolici (in latino Pauperes Catholici) fu costituito un ordine mendicante, organizzato nel 1208, per riunificare i seguaci di Valdo di Lione con la Chiesa e combattere le eresie del momento, in particolare quelle albigesi. I reclutati provenivano dai Pauperes Lugdunenses (nome con cui venivano indicati di seguaci di Valdo); tuttavia, per distinguerli da quest'ultimo, Innocenzo III diede loro il nome di Pauperes Catholici.

Il movimento eretico degli Albigesi aveva assunto proporzioni così enormi all'inizio del XIII secolo che furono giustamente definiti da Innocenzo III un pericolo maggiore per la Chiesa rispetto ai Saraceni.

Valdo di Lione (1140-1217 ca.), invece, fu fondatore di un movimento religioso di gente comune, insoddisfatta delle proprie condizioni economiche e sociali che si era allontanata dalla religione a causa della scandalosa negligenza del clero. Quest'ultimo, purtroppo, si interessava più all'amministrazione delle loro questioni temporali che dei bisogni spirituali dei fedeli.

Innocenzo III si lamenta amaramente, in una lettera ai vescovi, dicendo che

« ...il popolo ha fame del Pane di Vita, ma che non c'è nessuno che lo rompa per loro. »

La predicazione pubblica, esclusivamente nelle mani dei vescovi, era diventata un evento raro.

Un seguace spagnolo di Valdo di Lione, Durando d'Osca, nell'ultimo decennio del XII secolo scrisse il Liber Antiheresis che è considerato la fonte principale sui primi valdesi. Attraverso le attività missionarie del vescovo di Osma, Diego de Acebes (ch), O.Cist., e di san Domenico di Guzmán, un piccolo gruppo dei seguaci di Valdo, sotto la guida di Durando d'Osca, fu riconquistato alla Chiesa durante una discussione religiosa in un incontro tenutosi a Pamiers verso la fine del 1207.

Questi nuovi convertiti, desiderosi di continuare la loro attività religiosa, si trasferirono nello stesso anno a Roma, dove furono accolti da Innocenzo III. Desideroso di realizzare il suo piano, il papa diede al giovane gruppo, sette in totale, una costituzione con cui poter mantenere la loro precedente regola di vita, e che indicava loro un piano definito da seguire predicando contro gli Albigesi.

Oltre a ciò, dovevano fare una professione di fede che rappresentasse la dottrina della Chiesa relativa a tutte le eresie attuali, e che non solo avesse lo scopo di liberare le loro menti da tutte le tendenze eretiche e sottoporle all'autorità della Chiesa, ma anche di offrire loro una guida secondo cui poter intraprendere le loro attività missionarie con una serie di verità formulate dando loro una linea chiara della loro fede e assoluta certezza nel loro lavoro. Dopo aver promesso fedeltà al papa e alle dottrine della Chiesa, intrapresero la loro missione all'inizio del 1208.

Innocenzo III li raccomandò ai vescovi della Francia meridionale e della Spagna. Sembravano avere successo, perché presto li troviamo impegnati, non solo nel sud della Francia, ma anche fino a Milano, dove fondarono una scuola nel 1209 per radunare ed educare reclute per il loro ordine. Tre anni dopo, nel 1212, un gruppo di penitenti si mise sotto la loro direzione spirituale. Entro quattro anni dalla loro fondazione estesero le loro attività nelle diocesi di Béziers, Uzès, Nîmes, Carcassonne, Narbona, Tarragona, Marsiglia, Barcellona, Huesca e Milano.

Tuttavia, nonostante il loro apparente successo, l'impresa dei Poveri Cattolici non durò molto, dopo il 1212 iniziarono a disgregarsi. Innocenzo III, che li aveva sostenuti fino ad allora, facendo concessione dopo concessione, esortando ripetutamente i vescovi a sostenerli; arrivò persino a esentarli dal prestare giuramento di fedeltà, poiché ciò era contrario agli insegnamenti di Valdo, e infine li mise sotto il protettorato di San Pietro, ma tutto invano.

Non mostrarono risultati positivi come invece mostrarono i nascenti ordini dei Frati Predicatori di San Domenico e ai Frati Minori di San Francesco. Nel 1237 Gregorio IX chiese al provinciale dei Frati Predicatori di visitare le province di Narbona e Tarragona e di obbligare i Poveri Cattolici ad adottare una delle regole mendicanti approvate. A Milano li troviamo fino al 1256 quando, con un decreto di Innocenzo IV, furono uniti agli Eremitani di Sant'Agostino.

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