Festa di Santa Cristina (Sepino)

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Festa di Santa Cristina (Sepino)
Sepino ReliquiarioBustoS.Cristina.jpg
Busto di santa Cristina di Bolsena
Festa patronale
Processione
Festa locale
Commemorazione celebrata Santa Cristina di Bolsena, patrona della città
Chiamata anche
Note
Stato bandiera Italia
Regione Stemma Molise
Provincia Campobasso
Comune Sepino
Località
Luogo specifico vie del centro storico
Diocesi Campobasso-Boiano
Periodo Inverno
Data inizio 6 gennaio
Data fine 10 gennaio
Data mobile
Data d'istituzione 1099
Organizzata da Comitato Santa Cristina
Tradizioni religiose processione, celebrazioni eucaristiche
Tradizioni folcloristiche incontro conviviale
Tradizioni culinarie
Informazioni info@comitatosantacristinasepino.it
Collegamenti esterni
Sito web
Sito ufficiale dell'Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia (IDEA)

La Festa di Santa Cristina si svolge annualmente a Sepino (Campobasso), dal 6 all'10 gennaio, in onore di santa Cristina di Bolsena, patrona della città.

Storia

All'inizio del 1099 parte delle spoglie di santa Cristina giunsero a Sepino in seguito al trafugamento perpetuato da due pellegrini francesi nella catacomba di Bolsena. I resti della Santa patrono rimasero in città fino al 1160, quando furono donati alla Cattedrale di Palermo. A Sepino è rimasto solo un frammento del braccio, in segno di protezione sulla comunità, che da quel lontano 1099 la venera come patrona.

Descrizione

La festa si articola in tempi e modalità distinti, scanditi dalla tradizione.

6 gennaio

Il 6 gennaio, solennità dell'Epifania, si commemora l'arrivo delle reliquie di santa Cristina di Bolsena a Sepino. L'inizio dei festeggiamenti è preannunciato dal suono delle campane alle ore 12.00 del giorno precedente.

8 gennaio

L'8 gennaio, presso le Terme Tre Fontane, si tiene la "Crianzola", un incontro conviviale che vede la partecipazione esclusiva dei capo famiglia tra - uomini e donne - che rappresentano le famiglie del paese e delle contrade, durante il quale si assaggiano i vini offerti dai produttori locali in ricordo di un'antica usanza.

Durante la festa, i fedeli scendono nella cripta della Chiesa di Santa Cristina per venerare la Statua della Santa patrona, che viene portata in processione ogni cento anni, e si allontanano senza voltargli le spalle.

9 gennaio

Nel pomeriggio del 9 gennaio, le campane cominciano a suonare, ad intervalli regolari, ogni 15 minuti circa, per richiamare i sepinesi alla festa.

Al Palazzo municipale si riuniscono genitori e bambini, ai quali viene consegnato una candela ed un "cartoccio", ossia un dono dell'Amministrazione comunale confezionato con vari dolci. Dopo la quarta suonata i fedeli, le autorità e le "Verginelle", bambine vestite di bianco, adornate di gioielli e con una coroncina floreale sulla testa: queste si recano in chiesa portando il cero, alla cui sommità è legato un ramoscello d'ulivo, e i doni da offrire alla santa: oro, incenso e mirra, gli stessi che i Magi offrirono a Gesù Bambino. Le "Verginelle" rappresentano la purezza che contraddistingue santa Cristina e rievocano le giovani ragazze, compagne della martire.

Nella chiesa sono esposti alla venerazione:

Dopo i Vespri si celebra la Messa. Al termine della celebrazione i genitori portano i bambini, che vengono benedetti e affidati alla protezione della santa. La devozione viene espressa con particolari comportamenti:

Mentre i fedeli rendono omaggio a Santa Cristina di Bolsena, nella sacrestia si procede al sorteggio dei turni delle persone che, durante la notte, si alterneranno sul campanile per suonare manualmente le campane. Il sorteggio stabilisce anche i gruppi che, in occasione delle processioni, porteranno la Statua della Santa patrona e il baldacchino.

10 gennaio

Il 10 gennaio si commemora la traslazione del corpo della santa Cristina dall'ospizio di San Nicola alla Chiesa del Santissimo Salvatore.

I fedeli si predispongono a ricevere la comunione, per ottenere l'indulgenza parziale, concessa nel 1737 da papa Clemente XII.

Dopo la celebrazione eucaristica inizia la Processione delle "Verginelle" fino al Rione Canala, seguendo uno dei percorsi intrapresi, secondo la tradizione, dai due pellegrini che portarono le reliquie. I fedeli che trasportano il Busto di Santa patrona, sorteggiati la sera del 9 gennaio, indossano una veste rossa, con ricami dorati e una cintura azzurra.

Riconoscimenti

L'Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia ha riconosciuto l'evento, quale Patrimonio immateriale d'Italia

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Patrimonio immateriale d'Italia

Voci correlate
Collegamenti esterni